CROCE VERDE E PEGASO SRL: POLITICA, SPERANZE E DEBITI

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In questo approfondimento racconteremo brevemente la storia di questa cooperativa, che nasce per risanare le casse disastrate della SVS Croce Verde. Nei fatti, fa di tutto tranne che salvarla. Anzi, la indebita di più.



Siamo nel 2006
, in piena campagna elettorale: il sindaco Conti ha ormai terminato il suo “memorabile” lustro, e tutt’intorno è un fermento per quanto riguarda aspiranti assessori e consiglieri. Si tratta indubbiamente di una lotta “all’ultimo voto”, e l’accaparrarsi le simpatie da parte delle realtà sociali risulta – nella logica del politicante – essenziale, al fine di garantirsi un bacino di voti robusto.

Luca Ragoni
Lucio Boggi

Dopo la gestione Volpi-Sabbioni (ampiamente raccontata qui) la SVS Croce Verde si è trovata indebitata e praticamente senza mezzi (quei pochi più recenti erano stati venduti per avere liquidità, ndr).
Da adesso in poi, come ben sappiamo, fanno capolino Lucio Boggi (commercialista, attuale consigliere comunale e proprietario dell’ex Supercinema, ndr) e Luca Ragoni (ex dipendente di Gaia s.p.a. e attuale Presidente del Consiglio Comunale, ndr) imponendosi subito come quelli “giusti” che possono migliorare concretamente la situazione problematica in cui versa l’associazione.

Andrea Tarabella

Boggi e Ragoni spingono per rinnovare il consiglio della SVS. E così avviene, con il supporto di ANPAS, la quale (attraverso un proprio funzionario, ndr) vigila durante il cambio della guardia, appurata la bontà del progetto e la voglia di lasciarsi alle spalle la presidenza Volpi.
Andrea Tarabella (architetto legato al Boggi, ndr) presidente, l’avvocato Bruno Marsili (CISL) vicepresidente, Massimo Graziani (RSU, GAIA), Alessandro Diamanti (commercialista legato al Boggi, ndr), Marcello Damico e Giulia Lazzarotti come consiglieri.
Volti nuovi, forse troppo nuovi; i dipendenti e i volontari tuttavia si fidano, e si procede.

La SVS Croce Verde, in quanto associazione di volontariato (Organizzazione Non LUcrativa di Utilità Sociale o ONLUS, ndr), risulta impossibilitata – per la sua stessa natura – a poter accedere a gare d’appalto e affini riguardanti servizi di attività commerciale. Inoltre, gli stessi servizi funebri vengono fatti – da sempre – in convenzione con un’agenzia del settore (Federazione delle Pubbliche assistenze prima, Onoranze Funebri Apuane poi). Perché non gestirsi tutto da soli, funerali e quant’altro?
Obiettivamente, questa operazione avrebbe portato più introiti all’associazione, e i debiti della stessa sarebbero stati ripianati nel tempo.

Alessandro Nicodemi
Alessandro Nicodemi

Boggi, Ragoni e Tarabella creano dunque – insieme al Marsili – la cooperativa PEGASO (vedi sotto). Come presidente viene eletto inizialmente Alessandro Nicodemi, (ex consigliere nel cda di Cermec s.p.a. del quale abbiamo parlato qui), che si dimetterà poco dopo, seguito successivamente dal dirigente Fausto Viaggi.
Vengono assunti dei dipendenti, alcuni provenienti da realtà sociali, altri provenienti direttamente dalla SVS (come da accordi sindacali, ndr).
Viaggi gestisce la “cura del verde”, mentre Tarabella segue le onoranze funebri. La cooperativa comincia subito ad espletare i servizi funebri per conto della SVS Croce Verde, consentendo a quest’ultima di poter mettere alla porta Agas Baldi e le sue Onoranze Funebri. Da quel momento in poi, i proventi sarebbero entrati tutti “in casa”.

Scopi della cooperativa PEGASO
Scopi della cooperativa PEGASO
Luca Panfietti

 

Tramite Ragoni e Boggi, la PEGASO macina servizi su servizi. Grazie a dei contatti con la Lunigiana, la cooperativa viene mandata a pulire i viottoli sotto i viadotti e i camminamenti che portano alle conche d’acqua gestite da Gaia. Tramite Luca Panfietti (ex presidente e attuale amministratore unico dell’ERP, ndr) la cooperativa prende contratti per la manutenzione dei giardini dei palazzi gestiti dall’edilizia sociale. Una piccola digressione: è curioso notare come il Panfietti tornerà alla ribalta diversi anni dopo, nello sponsorizzare la “Croce Verde Marina di Massa” di Marco Pedroni, nata in seguito a contrasti con la sede di Fossola.
Inoltre il Boggi, per conto di un amico, manda gli operai a montare e smontare i palchi per le manifestazioni e  i concerti (servizi per i quali la PEGASO non ha tuttora ricevuto alcun compenso, ndr).

Sembra un sogno: finalmente la Croce Verde è di nuovo in carreggiata, e il tutto grazie ai “cari” Lucio e Luca. Quest’ultimo, tra l’altro, sarà quello che più beneficerà di questa operazione: il bacino di voti che si è creato a Fossola è notevole, e la sua presenza nella prossima giunta è sempre più scontata.

Manifesto elettorale di Luca Ragoni, comunali 2007
Manifesto elettorale di Luca Ragoni

Siamo nel 2007. Angelo Zubbani, da assessore all’urbanistica, viene “promosso” sindaco. Ragoni viene eletto, e il suo obiettivo sembra essere raggiunto. E che sia stato raggiunto, cominciano ad accorgersene anche dentro PEGASO: le commesse calano vistosamente. Boggi intanto si è defilato, assieme ai suoi sodali.
Viaggi (che viene comunque descritto come una persona che ha a cuore i propri dipendenti e il loro destino, ndr) si rende conto del “giochino”: deluso e arrabbiato per come la gaia da berecooperativa sia stata abbandonata a sé stessa dai “salvatori” decide di rassegnare le dimissioni. Venendo meno il Viaggi, ogni servizio (cura del verde e onoranze funebri) viene gestito direttamente dal Tarabella, rimanendo solo alla guida sia della SVS che di PEGASO.
Ormai è chiaro: PEGASO è stata una semplice trovata elettorale, studiata sicuramente nei dettagli, ma pensata principalmente per assicurarsi dei voti alle elezioni.

Nel frattempo Gaia toglie alla cooperativa molti dei siti sui quali aveva operato finora, mettendola ancora più in difficoltà; contemporaneamente, anche l’ERP ritira ogni convenzione.

Dopo neanche 12 mesi dalla sua istituzione, PEGASO – da motore di rilancio – è diventata l’ennesimo fardello per la SVS Croce Verde. Non solo non copre i debiti dell’associazione, ma ne crea di propri.
La cooperativa continuerà a zoppicare per qualche anno per poi finire nell’oblio, a parte un’apparizione nella costituzione di un “holding del caro estinto“, l’A.F.A. srl di Ortonovo.

Ad oggi non se ne hanno più notizie.

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