Soldi soldi soldi… Chi ha tanti soldi vive come un pachà!

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Siamo alle solite.
Soldi sprecati e persone dimenticate – da mesi – in servizi ricettivi.

Questa è la normale consuetudine dei nostri amati governanti: invece di tutelare i cittadini e garantirne i diritti fondamentali, se ne dimenticano. Povera Amministrazione, talmente sovraccarica di lavoro al punto da non pensare al benessere di quella parte di cittadinanza che è più in difficoltà!

Un altro colpo basso.

Si apprende da “La Nazione” di stamane infatti che Pietro Leoncini, segretario generale del Comune di Carrara, è Hotel-Dora-Informazioni-sull'hotel-28stato premiato con una somma di 10.440 euro mentre, contemporaneamente, l’Hotel Dora reclama un pagamento di 13.000 euro per il soggiorno di una signora che sta ospitando da 7 mesi a questa parte.

Cosa lega l’Hotel Dora, il Comune di Carrara e la signora in questione? Uno sfratto.
Il Comune, dopo aver sfrattato la donna, l’ha gentilmente fatta soggiornare in una stanza della struttura. Inizialmente per un breve periodo… Per poi dimenticarsene.
Che amarezza.
Sorge spontaneo, apprendendo queste notizie, sollevare nuovamente la questione delle case sfitte che l’Amministrazione non riesce a ristrutturare per mancanza di fondi. Balle!
Si riescono a trovare magicamente i soldi per regali e premi, ma poi – nell’incapacità di trattare questioni sociali delicate – non riescono a trovare i fondi per rendere agibili le abitazioni e garantire il diritto alla casa dei propri cittadini.

Le somme, sborsate per soggiorni e premi, potrebbero essere stanziate per affrontare la pesante emergenza abitativa della città, in primis della signora in questione.

E i servizi sociali cosa fanno per le persone veramente in difficoltà?
In momenti come questi si dovrebbero prendere cura della fascia più debole della popolazione, e non abbandonarli come pacchi nelle stanze di qualche albergo, tra l’altro ancora col conto da saldare.

A nostro avviso, invece che occuparsi di tutto ciò, sembrano più impegnarsi in una sorta di guerra – brutto da dire – fra poveri. Una mala gestione delle risorse che si ripercuote sulla cittadinanza, come abbiamo potuto constatare con il famigerato “contributo di solidarietà”, mal distribuito, che ha innescato una guerra di vicinato fra persone che hanno subito l’alluvione, delegando un’indagine appropriata agli stessi cittadini, e alimentando in questo modo la disgregazione sociale.

Ci domandiamo quale sia il reale ruolo dei servizi sociali nell’aiutare le persone veramente in difficoltà. Citando una famosa canzone, “per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti”.