La legge non ammette ignoranza… Tranne che all’ERP

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Oggi vi raccontiamo una storia che riguarda ERP e vigili urbani di Carrara. Ogni riferimento a fatti o persone è puramente voluto.


 

Foto del cantiere, con al centro il generatore elettrico
Foto del cantiere, con al centro il generatore elettrico

Una settimana fa l’ERP (Edilizia Residenziale Pubblica, ndr) ha iniziato dei lavori di ristrutturazione in una casa nel centro storico a Carrara. Poiché l’ente non ha ancora stipulato un contratto di fornitura per l’energia elettrica, gli operai si sono trovati nella necessità di utilizzare un generatore elettrico, tenendolo ininterrottamente acceso tutti i giorni dalle 8 alle 18.
Il vicinato, trovandosi di fronte a questa situazione senza avvisi o quant’altro, ha cercato di contattare il comando di Polizia Municipale più volte, ricevendo il solito “manderemo qualcuno a controllare”.
Stamattina, manco a dirlo, la stessa storia.

Una delle abitanti della strada ha chiamato – e per l’ennesima volta – il comando, venendo dirottata al relativo ufficio competente per l’edilizia.
L’addetto le dice: “sì signora, siamo andati a controllare ma ci hanno detto che tra due giorni finiscono il lavoro. Quindi ormai per il rumore portate pazienza, anche perché d’altronde non c’è l’attacco della corrente, quindi gli operai si devono arrangiare a questa maniera”.
L’abitante, avendo inoltre notato la presenza di un cartello di cantiere senza alcuna scritta (mentre non dovrebbe essere così, ndr) replica: “Ok va bene, per carità, ma per voi è normale che ci sia una cartello di cantiere in bianco?” al che l’addetto ribatte con un “E vabbé, ma quello lo compileranno poi…”

Stiamo parlando di un lavoro dell’ERP e l’interlocutore è un vigile urbano, di quelli che se la documentazione relativa ad un intervento edilizio da parte di un comune cittadino avesse una virgola fuori posto, scatterebbe la multa senza “se” e senza “ma”. Nello specifico si applica quanto descritto nel d.P.R. 380/2001, all’art. 27, comma 4:

Gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, ove nei luoghi in cui vengono realizzate le opere non sia esibito il permesso di costruire, ovvero non sia apposto il prescritto cartello, ovvero in tutti gli altri casi di presunta violazione urbanistico-edilizia, ne danno immediata comunicazione all’autorità giudiziaria, al competente organo regionale e al dirigente del competente ufficio comunale, il quale verifica entro trenta giorni la regolarità delle opere e dispone gli atti conseguenti.

Particolare del cartello di cantiere, senza alcuna informazione apposta.
Particolare del cartello di cantiere, senza alcuna informazione apposta.

E infatti la signora, stupita da queste parole, obietta: “Guardi, il mio compagno ha una ditta, e quel cartello va messo subito perché sennò ti fanno un esposto. Ma è possibile che la legge vada dalla parte di alcune persone e da altre no?”. Al che il vigile cambia tono ed assume un atteggiamento irriverente, deridendo la signora e prendendola in giro.

Ripetiamo: un vigile urbano, pagato con le tasse dei contribuenti e al servizio della collettività, che deride un cittadino che ha “osato” segnalare un illecito dell’ERP. Legalmente parlando, ci potrebbero essere gli estremi per “rifiuto ed omissione di atti d’ufficio“. Ma non è finita.

La signora, a questo punto, informa che sarebbe andata seduta stante dai Carabinieri a denunciare l’accaduto, ricevendo come risposta un “vada un pò dove vuole“.
Peccato davvero, non conoscere il nome di questo vigile.

E così accade: la signora contatta il comando dei Carabinieri, i quali nel giro di pochi minuti arrivano davanti alla casa dell’ERP in ristrutturazione. Ai militari vengono mostrate le foto qua pubblicate, ed essi appurano l’illecito (aggravato dal fatto che provenga da un ente pubblico, ndr) e attivano l’ispettorato del lavoro per un controllo a tutto campo.

Nel frattempo arriva una geometra, dell’ERP appunto, con un pennarello in mano, e fa per avvicinarsi al cartello: uno dei carabinieri la ferma chiedendole cosa stia facendo. La risposta è disarmante: “compilo il cartellone“.
Incredibile. E davanti ai Carabinieri.

Il militare infatti ribatte duramente: “Assolutamente no, anzi mi dia i documenti e ci segua con gli altri in questura. Questo cartello andava compliato subito“. La difesa della geometra si limita a un – quasi – comico “È stata una distrazione, sa com’è“.

Ma l’ERP… In che modo lavora?
È un ente pubblico, che dovrebbe agire quantomeno in maniera corretta. E invece, tanto per cambiare, il pressapochismo e l’incompetenza la fanno da padrona. Provi il normale cittadino ad avere una “distrazione” del genere.
I Carabinieri hanno saputo gestire rapidamente e cordialmente questa situazione: perché non è stato lo stesso da parte del comando dei Vigili Urbani di Carrara?
Come detto sopra, c’è stata dell’inadempienza da parte della Polizia Municipale: i Carabinieri faranno le dovute valutazioni e gli sviluppi verranno seguiti attentamente dall’Assemblea Permanente. Resta il fatto che sia l’ERP che i vigili urbani – per l’ennesima volta – ne escono con la solita figuretta da cioccolatai.

I relativi dirigenti dovrebbero iniziare a prendersi le proprie responsabilità, visto che il relativo operato – con “risultati” annessi – è sotto gli occhi di tutti… E lascia molto a desiderare.

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