Resoconto Commissione Marmo del 23 Aprile 2015

0
761

Di Mario Alderici.

Si è tenuta stamani la commissione Marmo con in oggetto il recepimento della Legge Regionale al fine di stilare un regolamento comunale che tenga conto di questa legge.

Apre il presidente Menconi illustrando alcuni punti della legge e si inizia con un po’ di polemica dato che Tonarelli dice che sarebbe opportuno che ogni consigliere fosse dotato della copia della legge di cui trattasi e della bozza di regolamento fatta a suo tempo dal comune.
Menconi ribatte che sia regolamento sia la legge sono stati inviati a tutti i consiglieri e la Musetti chiarisce che in ogni caso basta andare in segreteria e farsela stampare.
Prende la parola il dirigente del Comune Tonelli che dice che per la stesura del nuovo regolamento il Consiglio Comunale dovrà fornire adeguate indicazioni in merito, in particolare un indirizzo per scrivere le norme per le concessioni e per il calcolo del canone di concessione. Il vicesindaco Vannucci dice che ora è arrivato il momento di discutere meno “a vanvera” e di stabilire un metodo di lavoro.

Menconi conferma che a partire dalla bozza di regolamento che era stata predisposta i gruppi di lavoro e i consiglieri ora devono mettere sul tavolo le varie proposte di regolamento.
Per fare questo in tempi brevi Bottici suggerisce alla commissione di riunirsi più spesso; Menconi conferma e dice che in linea di massima la commissione marmo si riunirà due volte a settimana.
Vannucci afferma come metodo di lavoro di prendere intanto atto degli indirizzi di tutte le forze politiche, per arrivare in commissione con un’idea di regolamento condivisa anche in merito ad alcune definizioni (tipo la filiera corta), a quel punto di analizzare ogni suggerimento ad una stesura del regolamento conforme alla legge e condivisa da tutti, con un lavoro di ampio respiro data la “freschezza” della legge. Aprendo poi il dialogo anche al mondo del lavoro con l’apporto e i suggerimenti anche da parte dei sindacati.

De Pasquale nota alcuni aspetti farraginosi e poco chiari della legge; in particolare nel capo relativo al distretto “apuo – versiliese”, De Pasquale fa notare che il titolo è fuorviante o errato perché poi andando a leggere ciò che dice la legge non riguarda l’apuo versiliese ma solo i territori di Massa e di Carrara; poi all’articolo 31 la legge cita l’editto del 1751 e allora a quel punto sembra non riguardare più neanche il territorio di Massa ma solo quello di Carrara; nella legge si parla di un regolamento che Carrara ha, mentre Massa non ha un regolamento in materia di Agri Marmiferi.

Vannucci conferma le perplessità di De Pasquale sulla legge anche perché non si capisce i confini del citato distretto apuo versiliese, “La Garfagnana è dentro o è fuori?” perché se vengono messe sullo stesso piano è ovvio che ci sarebbe disparità di trattamento economico tra una cava in Versilia e una in Garfagnana.

La Bienaimè dice che c’è da fare una richiesta scritta in Regione all’ufficio legislativo per avere delucidazioni; ci si chiede se l’Amministrazione Comunale in merito a questa legge ha prodotto documenti perché la Regione non ci ha dato retta e perché tali documenti non sono a disposizione dei membri di commissione. Anche perché, aggiunge la Bienaimè, la Regione continua a fare confusione tra autorizzazioni e concessioni. A tal proposito la Bienaimè chiede se le concessioni in essere sono sempre le 3 di cui si parla sempre o se ve ne sono altre.
Risponde Vannucci dicendo che oltre alle tre ventinovvennali ve ne sono altre che sono “sub judice”.

cava-betogli

Momento di ilarità in commissione dovuta al fatto che il vicesindaco abbia ripetuto il termine usato in una trasmissione di Rai Tre (Report) dal sindaco Zubbani con scarsa fortuna nella pronuncia (“Zubbgiudiz”).

La Bienaimè chiede che scadenza abbiano queste concessioni.
Vannucci risponde che quelle “senza scadenza” ufficiale scadono dopo 7 anni.
Anche De Pasquale chiede di sapere la durata standard di concessioni e autorizzazioni.
Tonelli e Vannucci (alternandosi nella risposta) dicono che la durata varia da cava a cava a seconda dei “piani di coltivazione” e che quando non è esaurito alla scadenza il piano di coltivazione si tende a dare una proroga.
Menconi dice che la prossima settimana la commissione si riunirà un paio di volte per fare un programma per la stipulazione del nuovo regolamento.