Tassa rifiuti, la Porto spa deve pagare 40.000 euro al Comune

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porto carrara 23Leggi l’articolo: Il Tirreno

La Porto spa dovrà pagare al Comune di Carrara 40.000 euro di Tarsu. E questo è il conto “solo” per l’anno 2006: l’amministrazione pretende infatti che la tassa sui rifiuti venga pagata, con gli arretrati, proprio a partire dal 2006. Fino ad oggi.
Una cifra che, alla fine, è destinata a superare i trecentomila euro: una bella iniezione di luquidità per le casse del municipio. E quello che sembra un punto fermo in una vicenda che parte da lontano e che testimonia i rapporti non proprio idilliaci fra la società e l’amministrazione Zubbani.
Adesso si riapre la partita delle cartelle.

In commissione tributaria regionale il round è del Comune. La Porto è pronta, nonostante il primo round, in Commissione tributaria regionale (presieduta dal dottor Aldo Giubilaro), abbia dato ragione al Comune, a dare battaglia. Calando un asso: o meglio rafforzando il collegio difensivo con l’ingresso del dottor Giulio Andreani. Insomma la battaglia delle cartelle va avanti.

Il braccio di ferro. Una guerra per le cartelle. E, sullo sfondo il braccio di ferro fra la Porto e l’amministrazione: su tutte l’annosa questione dell’albergo(e dei giardini storici) al centro di marina di Carrara che avrebbe dovuto risorgere sotto l’egida della società di Enrico Bogazzi. Ma il grande progetto, firmato dall’architetto Mario Botta, è naufragato e sull’area, al momento insistono solo le fondamenta e un cantiere aperto fermo ormai da anni. L’idea di destinare parte della struttura a Rsa non ha mai convinto il Comune, e, dopo la bocciatura, l’hotel (o meglio quello che avrebbe dovuto diventare un albergo stellato) è rimasto bloccato. Un biglietto da visita non proprio edificante nel centro di Marina che ha portato alle stelle la tensione con l’amministrazione Zubbani.
La Porto spa dovrà pagare 40.000 euro di Tarsu.

Le cartelle esattoriali, quelle sulla tassa dei rifiuti applicata ai piazzali del porto, dell’anno 2006 dovranno essere pagate. Per la Porto spa, società presieduta dall’armatore Enrico Bogazzi, si tratta di una cartella pesante, di 40.000 euro. Così ha stabilito la Commissione tributaria regionale dove si sta cercando di dirimere il contenzioso che vede ancora una volta il braccio di ferro fra amministrazione e porto.

La vicenda. La vicenda parte da lontano, da almeno tre anni fa. Inizialmente furono chiesti alla Porto 5 anni di Tarsu dal 2006 al 2011 (importo di 152mila euro), poi il Comune annullò l’atto. Ma subito dopo arrivò l’avviso di accertamento per il 2006 e la cartella esattoriale per il 2012.

La Porto impugnò entrambi desiderando chiarire la cosa stragiudizialmente, ma non fu possibile e così si andò al ricorso. Poi è arrivato anche l’avviso di accertamento per il 2007, e un altro ricorso. E il Comune ha chiesto la Tarsu anche per il 2008, 2009, 2010 e 2011. E via fino agli altri anni, fino ad arrivare al 2014. Un conto salato che la Porto non ha intenzione di sborsare. Anzi per cui è pronta a dare di nuovo battaglia. Perché la tassa sui rifiuti dei piazzali non ha alcun intenzione di pagarla.

Nella difesa della società entra il professor Giulio Andreani. La Porto corre ai ripari, ed è pronta a continuare la battaglia, a suon di ricorsi, per la vicenda della Tarsu e per quelle cartelle che la società ha tutte le intenzioni di rimandare al mittente. Con una nota ufficiale la Porto di Carrara ribadisce che: «La pretesa del Comune è illegittima e peraltro continueremo ad opporci al pagamento della Tarsu, rafforzando la difesa attraverso l’inserimento del professor Giulio Andreani».
Insomma la posizioni restano ferme e, a quanto pare, nessuna volontà di arrivare ad una tregua.
Adesso la parola passa alla Commissione tributaria regionale che dovrà esprimersi anche per gli altri anni di tassazione.

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