ZUCCOTTI E STADI (prima parte)

Chi di marmo ferisce, di calcio perisce: è quanto emerge in questo approfondimento, dove interessi privati uniscono il Monte Bettogli allo Stadio dei Marmi.

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Ludi Romani

In Italia – fin dai tempi antichi – i potenti hanno sempre utilizzato la distrazione di massa per controllare la gleba. Ieri con i Ludi romani, oggi con il calcio.
D’altronde è luogo comune che il popolo italiano sia troppo impegnato a seguire un pallone, piuttosto che difendere i propri diritti.
Ogni paesello ha dunque la sua brava squadra di calcio. Anche Carrara ne ha una, e quest’anno sta andando pure bene. 

Stadio dei Marmi

Ultimamente, però, si assiste a una vera e propria querelle che vede contrapposta la società calcistica che gestisce la Carrarese ed il Comune di Carrara stesso.
Al centro di questo scontro, gli adeguamenti per la messa in sicurezza dello Stadio Comunale Dei Marmi.

“Chi di marmo ferisce, di stadio perisce”

Tutto parte da un parere negativo da parte del GOS (Gruppo Operativo Sicurezza, un organo paritetico che delibera anche sull’apertura di locali pubblici, ndr) il 19 settembre del 2018. Pochi giorni prima, la maggioranza aveva espresso la propria contrarietà riguardo la messa in sicurezza di cava Fossa Combratta (della quale abbiamo parlato qui).
“A pensare male…”, diceva qualcuno. Specie pensando a un marchio che si vede spesso, quando si parla di Carrarese: quello della Sa.Ge.Van. di Gemignani & Vanelli.

Sagevan Marmi

La Sa.Ge.Van. è una srl con un fatturato (ufficiale, ndr) di quasi 32 milioni di euro l’anno. Il suo logo campeggia ovunque, soprattutto nelle maglie dei calciatori gialloazzurri. E, allo stesso modo, i nomi dei suoi proprietari fanno spesso capolino nelle indagini sul “nero” alle cave.
La SaGeVan estrae marmo pregiato, soprattutto statuario. E il suo serbatoio privilegiato risiede nel “zuccotto” del Bettogli, un piccolo monticello dalla punta pronunciata. Davanti, apparentemente intonso. Dietro, orribilmente mutilato da decenni di massiccia coltivazione di agri marmiferi.

Uno “zuccotto” pieno di soldi, in nome della sicurezza

Monte Bettogli

Succede che la Sa.Ge.Van. vuole tagliare questo zuccotto. Cimarlo “paro paro”, come si suol dire. “Per motivi di sicurezzaripetono da tempo, fin da quando iniziarono ad insidiarlo. E in questi anni, nonostante le amministrazioni “amiche” (come vedremo più avanti, ndr), nessuno se l’è sentita di dare il via libera alla soluzione finale sul Bettogli.

Con la giunta De Pasquale, com’era prevedibile, sono cambiati gli equilibri. E se prima ci fosse stata la possibilità (remota) di aggredire il monte, ad oggi la cosa sembrerebbe fuori discussione. La scusa della “messa in sicurezza”, d’altronde, non regge. Nonostante le recentissime farneticazioni dell’ex comunista (e sempre più di destra, ndr) Massimiliano Bernardi a riguardo.

Fossa Combratta

Ci aveva appena provato Alessandro Franzoni appunto, con Fossa Combratta, attraverso il parere ASL di Maura Pellegri. Quando però risultò evidente che asportare 50mila e rotte tonnellate di materiale – per poterne escavare poche migliaia – sembrava più un piano estrattivo malcelato che una messa in sicurezza vera e propria, il giochino subì una brusca frenata.
Il presidente del Parco delle Alpi Apuane Alberto Putamorsi dovette indossare gli inusuali (per lui, ndr) panni del paladino per la legalità, e inventarsi un percorso partecipativo.

Il pericolo oggi è tutt’altro che scampato, ma quantomeno nuovo il Piano Attuativo dei Bacini Estrattivi che uscirà dal Comune di Carrara dovrebbe – col condizionale d’obbligo – escludere a priori il versante di Fossa Combratta da future aggressioni. Franzoni non l’ha presa molto bene, diffidando la maggioranza 5S e minacciando una causa per circa 12 milioni di euro. Una cifra che la cava dovrebbe comunque raggiungere (ipoteticamente) in un secolo circa di escavazione.

Fossa Combratta

Dalla vicenda di Fossa Combratta emersero due fatti.
Il primo, che i baroni del marmo si stavano preparando a coltivare un versante vergine, confidando sui cavilli burocratici e sul cavallo di Troia del Franzoni.
Il secondo, che dopo mesi si incominciava a vedere una posizione netta e contraria da parte della nuova amministrazione nei confronti di chi – finora – non era abituato a sentirsi dire di no.
Questo era un affronto, e negli ambienti già circolava la voce che i baroni volessero “dichiarare guerra alla nuova giunta”.

Se la Regione Toscana diventa integerrima… Di colpo

Enrico Rossi

Per non farsi mancare nulla, negli stessi giorni la Regione Toscana si ricordò di aver stilato una legge sulle cave (dato che ben due giunte Zubbani non se l’erano sentita di contrastare lo strapotere dei baroni del marmo, ndr). E nel farlo, pretese dal Comune che chi era andato “fuori piano” doveva essere privato della concessione ad escavare, se non avesse sanato la propria posizione entro un tot di tempo.
Giusto, sacrosanto, meglio tardi che mai. Col beneficio però del dubbio, visto che finora la Regione e il suo governatore PD Enrico Rossi avevano trattato l’argomento con molta sufficienza… Forse per il vecchio adagio che fra compagni non ci si pesta i piedi.

Di tutte le cave del comprensorio, solo sei furono stoppate. Tre hanno un “padrone” mentre le altre sono cooperative. Ad oggi solo una si è sistemata, ricevendo l’ok a ripartire in 24 ore. Le altre, sembra che attendano gli eventi. Forse per creare un precedente legale, o più probabilmente perché non sanno neppure da che parte cominciare.

Se c’è un corrotto, c’è anche un corruttore

danni alluvione

Tornando al Bettogli, Gemignani & Vanelli vogliono quel monte, tutto. Vogliono quello statuario che vale migliaia di euro la tonnellata, e chissenefrega se per avere quel marmo debba sparire un profilo montano.
La nuova amministrazione – seppure accusata da queste pagine di essere fin troppo garantista verso i baroni del marmo – non ne vuole sapere, e a maggior ragione. Sempre più studi certificano che l’escavazione del marmo intacchi irrimediabilmente il carsismo presente nelle Alpi Apuane, inquinando le acque che confluiscono negli acquedotti.
Per non parlare dei rischi idrogeologici, certificati da una CTU del Tribunale di Massa fin dal 2004.

Interno Stadio Marmi

E qui entra in campo lo Stadio dei Marmi. Il tifo è cuore, ma non testa. Qualcuno, questo, lo sa bene. Tanto da avviare una caccia alle streghe che catalizza tutta la frustrazione della tifoseria – aizzata da certi titoli sensazionalistici dei giornali locali – nei confronti della nuova amministrazione. Che – a dire il vero – una colpa ce l’ha di sicuro: l’essersi affidata ai soliti tecnici e dirigenti infilati in Comune da Zubbani & co negli ultimi lustri. Il tutto senza mettere in conto le eventuali magagne che sarebbero immancabilmente sbucate fuori, dopo anni di silenzi-assensi.

Marco Frittella

Era prevedibile, ed è avvenuto. Non a caso, qualche mese fa fu domandato provocatoriamente se alla cittadinanza sarebbe costato meno allontanare le “mele marce” – con le conseguenti spese – o tenersele a fare danni dentro al Comune.
Certo, il recente arresto del dirigente dei Vigili del Fuoco Marco Frittella dovrebbe far riflettere. Se l’accusa è di essere un corrotto, ci sarà dunque un corruttore. Che sia un imprenditore o un funzionario comunale o un dirigente sportivo o una figura politica.
È difficile credere che Frittella abbia falsato i dati dello Stadio dei Marmi senza ricevere nulla in cambio da qualcuno, ma le indagini sono ancora in corso.

Chissà che non ne vedremo delle belle, e che magari si spieghi – a bocce ferme – il perché di tutto questo trambusto.

Baldini Zubbani

Ma cosa c’entra lo Stadio dei Marmi con quanto sopra? Il fatto che la Sa.Ge.Van. sponsorizzi la Carrarese non è certo una colpa ma – alla luce di quanto sopra – rappresenta uno stimolo per comprendere quali dinamiche si celino dietro questa squadra dalla storia recente, tutto sommato, martoriata. Oltre a chi operi dietro a questa srl, creata dall’ex sindaco Angelo Zubbani nel 2016 per “salvare” la squadra dal fallimento.

E per capirne un pò di più, è bastato fare un paio di semplici visure camerali e una ricerca su Google.

continua…

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