“BLACK MARBLE”, LA CONFERENZA STAMPA

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Denunciate 30 persone per i reati di frode fiscale, falso, attività abusiva di prestazione di servizi a pagamento, ricettazione e riciclaggio. Constatata maxi evasione di imposte dirette, IVA e violazioni alla normativa antiriciclaggio.


 

GiubilaroLa procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa, attraverso i militari del dipendente Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Massa Carrara, ha provveduto al sequestro preventivo di conti correnti e di beni immobili nella disponibilità dei 30 indagati per € 1.438.287.
L’operazione “Black Marble”, che dura ormai da circa due anni, ha portato alla luce un “poderoso e collaudato” sistema di evasione fiscale preparato da imprenditori operanti nel settore del marmo nonché da vari soggetti, molti dei quali di origine asiatica, asserviti ai primi.
Questa indagine (eseguita a 360° attraverso le tradizionali tecniche investigative) vede il proprio punto di partenza in alcune ditte del marmo carraresi, e nel pc di un broker che lavorava per diverse banche. Sono stati messi sotto sequestro documenti e pc apparentemente estranei ad alcun sospetto di illecito, se non fosse stato per una cartella contenuta in uno di questi computer, che ha consentito di ricostruire una sistematica modalità fraudolenta di rappresentazione della contabilità aziendale obbligatoria attuata attraverso la “sottofatturazione“, e la conseguente infedeltà delle dichiarazioni doganali di esportazione in caso di vendita a paesi extracomunitari.
Una frode ai danni dello stato. Un danno a noi contribuenti.

Le indagini hanno poi riscontrato il trasporto – attraverso alcuni “corrieri” – di denaro contante destinato al pagamento in nero di partite di marmo. A Milano, alcuni commercianti di gioielli e preziosi dell’Est Asiatico – tutti indiani – facevano da tramite (o da garanti) per lo spostamento e il pagamento “cash” delle partite a favore degli imprenditori italiani, che si sono resi, a loro volta, responsabili di ricettazione e riciclaggio.

“Black Marble” è l’inizio di una lotta al “nero” nel marmo, e proprio il procuratore Aldo Giubilaro ha fatto presente che il carattere di evasione fisale nel settore lapideo sta raggiungendo la soglia del 75% delle imposte non pagate; questo risulta essere un fenomeno “estremamente esagerato” che toglie un bene economico allo Stato e risorse che andrebbero a beneficio della collettività.

Inoltre, tutte le 29 aziende controllate hanno utilizzato lo stesso sistema per evadere; tuttavia – oltre alle 19 denunciate – le restanti dieci non hanno subito ulteriori provvedimenti poiché l’evasione rilevata rientrava in una sorta di “soglia di tolleranza”, e nel frattempo hanno onorato i loro debiti nei confronti dello Stato.

Sempre Giubilaro ha sottolineato che conferenze stampa come quella di stamane vengono fatte per poter rendere conto all’opinione pubblica dell’operato degli inquirenti, al fine di ristabilire la legalità in un territorio complesso come quello di Carrara.

Per leggere il comunicato stampa, clicca qui.

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