CROCE VERDE FOSSOLA: UN PÒ DI CHIAREZZA (seconda parte)

Il secondo articolo dove vengono ripercorsi gli ultimi anni della "fu" SVS Croce Verde Fossola, con interessanti approfondimenti sulla sua chiusura.

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Nicola Bertelloni

A Iardella presidente della SVS Croce Verde di Fossola subentra, il 6 marzo 2015, Nicola Bertelloni. È un volontario attivo, anche se a tratti megalomane. Ma in realtà è solo un povero capro espiatorio, utilizzato da Iardella & Co. per uscire di scena.
Appena insediato, Bertelloni costituisce un nuovo consiglio con altri due volontari volutamente nullatenenti: Riccardo Biselli e Gianfranco Andreani. Già dall’aprile 2015 la pratica “Croce Verde” passa ad ANPAS Toscana che – politically correct – instrada l’associazione verso la chiusura. Purtroppo (e per abitudine ormai consolidata, ndr) anche le elezioni per il nuovo presidente – e la relativa costituzione – sono sospette. Dalle votazioni per il nuovo consiglio vengono infatti esclusi molti volontari, soci – a tutti gli effetti – della SVS. A votare sono solo 23 persone tra parenti ed amici, vecchi tesserati e nuovi. Tutti pronti a sostenere il progetto di disfatta finale.

E questa è una delle tante mosse sleali: i volontari di un’associazione – ancor prima di essere tali – sono soci della stessa. Quindi possono (e devono) esercitare il proprio diritto di voto. Strano ma vero, di questo stravolgimento ne sono già a conoscenza sia il futuro liquidatore della SVS Croce Verde Fossola, il Dottor commercialista Federico Musetti di Sarzana, sia la stessa ANPAS Toscana. Quest’ultima, dall’alto, manovra i passaggi del neo-presidente, istruendolo precedentemente sul da farsi durante un incontro non ufficiale. Incontro avvenuto ovviamente lontano, nella sede fiorentina di ANPAS.

Dopo questo ulteriore cambiamento, volontari e dipendenti vanno ancora più nel caos. I primi sono ignari di questi passaggi importanti studiati “fuori sede”. I secondi, impauriti dalla perdita degli unici diritti rimasti, seguono impotenti l’affondare della nave.
E in tutto questo la Croce Verde Servizi srl cosa fa? Ovviamente lavora e macina denari, nonostante i dipendenti della SVS chiedano più volte delle riunioni di chiarimento. Ma si sa, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. I soci della srl sono perlopiù liberi professionisti, faccendieri comunali, pensionati, gestori del settore turistico. Questi galantuomini, dopo essersi pure divisi le quote della stessa srl, hanno continuato in barba ai dipendenti in attesa di stipendio. Senza vergogna alcuna.

Attilio Farnesi, presidente di ANPAS Toscana

Ma arriviamo alla sera del 21 settembre 2015. In un clima piuttosto teso i soci-volontari, quelli veri, sono costretti a decretare la chiusura della loro associazione. 51 voti favorevoli, 1 contrario ed 1 astenuto, il tutto col “beneaugurante” messaggio finale del presidente ANPAS Toscana Attilio Farnesi. Quest’ultimo invita addirittura i volontari ad essere contenti perché così “non si poteva più andare avanti”(cit).
Quella sera non mancano strette di mano e sorrisi tra le parti. Soprattutto tra Iardella, il socio avv.Mario Malatesta e i vertici Anpas Toscana presenti. Oltre al già citato Farnesi, c’è l’ex vicepresidente Maurizio Stefano Tusini (attualmente consigliere delegato, ndr) ed il direttore Luigi Marino Remaschi. Sulle loro facce, la soddisfazione politica di “essersi liberati da un peso” (come del resto dichiareranno poi i diretti interessati, ndr). A votare per lo scioglimento, inoltre, è presente tutto il vecchio consiglio di SVS in qualità di vecchi soci con diritto di voto. Vengono letteralmente riesumati personaggi come Andrea Ratti e Dario Castagna (attuale responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione del Comune di Carrara, ndr).

Iardella (in fondo a destra) durante la presentazione del candidato PD alle comunali 2017 Andrea Zanetti

In quel momento Iardella è convinto di avere la maggioranza. Fingendo ignoranza, sa di non avere mai rispettato le leggi che regolamentano le ONLUS riguardo consigli e votazioni. E sa che quella sera verrà adottato il regolamento d’associazione da lui mai applicato. Quella stessa sera il liquidatore Musetti dà il via a tutte le procedure di liquidazione societaria. E da lì in poi iniziano due percorsi ben definiti. Da una parte viene ufficializzata la chiusura della SVS, con 12 dipendenti licenziati e i volontari abbandonati per strada. Dall’altra, comincia il cammino strafottente di omuncoli bramosi di fortune derivanti da sfortune altrui.

Ma di omuncoli, la SVS ne ha incontrati parecchi durante la sua esistenza. Personaggi che dal 2001 al 2015 ne hanno segnato il destino spremendola come un limone e martoriandone spietatamente il nome. E l’associazione è stata spesso usata come mero bacino d’utenza per votazioni politiche, se non direttamente come merce di scambio. Tutto il mondo politico passato di lì ne ha sfruttato in un modo o nell’altro il suo nome.

Tutti, nessuno escluso.

Continua…

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