“Croce Verde Fossola” e “Croce Verde Italiana”: l’epilogo

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Nel capitolo conclusivo riguardante la fine della SVS di Fossola parleremo della “Croce Verde Italiana”, una non ben definita associazione creata in stile “stay behind” le cui finalità sono tutt’altro che chiare.


ambulanzaSiamo alla fine del 2013. La situazione economica della SVS Croce Verde, già a quel tempo, risulta chiaramente insostenibile: i debiti con Equitalia sono diventati enormi. La Croce Verde Servizi SRL risulta inefficace nel rimpinguare le casse dell’associazione di volontariato (ne abbiamo parlato qui) per cui dal consiglio direttivo di quest’ultima nasce l’idea di creare una nuova associazione, per poter buttarsi alle spalle debiti e quant’altro e ricominciare da zero, ricreandosi una sorta di “verginità”. Viene dunque costituita la “Croce Verde Italiana” con l’intento – appunto – di fungere da “zattera di salvataggio”.

decreto CVIAnzitutto, la CVI richiede al Comune di Carrara l’autorizzazione ad operare nel territorio, che viene accettata come da nota del Segretario Generale del Comune di Carrara (prot. 13352 del 21 maggio 2014, ndr). Dopo di che, la neonata associazione presenta domanda di iscrizione il 5 maggio 2014 presso la sezione provinciale del Registro Regionale del Volontariato; la stessa domanda viene accettata il 29 maggio successivo (il modulo è consultabile qui). Come presidente figura Davide Colognoli (volontario vicino a Iardella, ndr), mentre non è dato sapere chi siano i soci all’atto della costituzione, né tantomeno quelli attuali.

Mentre viene concessa l’autorizzazione comunale, la CVI chiede ad ANPAS il permesso di entrare in affiliazione, per avere l’accreditamento necessario ad ottenere le convenzioni ASL. E qui arriva il primo inghippo: ANPAS non ne vuole sapere. Ufficialmente, perché esiste una procedura precisa per affiliarsi (articolo 4 del regolamento, ndr); in realtà, è come se in ANPAS abbiano capito che qualcosa non torna, e che la visione d’insieme della nuova realtà sia un pò troppo nebulosa.
ambulanze SVS
Ricevuto il “niet” da ANPAS, Iardella corre ai ripari. E lo fa mediaticamente: il 13 novembre 2014 – in una conferenza stampa andata in onda su TTN – lancia un grido d’aiuto utilizzando lo slogan “NO a macelleria sociale!” e si scaglia contro l’Associazione Nazionale delle Pubbliche Assistenze, pretendendo un aiuto concreto e denunciando pubblicamente la situazione ormai insostenibile della SVS. Come già raccontato, convoca anche i sindacati e agita lo spauracchio della chiusura dell’associazione, perché non vi sono più i presupposti per proseguire.

E si arriva a oggi. La Croce Verde Italiana è lì, pronta chissà per cosa. Difficilmente sarà utilizzabile nell’immediato, visti i presupposti di cui sopra. Per cui proponiamo quelli che sono gli ultimi interrogativi:

Punto InterrogativoA che scopo è stata creata la Croce Verde Italiana?
La CVI, oltre a questa ambulanza, possiede già i mezzi (ambulanze e quant’altro) per poter operare nel territorio?
Che la sua creazione non serva anzi alla Croce Verde Servizi SRL per continuare ad operare nelle onoranze funebri?
Che il tentativo mediatico di Iardella abbia avuto lo scopo di forzare e accelerare l’entrata della CVI presso l’ANPAS, saltando tutti i passaggi regolamentari (vedi legge reg.70)?

Per rispetto di tutte le persone che l’hanno animata – e continuano a farlo anche oggi nel suo ultimo giorno di vita – va ricordato che la SVS Croce Verde di Fossola è una sola ed è l’unica con cinquantasette anni di storia sul territorio, e soltanto attraverso la sua attività ha guadagnato la fiducia della cittadinanza.
Copertina Croce Verde
L’SVS Croce Verde di Fossola, oggi lunedì 21 settembre 2015, muore. I debiti con Equitalia andranno probabilmente nel dimenticatoio, ma è bene ricordare chi o cosa abbia contribuito – nel corso degli anni – a portare questa associazione nel baratro. Se non altro, per evitare che in futuro si commettano errori simili, e venga data fiducia alle persone sbagliate.

Ricapitolando, grazie alla SVS sono state create:

  • la  società “Marina Park” di Mariani-Poletti, nata sulla scia della “Festa del Volontariato” della SVS;
  • la Cooperativa “Pegaso” di Boggi-Tarabella, nata con l’aiuto della SVS;
  • la “Croce Verde Marina di Massa” di Pedroni, nata sotto le sembianze della “SVS sezione Marina di Massa” giocando con l’equivoco del nome per accaparrarsi la fiducia dei cittadini, e attualmente affiliata alla SVS Livorno;
  • la “Croce Verde Servizi SRL”, nata con l’aiuto della SVS;
  • la “Croce Verde Italiana” nata sotto le sembianze della SVS.

Volontari SVSCi si augura che la Pubblica Assistenza di Carrara possa sopperire al vuoto lasciato dalla “Verde”, come viene chiamata dai suoi volontari, e che gli ormai ex dipendenti possano essere tutelati al meglio.
Allo stesso tempo, ci si augura che gli individui che hanno approfittato della SVS vengano ricordati per ciò che avrebbero potuto fare e non hanno fatto, e per quello che non avrebbero dovuto fare… E invece hanno fatto. Che nulla vada nell’oblio.

Ciao Verde, grazie di tutto.

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