Del Carlo vende un credito che… non c’è. Mezzo milione di euro a una ditta reggiana

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erreerre sigilliC’è anche la cessione di un credito inesistente da mezzo milione di euro, per la serie Totò vende la Fontana di Trevi, nelle scottanti carte della procura che indaga sul fallimento della ErreErre, la società creata da Cermec e Delca per realizzare l’impianto di bricchettaggio per trasformare i rifiuti in combustibile. Nei panni di De Curtis, il personaggio chiave dell’inchiesta e vale a dire l’imprenditore versiliese Domenico Del Carlo che nel doppio ruolo di ad sia di ErreErre che della Delca faceva man bassa dei soldi pubblici (provenienti dal Cermec e di conseguenza dai Comuni di Carrara e Massa) favorito anche dalla complicità di un collegio sindacale «inesistente» come lo ha definito il pm Rossella Soffio. Del Carlo ha ceduto alla Ocm di Reggio Emilia (estranea all’inchiesta) un credito di 490mila euro apparentemente ricavato da un credito di 1.072.000 euro vantato dalla Delca nei confronti di ErreErre a titolo di cauzione per la fornitura dell’impianto di cdr. Il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza al riguardo ha rilevato che la cauzione non era mai stata operata in quanto l’impianto era già stato interamente pagato alla data del 14 ottobre 2010, senza alcuna cauzione a garanzia. L’operazione di cessione di 490mila euro è stata poi oggetto di un contezioso: la Ocm aveva infatti presentato al tribunale di Reggio Emilia ricorso per ingiunzione di pagamento con richiesta di concessione della clausola di provvisoria esecutività ottenendo nel gennaio 2011 decreto ingiuntivo che si era concluso con l’improcedibilità essendo nel luglio 2011 decretato il crac di ErreErre.

Sembra la trama di un film la ricostruzione dei fatti da parte della procura con ErreErre che già emette fatture prima ancora che l’impianto entri in funzione.

I controlli sono all’acqua di rose e Del Carlo si permette il lusso anche di far firmare un contratto al fratello, a nome della Delca, e senza averne i requisiti. La Delca deve fornire l’impianto chiavi in mano e ErreErre paga 12milioni e 440mila euro. Poi però Del Carlo in qualità di ad di Erreerre dispone anche i pagamenti di opere già comprese nel contratto. Si inventa altre forniture (o, meglio le fa pagare a Erreerre invece che a Delca) e distrae altri soldi pubblici. Sempre impunemente, visto che gli organi di controllo non alzano mai la voce come ribadisce il pm Soffio. E allora ecco altre spese a carico di ErreErre e che avrebbero dovuto essere sostenute da Delca: si trattava di acquisti relativi a componenti dell’impianto (Satrinbd spa, Spalanzani, Mtd, Ocm) a prestazioni collegate a sgomberi, lavori edili impiantistici, carpenteria (Geoedile) alla realizzazione di impianti elettrici (Apuana Sicurity di Grassi Andrea), a prestazioni collegate a lavori idraulici (Ab di Bellu Andrea), a forniture di noleggi mezzi (Master) a forniture di posa in opera di lamiere in ferro, tubolari, barriere in ferro, staffe, scale, tralicci, telai in ferro (Due Di), forniture di griglie metalliche, porte, finestre e cancelli, scala antincendio (Alu.Ser) e lavori i manutenzione (Bonfanti). Tutti i fornitori sono ovviamente estranei all’inchiesta. Le fatture emesse da Delca sono da qualificarsi come oggettivamente inesistenti perché relative a prestazioni rientranti nel contratto chiavi in mano. Il nucleo di polizia tributaria ha quantificato in 1,8 milioni l’importo pagato da ErreErre per le prestazioni che rientravano già nel contratto. Sono undici gli indagati per bancarotta fraudolenta: lo stesso Del Carlo, gli ex amministratori Luciano Bertoneri, Roberto Vaira, Roberto Borghini, Alessandro Nicodemi e Augusto Cardinotti e gli ex revisori dei conti Cesare Carmassi (presidente del collegio sindacale dal maggio 2003 all’ottobre 2010), Giorgio Dell’Amico, Fausto Giannoni, Marco Luigi Zoppi e Gianluca Musetti.

Leggi l’articolo: La Nazione