Arrestato l’ex direttore dei lavori della Progetto Carrara

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alluvione monterossoCarrara, 13 gennaio 2015 – Arresti domiciliari per due noti ingegneri carraresi. Andrea Cerchiai, già direttore dei lavori della Progetto Carrara, e il collega Roberto Grausen, sono finiti nel mirino della Procura della Spezia per i lavori post alluvione del 2011 alle Cinque terre per truffa ai danni dello Stato. Con loro anche Mariana Aitano, funzionario del Comune di Monterosso e responsabile del procedimento amministrativo relativo alle briglie per il torrente Pastanelli e l’imprenditore edile Eugenio Biagioni, che ha realizzato l’intervento. Per tutti è partito il sequestro preventivo di beni immobili e valori superiore a mezzo milione di euro. Gli ordini di custodia cautelare ai domiciliari sono stati chiesti dal pm Tiziana Lottini e convalidati dal gip Diana Brusacà al termine di lunghi accertamenti svolti dalla Guardia di finanza. Non solo c’è il sospetto che siano opere non idonee al bisogno, ma anche che l’appalto abbia costituito un’occasione per consumare affari illeciti, una truffa ai danni dello Stato. Si tratta delle cosiddette briglie selettive realizzate nell’alveo del torrente Pastanelli, opere pubbliche concepite dal Comune di Monterosso per il miglioramento idraulico del corso d’acqua.

Di certo, allo stato, il collaudo è stato farlocco: chi ha firmato la certificazione di bontà delle opere non era a Monterosso nel giorno del test programmato. Ma questo è solo uno dei ’falsi’ che accompagnano l’avanzamento dei lavori dell’opera finanziata sull’onda dell’emergenza alluvione, con fondi messi a disposizione dalla Regione, all’epoca in cui era sindaco del borgo ligure Angelo Mario Betta.

Martedì sera l’esecuzione dei provvedimenti, in parallelo ad una raffica di perquisizioni. L’operazione si è svolta fra La Spezia e Carrara. Gli investigatori della Guardia di Finanza si sono trovati di fronte ad uno schema criminale ben noto e collaudato nel campo degli appalti relativi alla realizzazione di opere pubbliche: il Comune in questione, avendo ingenti disponibilità liquide da erogare in somma urgenza per l’esecuzione dei lavori ritenuti inderogabili nel periodo post alluvione, ha potuto affidare lavori direttamente ad imprese scelte dall’amministrazione, senza una progettazione preliminare; pertanto non esiste modo, a priori, di poter valutare la congruità economico finanziaria delle opere in realizzazione. Sfruttando tali aspetti procedurali, sarebbero stati predisposti atti falsi per contabilizzare sia lavori inesistenti che falsi stati di avanzamento e, successivamente, per certificare la regolare esecuzione e collaudo delle opere. Gli investigatori hanno esaminato la documentazione relativa ai lavori ed hanno attivato intercettazioni telefoniche ed ambientali nei confronti del gruppo di persone coinvolte, funzionari pubblici, imprenditori ed altri professionisti tutti a vario titolo incaricati dell’esecuzione dei progetti e delle opere. Queste attività hanno permesso di accertare l’esistenza di accordi fra questi soggetti finalizzati a coprire un’ingente truffa perpetrata ai danni dello Stato. Sono stati indebitamente contabilizzati lavori di sbancamento dell’alveo per un totale di oltre 220mila euro. Dalle investigazioni sono stati denunciate otto persone indagate a vario titolo per falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica, con le aggravanti del concorso e del reato continuato.

Leggi l’articolo: La Nazione