La “Villa” dei soprusi

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Dipendenti a credito di diverse mensilità, molti dei quali hanno solo di rado hanno potuto godere delle ferie dovute; OSA e OSS (operatori specializzati, ndr) costretti a coprire i turni di notte da soli, col rischio di trovarsi isolati e senza soccorso in caso di incidenti. Incidenti che potevano accadere facilmente: episodi di intonaco che cade dal soffitto e per miracolo non causa feriti. Il tutto mentre il titolare passa la maggior parte del tempo in Marocco, dove la moglie attualmente gestisce 2 bed & breakfast.

Non è una storia di fantasia, ma la realtà che ogni giorno subiscono i dipendenti de “La Villa S.a.s.”, una casa di riposo situata alla Piana di Coppino, una località della vicina Fosdinovo.
La struttura, che negli ultimi anni ha visto un cambio di gestione, aveva – quantomeno agli inizi – una situazione tranquilla: i gestori erano sempre in zona, e gli stipendi venivano regolarmente corrisposti.

Dopo circa un anno dal cambio, cominciano i problemi: la gestione comincia a pagare sempre più di rado i propri dipendenti, addirittura saltando dei mesi di salario. Nel frattempo, la moglie del gestore apre un bed & breakfast a Marrakech, in Marocco, passando sempre più tempo all’estero, e venendo in Italia circa una volta al mese per una settimana al massimo.
La Villa diventa – di fatto – una struttura autogestita dal personale, i cui dipendenti sono in credito di 6/8 mensilità, in media. Molti di loro hanno chiesto ferie, ricevendo un “no” secco.

Ma chi la gestisce? Gianfranco Falcione. Anzitutto, è l’ex suocero di Ermanno Biselli (del quale abbiamo abbondantemente parlato qui), sposato con Caterina Arzilli (titolare della precedente gestione, ndr). Una delle figlie della Arzilli è sposata con il figlio del consigliere comunale di Carrara Davide Poletti: della coppia, lui lavora all’AMIA, lei lavora all’ERP.
Al di là dei legami sociali e delle fortuite posizioni lavorative assunte dai vari componenti, suona alquanto strano che in questi anni nessuna notizia sia trapelata al di fuori di quelle quattro mura. Giusto un trafiletto su un paio di quotidiani locali.
Nell’ultimo mese si sono mobilitati i sindacati (nella fattispecie la CGIL, ndr) e nei giorni scorsi è arrivato anche un controllo dell’Ispettorato del Lavoro, presso il quale sono state depositate svariate denunce, oltre alle sanzioni già ricevute dall’ASL per le gravi inefficienze della struttura.

Non vogliamo certo sostenere che i coniugi intendano racimolare il più possibile, per poi sparire in Marocco e non pagare nessuno. Riteniamo però opportuno che l’opinione pubblica locale sia informata della situazione, e che chi di dovere si attivi per la salvaguardia dei diritti degli anziani e dei dipendenti, e – qualora ci siano i presupposti – perseguano gli eventuali (anche se sarebbe più opportuna la parola “evidenti”) comportamenti dolosi da parte della gestione, e soprattutto evitare che abbiano la possibilità di avviare altre imprese, data la manifesta incapacità o mancanza di volontà di gestione.