SALA AMENDOLA: LE SOLITE BALLE

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sala amendolaCome ben sventolato sui quotidiani locali, il Comune di Carrara ha “benevolmente concesso” ai vari Consigli dei Cittadini della città di proporre degli interventi ad uso e consumo della collettività, destinando – o meglio, promettendo – a ciascuno di essi un’ammontare di 20mila euro.
Così i vari Consigli si sono domandati: cosa ci facciamo con questa cifra? Lungi dal disquisire riguardo le scelte che ogni gruppo abbia operato, risulta emblematico il percorso di Avenza.

All’ombra della Torre di Castruccio, un cittadino propone in seduta di utilizzare l’importo per migliorare la fruibilità della Sala Amendola (come da nostra lettera protocollata dopo il sit-in, ndr). Tutti i Consiglieri presenti trovano giusto il suggerimento e si recano in Comune per parlare con il geometra Gasparotti.
Il Tecnico Comunale riferisce loro che il costo delle opere necessarie si aggira sui 50mila euro, e che tale cifra risulta essere già stanziata nel piano degli investimenti comunali, con attuabilità – però – nel 2017 (come per il Ponte della Padula la priorità per gli accessi ai luoghi hanno priorità bassissima, ndr). Preso atto delle dichiarazioni del geometra, il Consiglio avenzino si è orientato su altri progetti.

L’Assemblea Permanente, interessata da tempo alla completa disponibilità della Sala Amendola, si è recata in Comune chiedendo spiegazioni riguardo ai lavori che comporterebbero una spesa così onerosa. Mancando il diretto interessato ci si è rivolti al collega ing. Marchetti che, preso alla sprovvista, dopo vari controlli comunica che lo stanziamento di 50 mila € comunicato da Gasparotti risultava inesistentePer cui il Consiglio dei Cittadini di Avenza poteva fare richiesta al Comune di intervenire sulla Sala Amendola, mentre la lettera firmata dalle associazioni non serviva.

L'assessore alle attività produttive Riccardo Coppola
L’assessore alle attività produttive Riccardo Coppola

Al successivo incontro del Consiglio dei Cittadini viene fuori il piano degli investimenti, che effettivamente riporta la cifra di 50 mila € spendibili nel 2017, ma non c’è alcun riferimento a quali lavori devono essere destinati.
Le notizie dei quotidiani fanno intendere l’inserimento della Sala Amendola all’interno del PIU  e ciò consentirebbe la messa a norma prima del 2017, se finanziata.
Ma la cosa sconcertante è che la stessa notizia riceve subito una smentita dall’Assessore Coppola, durante l’ultima riunione dei commercianti di Avenza di pochi giorni fa, dove viene affermato che all’interno del PIU non vi è alcun riferimento alla sala Amendola.
Vista la situazione e le diverse dichiarazioni, viene naturale porsi degli interrogativi su cosa contengano realmente i vari PIU e PIUSS, come naturale è il dubbio su una gestione tutt’altro che trasparente riguardo queste somme.

  • Punto InterrogativoCome mai questi lavori – che permetterebbero alla cittadinanza la disponibilità di un luogo di aggregazione nonché di un diritto – vengono sempre rimandati e mai finiti?
  • Come mai la volontà dei cittadini non viene mai presa in considerazione, se non addirittura bistrattata?
  • Perché non si è avuta nessuna risposta alla lettera congiunta con le richieste dettagliate di ciò che i cittadini di Avenza ormai da anni richiedono?

Non tutti sanno forse che la Sala è accessibile ma con forti limitazioni. La più significativa la troviamo riguardo al numero massimo di 99 persone ospitabili, mancando l’adeguamento alle vigenti normative anti-incendio.

Questi limiti restringono l’effettiva fruibilità della Sala da parte di cittadini e associazioni. Occorre quindi un impegno partecipativo per rivendicare il loro superamento, anche in virtù del fatto che il Comune abbia effettuato già nel 2013 dei lavori di manutenzione suddividendoli in due tranche.
La prima tranche, riguardante tetto e controsoffitto, ha avuto un costo di oltre 30mila € a fronte di un appalto erogato di 51mila €; il ribasso conseguito ha quindi generato un surplus di oltre 20mila euro che è stato destinato alla seconda tranche per eseguire la copertura del corridoio di accesso, preferendo quest’ultimo lavoro (importante ma non prioritario, ndr) a un più che necessario adeguamento alle normative antincendio.
È bene specificare che le leggi che impongono questi adeguamenti erano gia in vigore dal 2011 e ampiamente note agli uffici comunali.

Perché si sia scelto di non destinare il residuo all’adeguamento anti-incendio privilegiando invece il meno essenziale lavoro di copertura del corridoio è un mistero da chiarire. Ma questo punto va stabilito una volta per tutte quale sia l’importo necessario per i lavori di adeguamento e rivendicarne una rapida esecuzione. Di ciò sembrerebbe occuparsene l’ing. Gasparotti che – messo a conoscenza della situazione – si è prontamente speso affinché nel breve tempo sia disponibile un quadro completo e dettagliato sulla situazione della sala Amendola.

Concludiamo con la sottolineatura dell’incapacità dei nostri personaggi politici, che dichiarano ai media notizie fasulle e su cui nessuno dovrebbe fare affidamento. Non va più permesso a questi “signorotti di piazza 2 Giugno” di continuare a calpestare la dignità di questa città.

Commenti

1 COMMENTO

  1. Da anni anche lo Spi-Cgil ha chiesto l’agibilità della Sala Amendola da considerare un tutt’uno con la vicina biblioteca ,ma no abbiamo levato un ragno dal buco per l’incapacità di vero ascolto dei nostri amministratori .

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