Progetto Carrara in rosso per 2 milioni e i vigilini rischiano

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stradamarmi 02La Progetto Carrara chiude il 2014 con una perdita inferiore al 2013: sempre di voragine si tratta, ma è un po’ meno profonda di prima. Coi carrozzoni municipali faremo i conti sin da subito e per tutto il 2015: dalla Progetto Carrara appunto – maglia nera dei bilanci in rosso – ad Apuafarma, dal Cermec al CarraraFiere. Per ripianare i debiti di queste società il Comune ha speso 750.000 euro nel 2013 e 600.000 euro almeno fino a novembre 2014: i dati sono di soldipubblici.gov.it , il sito voluto dal presidente del Consiglio Renzi in nome della trasparenza. Al top dell’agenda di Piazza II giugno c’è la Progetto Carrara: per le condizioni di bilancio e perché al destino di essa – qualcuno ha persino detto che dovrebbe essere messa in liquidazione – sono legate le sorti dei “vigilini”, quindi parliamo di posti di lavoro (pubblici).
Nel 2013 la Progetto Carrara, posseduta al 99,9% dal Comune, aveva una perdita mostruosa: 3 milioni e 100.000 euro. Da dove viene? Lo abbiamo chiesto all’amministratore unico, Giorgio Dell’Amico. «Le perdite della Progetto Carrara – ci spiega – sono rappresentate solo dagli oneri e dagli ammortamenti finanziari per i mutui aperti per realizzare la Strada dei Marmi».

Lo immaginavamo. Allora non è polemica pretestuosa sostenere che la “gestione” della grande arteria al servizio dell’industria lapidea e del carbonato di calcio non ha sbrindellato solo il bilancio della società (creata ad hoc per realizzarla) ma ha ipotecato anche il nostro futuro: almeno, si stima, per i prossimi venti anni. Quanto impiegherà il Comune a rientrare di quei mutui?
«Il problema è – dice l’amministratore unico – non aver trovato un accordo iniziale. La Progetto Carrara non ha ricavi. Nessuno paga un pedaggio. Fu una scelta aziendale». Quando si ipotizzò il pedaggio, il Tar si pronunciò dicendo che si sarebbe dovuta comunque garantire anche una via alternativa free, che sarebbe stata ovviamente viale Potrignano e la via Carriona, quindi sarebbero venuti meno i presupposti per cui l’opera è stata costruita. Un impasse.

Perché pagare se c’è un tragitto opzionale gratis? Gli industriali non hanno messo un euro per la realizzazione della Strada e non pagano per percorrerla. Se si applicasse un pedaggio di 1 euro al giorno (andata e ritorno) per una media di 1.200 (teniamoci bassi) viaggi giornalieri dei camion, nelle casse della Progetto Carrara entrerebbero 1.200 euro al giorno; 29.000 euro circa al mese (per 24 giorni lavorativi); 320.000 euro l’anno (per 11 mesi lavorativi, senza agosto). Non sarebbe già qualcosa? Un euro al giorno per marciare avanti e indietro manderebbe in default l’industria marmifera?
Scende il rosso. La Progetto Carrara chiuderà il bilancio 2014 con una perdita inferiore rispetto all’anno precedente. Ce lo preannuncia Dell’Amico.
«Quest’anno la perdita è di 2 milioni e 250.000 euro: di cui 2 milioni e 100.000 euro sono ammortamenti e oneri finanziari sui mutui, più qualche pagamento rimasto dei lavori eseguiti. Rimangono 150.000 euro extra mutui. Posso anche arrivare all’equilibrio con la gestione corrente, ma sono comunque obbligato dalla legge a inserire nel bilancio gli ammortamenti. Se qualcuno mi dice come coprirli, non avendo ricavi – aggiunge – sono pronto ad accettare consigli…».
Si dovrà cominciare a parlare anche del futuro dei vigilini, che per la Progetto Carrara rappresentano un costo. Di personale. Sono in carico ad essa. Chi se li prende i vigilini? C’è l’ipotesi di traghettarli nella pancia di Amia. Ma i vigilini sono proprio una zavorra per la società?
Quando il piano della sosta (che sta in seno alla Progetto Carrara) esordì e i vigilini vennero di conseguenza assunti, tutti gli stalli (i singoli parcheggi) erano remunerativi. A battesimo il piano della sosta fruttava circa un milione di euro. Ad oggi tra parcheggi mangiati dal cantiere del Politeama, sabato pomeriggio gratuito e iniziative commerciali varie (che, per l’amor del Cielo, è bene ci siano), i parcheggi in centro città fruttano 640.000 euro.

Anche i vigilini cominciano ad essere un peso e il costo del loro stipendio non si ripaga più automaticamente. Le ipotesi sono tre: o si mettono in collo ad un’altra società aprendo una ferita in un bilancio sano o quanto meno in prossimità del pareggio; o si mette mano alla forza lavoro riducendola (licenziando, anche se nessuno lo vuol dire e forse qualcuno ci smentirà); o si amplia il piano della sosta mettendo stalli a pagamento anche su Avenza e su Marina. Ma questa è un’ipotesi di quelle che bruciano. Chissà perché. Perché l’elettorato avenzino e marinello deve essere accontentato più di quello del centro-città? Pesa di più? Insomma, una cosa è certa: non c’è niente di ineluttabile e qualunque magagna spunti è sempre frutto di una scelta.

Leggi l’articolo: Il Tirreno