Croce Verde: davvero non c’è alternativa?

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Una rara immagine dei primi volontari di una Pubblica Assistenza

Si avvicina il giorno X per l’associazione di volontariato: fra meno di una settimana i soci decideranno se scioglierla o meno. Cerchiamo di capire qualcosa di più sull’ente cui sembra spettare “l’ultima parola” sull’agonia della Croce Verde di Fossola.


Una rara immagine dei primi volontari di una Pubblica Assistenza
I primi volontari di una Pubblica Assistenza

Anzitutto occorre fare una piccola premessa, giusto per capire di cosa si stia parlando.
Le Pubbliche Assistenze nascono nel 1860 come Associazioni di volontariato, libere e laiche, sotto una grande molteplicità di nomi: Croce Verde, Croce Bianca, Croce Azzurra, Croce D’Oro ecc.
Esse operano nell’ambito dell’emergenza sanitaria 118, nel trasporto socio-sanitario, nella donazione del sangue, nella protezione civile e antincendio, nelle adozioni e nella solidarietà internazionale, nella formazione, nel servizio civile, nella mutualità e nell’aggregazione sociale, nella promozione della solidarietà, nella difesa e soccorso degli animali.

ANPAS Misericordie CRIIn Italia esistono 3 poli nel sistema sanitario: la Croce Rossa Italiana (CRI), la Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia e l’A.N.P.AS. (Associazione nazionale Pubbliche ASsistenze).
L’affiliazione a una di queste strutture è un requisito fondamentale al fine di ottenere le convenzioni (leggi contratti, ndr) con l’ASL. Si tratta dunque di una sorta di accreditamento, tramite il quale è possibile quindi lo svolgimento del servizio pubblico di emergenza e del trasporto socio-sanitario.

L’ A.N.P.AS. moderna nasce nel 1987, è attualmente formata da oltre 850 associate, e la direzione ANPAS Toscanaregionale (ANPAS Toscana) è attualmente presieduta da Attilio Farnesi (presidente della Croce Verde Viareggio, ndr). ANPAS Toscana raccoglie dunque le varie associazioni regionali dividendo il territorio in zone: la nostra è denominata “zona massese“.

Della zona massese fanno parte:
– ZONA MONTI: Croce Azzurra Comano, Croce Bianca Aulla, Croce Bianca Casola in Lunigiana, Croce Verde Zeri, Pubblica Assistenza Licciana Nardi, Pubblica Assistenza “Valle del Lucido” Monzone, Pubblica
Assistenza AVIS Fivizzano.
– ZONA COSTA: Croce Azzurra Montignoso, Croce Bianca Massa, Pubblica Assistenza “Concordia” Fosdinovo, Pubblica Assistenza Carrara e Croce Verde Fossola.

Logo della Pubblica Assistenza di Carrara

Anpas Toscana (non è dato sapere se a livello nazionale, ndr) ha dichiarato il fallimento della Croce Verde Fossola, decretando di fatto la chiusura il 21 settembre 2015. In questa soluzione ANPAS ha coinvolto la Pubblica Assistenza Carrara (l’altra associazione presente sul comune di Carrara, ndr) convogliandogli le convenzioni ASL della SVS Croce Verde, altri servizi accessori e – soprattutto – i dipendenti. Praticamente, un assorbimento.

Ad ANPAS va sicuramente riconosciuto l’impegno a salvaguardare i posti di lavoro della SVS, garantendo la dovuta stabilità a una dozzina di famiglie.
Tuttavia, fatta la premessa che è ormai palese di come la Croce Verde sia stata gestita finora, e che oggettivamente sarebbe stato rischioso continuare a tenerla in piedi senza averne prima azzerato (realmente) i vertici e – soprattutto – chiarito le motivazioni del dissesto, rimangono alcuni dubbi:

Perché concentrare gli sforzi su una sola Associazione (Pubblica Assistenza)?
E’ giusto (o meglio, fattibile) avere una città come Carrara con una singola associazione sul territorio?
E’ stato fatto veramente tutto per evitare la chiusura?
E’ stato chiesto alle 850 consorelle un aiuto?
E’ stato chiesto un aiuto alla popolazione?

Lungi dal voler essere pretenziosi, ci siamo permessi di fare un ipotetico “conto della serva”.
1000 € da ognuna delle 850 associazioni dell’ANPAS fanno 850.000 €; 2 € da ognuno dei 67.560 abitanti di Carrara fanno 135.120 €; Un aiuto concreto da TUTTI gli industriali del porto e del marmo
porterebbero quantomeno 1.000.000 € (bruscoli rispetto al loro fatturato complessivo, ndr).
Donazioni provenienti da politica e filantropia in genere porterebbero una cifra ipotetica di 50.000 €.
Sommando queste cifre (ipotetiche, va ribadito) si arriverebbe a 2.035.120 €.
Cifre inferiori rappresenterebbero comunque una boccata di ossigeno che, sommata a una gestione finalmente trasparente e tesa a risanare i conti, instraderebbero finalmente la SVS nella giusta strada per la salvezza. L’ipotesi di cui sopra, ahinoi, pare non essere stata minimamente presa in considerazione.

Se proprio insalvabile, perché non appoggiarsi a realtà che da tempo chiedono di poter entrare nella medical truckzona, come l’SVS Livorno?

E su questo ultimo interrogativo poniamo l’ultima riflessione: l’associazione in questione è stata tenuta alla porta fino ad oggi per il veto delle realtà più grandi presenti nel territorio (Pubblica Assistenza di Carrara compresa), giustificandosi principalmente con la frase “siamo anche in troppi“.

Forse adesso, con la chiusura della SVS Croce Verde Fossola… si è aperta una porta.

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