Considerazioni sulla Commissione Marmo del 23 Aprile 2015

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Di Manuel Dell’Amico.

le cave ai carrarini

L’unica cosa sicura è che ci sono delle grosse problematiche, e i 180 giorni in cui il Comune si dovrebbe dotare del regolamento degli agri marmiferi, nonostante la bozza già pronta, non sembrano così tanti… Anche perché se questo non avverrà la gestione della regolamentazione delle cave passerà direttamente alla Regione.

La legge regionale già di per sé, essendo stata fatta in fretta (campagna elettorale?) presenta non poche lacune e punti contradditori (periodo transitorio, valutazione dei prezzi, specifica dei distretti d’escavazione, ecc.); quindi bisognerà provvedere ad esaminarla bene e contattare la Regione per avere specifiche, cosa non facile. In più c’è da verificare il Piano Paesaggistico, di cui non si hanno ancora notizie certe dato che sul BURT non è ancora uscito. Il processo sarà lungo e faticoso, bisognerà valutare attentamente ogni fattore, per non ricorrere in decine di ricorsi e perderli (cosa di cui la nostra amministrazione sa qualcosa), esaminando scrupolosamente sia la legge regionale, sia il PIT, le loro concatenzioni e rivedere la bozza.

Era molto più semplice, in questi otto anni di amministrazione Zubbani, dotarsi di un regolamento nuovo ed efficace, dato che la legge regionale del 1995 era piuttosto chiara (avallata anche dalla sentenza della Corte Costituzionale del medesimo anno), eliminando i beni estimati e provvedendo a rilasciare le concessioni, con tutti i dovuti controlli del caso.

Invece si è tergiversato, facendo sì che la situazione a monte diventasse selvaggia e incontrollabile, sia dal punto di vista amministrativo-economico, che ambientale. Ciò ha causato ingenti perdite per le casse comunali, quindi a danno di tutta la cittadinanza che si ritrova con una città e un territorio morenti e non valorizzati, nonché scariche di terre nei canali, ravaneti non in sicurezza, monti devastati, e il Carrione che ormai esonda con frequenza biennale.

Ad oggi siamo alle prese con l’ennesima situazione intricata, caotica e poco limpida. Certo suggerisco io, visto che finora l’organizzazione (disorganizzazione) dei nostri amministratori (ricordiamo sempre che il compito dei politici non è fare i propri interessi, ma bensì ascoltare le persone e pensare al bene comune e alla valorizzazione) è stata questa, perché mai dovrebbe cambiare?!

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