2014/2015 – “Carrara Assemblea Permanente” dal letame nascono fiori…

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“Si potrebbe ragionare su come uscirne, dopo quasi due mesi di occupazione della Sala di rappresentanza del Comune e un Sindaco che non ha intenzione di dimettersi. Meglio sarebbe chiedersi come siano entrate centinaia di persone e come abbiano resistito per tutto questo tempo. Passare dalle parole all’azione richiede forza e impegno”.
assembleaRoberto Benettini ha seguito l’occupazione del Comune di Carrara, dopo che il 5 Novembre scorso il torrente Carrione, intasato dagli scarti della lavorazione del marmo, ha sfondato gli argini.
“L’impegno di convocare un’assemblea permanente che si é riunita tutti i giorni dall’ 8 Novembre a oggi. La forza di discutere ed ascoltare le ragioni degli altri pur non essendo sempre d’accordo. La voglia di approfondire le questioni che si impongono nel quotidiano e elaborare possibili soluzioni per i problemi della città di Carrara, attraverso il confronto e le competenze. Perché – scrive Benettini – le persone diventano protagoniste del loro futuro senza subire la realtà che le circonda. Il gesto di salire le scale che portano dal piazzale esterno alle sale  del Comune rappresenta la separazione fra chi vive nell’indifferenza e chi sceglie di occuparsi della propria vita”.

Un concreto esempio di attivazione e sviluppo di cittadinanza, con un’alta valenza simbolica. Una posta attiva nel Bilancio del 2014. Un precedente, un esempio e un auspicio per tutti quelli che ci stanno provando.

“Mai dubitare che un piccolo gruppo di cittadini consapevoli e attenti possa cambiare il mondo: è sempre stato l’unico modo per farlo”. (Margaret Mead, antropologa)

La cronaca e i video di Roberto Benettini,  i primi risultati e gli obiettivi dell’occupazione…
A Carrara si è rischiata la vita in quella notte del 5 Novembre quando il  torrente Carrione, intasato di scarti della lavorazione del marmo, ha sfondato gli argini. Nei giorni seguenti la disperazione di chi ha perso tutto. Il fango che avvolge ogni cosa, i cumuli di oggetti fuori dai portoni delle case. Tutto come nel 2003, e nel 2012. Ma questa volta, diversamente da prima e da altre città, il terzo giorno, sabato, molte persone lasciano il lavoro e si danno appuntamento davanti al Comune per chiedere le dimissioni del Sindaco Zubbani.
Il Sindaco si affaccia dalle scale affermando che la responsabilità non è sua e che non ha intenzione di dare le dimissioni. A quel punto le 2000 persone premono sul cordone di Polizia e accendono fumogeni. In testa anche alcuni ultras della Carrarese, riconoscibili dalle felpe gialloblu. Pochi minuti e il Sindaco fugge scortato, fra le urla dei cittadini.
I manifestanti entrano nella Sala di rappresentanza e iniziano l’occupazione, che continua ancora. La giunta è accusata di non aver controllato i lavori sugli argini crollati nell’alluvione del 2012 – nonostante le tante segnalazioni dei cittadini – ricostruiti e di nuovo crollati il 5 Novembre scorso. Inoltre dalle prime immagini, circolate anche sul web, sembrerebbe che il muro fosse composto di polistirolo e ricoperto da uno strato di un cm di cemento. [forse solo un giunto tecnico ndr] ma anche su questo la Procura ha aperto un’indagine.
Oltre alle assemblee aperte a tutti i cittadini si sono poi formati dei gruppi di lavoro, anch’essi aperti. Un gruppo partecipazione, che discute su come riuscire a portare strumenti di democrazia diretta e di partecipazione all’interno dei regolamenti comunali; un gruppo Referendum, che analizza le possibilità per chiedere per via statutaria l’introduzione di elementi di maggiore democrazia referendaria quale il quorum zero, il recall del sindaco, le votazioni postali (posta ordinaria e elettronica); una commissione tecnica che riceve le segnalazioni dei cittadini e vigila sull’utilizzo dei fondi; un gruppo comunicazione interna e organizzazione; un gruppo audiovideo, un gruppo comunicazione con l’esterno e un gruppo cultura, che ha organizzato il concerto davanti al comune il 25 Dicembre per ”riportare la musica a Carrara”.L’assemblea è molto variegata, i cittadini nelle discussioni parlano a titolo personale. Chi porta con sé il proprio bagaglio politico e chi si è riavvicinato alla politica attiva dopo anni, ma dentro l’assemblea contano solo le idee e le parole.
La nota di colore più evidente è quella gialloblu, delle maglie della squadra della città indossate da alcuni ragazzi, che ha caratterizzato anche parte della manifestazione del 22 Novembre con un corteo cui hanno preso parte 2000 persone.
Il dialogo fra tutte le realtà è la forza di questa occupazione. Realtà che fino al 5 Novembre non si erano mai parlate o capite.  La difesa di una città passa anche dalla consapevolezza diffusa tra tutti i suoi cittadini. Dopo il consiglio comunale del 28 Novembre, il cui svolgimento è stato consentito dall’Assemblea ma che non ha visto le dimissioni del Sindaco, c’è stato un calo delle presenze.
Ma la partecipazione resta alta e la vicinanza della cittadinanza è tornata a manifestarsi anche il 14 Dicembre in occasione del ”Degrado tour” di Carrara, a cui hanno partecipato centinaia di persone.
E’ in preparazione un nuovo ”Degrado tour” ad Avenza di Carrara, in programma per i primi giorni di Gennaio. L’assemblea infatti ha permesso di affrontare anche i problemi del degrado della città e  della gestione dell’estrazione del marmo. Il mancato rispetto della promessa del Sindaco di fare del 2014 l’anno del regolamento degli agri marmiferi è stato uno dei punti del comunicato letto in consiglio comunale il 29 dicembre scorso.
Le dimissioni del Sindaco sono ancora l’obiettivo ma nel frattempo si è creata una forza che sta andando oltre questa richiesta. Le assemblee continuano, ha preso vita una band cittadina, si invitano esperti, c’è il cineforum una volta la settimana e un canale streaming dove seguire le discussioni, un profilo Facebook dove aggiornarsi (Carrara AssembleaPermanente) e un sito web; si è preteso e ottenuto l’abbonamento gratuito ai mezzi pubblici per chi ha avuto l’auto alluvionata e occupato per un giorno l’ex ospedale San Giacomo, allo scopo di portare l’attenzione sugli spazi non utilizzati. Per ora il presidio resta in Comune ma la decisione sulle azioni future è oggetto di discussione dell’Assemblea”.

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