ANIMOSI, FORSE TUTTO DA RIFARE

Con la fine della stagione chiuderebbe anche il teatro, il sindaco Zubbani avrebbe derogato le irregolarità per aprirlo prima della sua scadenza di mandato.

2
7133
Il Teatro degli Animosi in tutto il suo splendore

C’era da aspettarselo, anche se onestamente – e in fondo ai cuori – si sperava che così non fosse. Da indiscrezioni provenienti da addetti ai lavori sembrerebbe che il Teatro degli Animosi, dopo anni di chiusura e lavori a rilento, e dopo uno sprint autunnale per poterlo riaprire il più presto possibile (ovvero prima delle elezioni, ndr) dovrà nuovamente chiudere.

Qualche tempo fa era uscito su questo sito un articolo nel quale si evidenziava la persistente chiusura delle sale del Ridotto. Oggi arriverebbe la conferma che non solo questa parte dello stabile sia ancora interessata dai lavori, ma che vi siano altre problematiche ben più pesanti:

L’ascensore ubicato a sinistra dell’entrata principale risulterebbe ancora privo di agibilità, rendendo di fatto impossibile l’accesso agli ordini più alti alle persone affette da disabilità o con problemi deambulatori;
– Lo stesso tetto del teatro sembrerebbe privo della relativa agibilità, e questo problema potrebbe mettere KO il teatro per un bel pò;
– Il nuovo impianto elettrico sembrerebbe essere oggetto di continue interruzioni di corrente, e questa instabilità metterebbe a repentaglio non solo la qualità del servizio, ma anche la sicurezza di addetti ai lavori e spettatori nel caso di un black out durante una rappresentazione.

“Il teatro non è merce da propaganda”

E con queste problematiche, la domanda è una sola: perché è stato comunque aperto?
La risposta – non ce ne vogliate – è sempre il solito nome e cognome. Il sindaco Angelo Zubbani avrebbe infatti autorizzato le dovute deroghe per passare sopra a queste problematiche e aprire in tempo per poter dire: “Visto? Vi ho ridato il teatro”.
Certo. Dopo avercelo tolto 7 anni orsono, ce lo renderebbe zoppo.
D’altronde è una forma di autodifesa tipica di questa politica rancida: far finta di risolvere i problemi, infilare “la polvere sotto al tappeto” e delegare la patata bollente all’amministrazione successiva. Purtroppo però, gli effetti di questo scaricabarile si sono già visti: Zubbani ha avuto ben due mandati per rimettere totalmente a nuovo il Teatro. Quindi, aprire al volo prima delle elezioni e fare “i pavoni” per la stampa.

L’invito a “Carrara Idee per lo sviluppo” inviato via mail da Spediacci alle scuole, insieme a quello per “Carosello Napoletano”

Non solo. Ad un occhio attento non è sfuggita l’organizzazione del “Carosello Napoletano”, una mirabile rappresentazione ad opera de “La Compagnia Instabile” organizzata con il patrocinio di AMIA. Al di là degli inviti privati inviati alle scuole via mail dal presidente Gianenrico Spediacci – con incluso quello a partecipare alla riunione “Carrara Idee per lo sviluppo” a cura della sua lista civica “Rinascita” – l’attenzione ricade sul fatto che non esista ancora un metodo di assegnazione del Teatro per il pubblico. Chiunque volesse organizzare degli eventi è costretto a “subire” il patrocinio del Comune.
Anche questa è una storia già vista. La mancanza di idee e di spirito imprenditoriale all’interno di Palazzo Civico viene ovviata nel “mettere il cappello” a buone idee per potersi così fare della sana propaganda. Perché di questo si tratta, di propaganda. Dopo argini crollati, trattamenti ultra-morbidi verso i baroni del marmo, sgomberi di cittadini in barba alla Costituzione Italiana, Zubbani e i suoi sodali hanno bisogno di farsi belli… Ne hanno bisogno quasi come l’aria. E soprattutto ne hanno bisogno coloro che, venendo da questa compagine, si presenteranno alle elezioni incombenti.

Intanto il Teatro degli Animosi, bellissimo nella sua piazza, resta lì con i suoi problemi ben celati. Il tempo – probabilmente e purtroppo – ci darà ragione. Che la stampa “ufficiale” se lo ricordi, quando queste indiscrezioni diverranno certezze. Mai come ora, vorremmo sbagliarci.

Zubbani, che Carrara ti dimentichi al più presto.

Commenti