7 luglio: oggi come ieri, le donne carraresi a difesa della città

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Francesca RollaDi Lea Geloni

7 Luglio 1944: le donne di Carrara si oppongono al Comando Tedesco e – nonostante quattro di loro vengano portate in caserma – le altre fuori continuano indomite la rivolta. I tedeschi cedono… Carrara è salva!
Così, anche grazie a quel giorno di grande lezione e di grande umanità, oggi siamo ancora qui a parlare di città e di bene comune. Quelle donne hanno tirato fuori le unghie e tutto il coraggio che avevano per difendere un bene comune, la città, le case con la loro storia quotidiana, con la sua gente. Hanno difeso la loro libertà ed il futuro dei figli in condizione di estrema necessità e di paura, poiché è questo che si chiama “guerra”. EPPURE HANNO SAPUTO IMPORSI E METTERE IN GIOCO ANCHE LA PAURA.

Che rimane oggi di questo eroico momento femminile?
A mio avviso solo questo di messaggio “vincere la paura”,”metterci la faccia e qualcosa di più”, “lottare per il bene comune”, “opporsi alla volontà del nemico”. Niente di più attualizzabile. Resistere ancora per la città è – quindi – raccogliere il testimone di Francesca Rolla (per citare l’ultima di queste donne) e di tutte le altre che, con i figli per mano, hanno reclamato dignità e libertà.
Oggi a Carrara si lotta contro la mafia e la corruzione, si combatte per il diritto all’informazione, si lavora per un mondo più sano e per la dignità sanitaria, perché nessuno depredi più il territorio e le sue risorse vengano onorate da capacità ed intelligenze generose, che operino per il bene comune contro gli interessi privati.
Gli interessi privati sono il vero nemico, di ogni società di ogni popolo di ogni individuo.
Ieri i tedeschi, oggi l’interesse privato. Le donne carraresi sono ancora in prima fila con grinta ed alterità, con autorevolezza e un obiettivo chiaro: dare di nuovo libertà a Carrara.

Con la nascita – su un evento disastroso – dell’Assemblea Permanente, è stata scelta l’immagine del murale dedicato alla Rolla e alle donne del 7 Luglio, proprio perché in quell’occasione fu sì spontaneo ma emozionalmente riconosciuto il bisogno di ribellarsi ad un amministrazione incapace e pericolosa in quanto estranea al pur minimo senso civico e al bene comune, al punto di mettere a rischio la vita delle persone. Stanca del degrado cittadino, della pochezza intellettuale, dello scempio politico locale, Carrara vi si ribella ed insorge contro il nemico; le sue donne, sempre in prima fila, tengono testa a giunta e consiglio comunale con la forza di un credo interiore che ci vuole arditi e ribelli, tutti i giorni, sempre in prima fila, contro gli abusi, contro gli oltraggi politici, contro l’insensatezza di chi di fronte ad una città inginocchiata suo malgrado, irrisa e depredata ha saputo riconoscere chi è portatore di male e di infelicità sociale: l’interesse privato!

Basta inganni, basta il “vecchio” che avanza, basta vigili sceriffi, basta stampa locale di parte, basta ladri in giacca e cravatta, basta consigli comunali guidati da ignari senza strumenti, basta alla mala fede politica, basta alla loro cronica incapacità. Vogliamo il diritto alla gioia in una città vivibile, equa e solidale, con la ricaduta nelle casse comunali del maggior bene comune di Carrara, le cave, e della loro lavorazione in vista di una nuova regolamentazione ecosostenibile.
Quindi oggi le donne di AP e le donne tutte di Carrara renderanno omaggio ed onore alle partigiane del 7 Luglio rinnovando il passaggio del loro testimone.

Ora, sempre e per sempre a difesa della città.
Viva le donne, viva il 7 Luglio!

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