RESOCONTO COMMISSIONE AFFARI GENERALI, AFFARI ISTITUZIONALI, TRASPORTI, MOBILITA’, AMBIENTE, POLIZIA URBANA,PERSONALE, PIANO ENERGETICO. GIOVEDI 13 FEBBRAIO 2015

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Apre il Presidente Poletti spiegando che essendo questa la commissione che prende in esame qualsiasi regolamento è d’obbligo il passaggio ad una disamina del regolamento in oggetto (Agri marmiferi ndr).
Prende la parola Tonelli facendo un escursus del percorso fatto dalla bozza del regolamento. La bozza è stata strutturata per fare risaltare ancora di più, il ruolo fondamentale che Carrara può e deve svolgere in materia di attività estrattive. in particolare cita l’articolo 2 del regolamento in cui si parla dei beni estimati e si ribadisce come questi siano di proprietà del comune come bene indisponibile.
L’escavazione, inoltre può avvenire solo dietro concessione temporanea ed onerosa a soggetti sia pubblici che privati.
La concessione viene rilasciata tramite un procedimento di evidenza pubblica (gara) che valuti non solo la migliore offerta economica ma, che privilegi quei progetti che tengano in conto la cosiddetta filiera corta.
La concessione prevede 2 tipi di canone differenti: il canone di ingresso e il canone periodico. La distinzione è stata fatta per evitare che negli anni ci sia una svalutazione del canone annuo.
Il canone deve essere calcolato sul valore di mercato dei materiali estratti.
E’ prevista la costituzione di un osservatorio tecnico della cui consulenza il Comune potrà avvalersi per stabilire meglio il valore di mercato di cui sopra.
Questi sono i termini salienti del regolamento, la bozza, comunque è stata già esaminata in alcune riunioni della commissione marmo che si è fermata a giugno 2014 per aspettare la proposta di Legge Regionale in elaborazione dalla Regione toscana.
Conserva concorda con Tonelli e ribadisce come sia giusto che la commissione Affari Generali si occupi del regolamento degli Agri Marmiferi.
E’doveroso prenderne atto e approfondire e chiede inoltre se si possa avere disponibile, la bozza della Legge Regionale per analizzarla di pari passo con la bozza del Regolamento ed avere quindi una visione il più ampia possibile. Conserva ricorda anche come nell’ultima commissione, dopo l’intervento di Ildo Fusani, ci si sia resi conto che le tematiche sono molto complesse e debbano quindi essere enucleate per valutare il meglio possibile.
Tonelli risponde dicendo che è non solo doveroso ma, pertinente rapportare il Regolamento a quelli che saranno i contenuti della Legge Regionale (Art.39 comma 1). Ad esempio, la Legge Regionale, per quanto riguarda il canone, ne prevede uno unico, al contrario del Regolamento che, come già detto, ne prevede due. Se non ci saranno ulteriori variazioni alla bozza della Legge Regionale ci dovremo adeguare e istituire un unico canone, adeguandoci alla gerarchia delle leggi.
La Musetti chiede a Tonelli perchè si fa differenza tra il concessionario e colui che di fatto effettua l’escavazione?
Tonelli risponde dicendo che sono due istituti giuridici diversi anche se la Legge Regionale tende ad uniformarli il più possibile.
Martinelli esordisce dicendo che, nel merito i concetti del nuovo Regolamento sono in linea con quanto proposto dai 5 stelle in Consiglio Comunale.
Riguardo all’individuazione del valore di mercato, riconosce come non sia mai stata semplice, effettivamente, guardando le fatture, si nota una differenza notevole di valore e si chiede se sia possibile individuare il canone annuo anzichè su base preventiva, sulla base di ciò che di fatto esce da una cava.
Chiede inoltre, se sia possibile arrivare ad una definizione puntuale dei blocchi che escono da una cava e a quanto vengono venduti.
La revisione del canone annuo è previsto avvenga ogni 3 anni, non sarebbe meglio rivedere i canoni ogni anno?
Altro quesito importante: a che punto è il percorso di approvazione della Legge Regionale? Considerando che a maggio ci saranno le elezioni riusciranno a legiferare entro la Legislatura?
Tonelli risponde che la bozza della Legge Regionale è ancora in itinere, le commissioni regionali non hanno ancora terminato i loro approfondimenti quindi, non sappiamo quale sarà la tempistica esatta.
dai ‘rumors’ si può affermare che la volontà politica è quella di approvare la Legge entro la legislatura, altresì i ‘rumors’ dei tecnici non lo danno affatto per scontato.
I tre anni per l’adeguamento del canone annuo sono stati individuati come intervallo di tempo su base empirica: in un anno non avvengono cambiamenti sostanziali, tali da intervenire su una rivalutazione del canone, ci pare quindi, più centrato, il triennio come lasso di tempo.
Per quanto riguarda la determinazione del canone in effetti Martinelli ha toccato il ‘punto dolente’. Determinarlo a posteriori, blocco per blocco sarebbe molto difficile, considerando che, annualmente, si estraggono dai 35/40.000 blocchi. Martinelli interviene proponendo di inserire un limite all’escavazione. Tonelli risponde dicendo che il problema del contingentamento è stato posto anche in virtù del fatto che il regolamento prevede un minimo di estratto annuo, quindi si potrebbe di contro, inserire anche un tetto massimo. Gli strumenti per determinare un canone a priori o posteriori che sia, rendono tutto molto difficile.
C’è stato uno sforzo individuando, elencando, i materiali che vengono escavati, pur rimanendo sul generico perchè la cava è un animale in movimento e quindi imprevedibile.
I piani di coltivazione indicano come fattori, la qualità, la quantità e il grado di fratturazione (numero di blocchi sani) tanto più è elevato il grado di fratturazione tanto aumenta la produzione di blocchi informi.
Esistono anche un’altra serie di elementi che osservati tramite l’Osservatorio, ci potranno aiutare ulteriormente.

Su questo punto non troveremo aiuto nella Legge Regionale perchè essa demanda la questione direttamente ai Comuni. Le indagini in corso potranno aiutarci fino a un certo punto. Un blocco venduto a 3800 euro non è detto determini il prezzo di tutti i blocchi escavati nella medesima cava.
Conserva suggerisce di fare delle medie, anche se di fatto, i valori rimangono comunque delle stime.
L’unica certezza che abbiamo è la quantità del marmo escavato visto il passaggio obbligato dalla Pesa.
La Musetti suggerisce di istituire un osservatorio dei prezzi, Tonelli le risponde di averlo suggerito lui stesso chiedendosi però quali strumenti possano avere in più di quelli già elencati.
Il nuovo Regolamento prevede anche l’eliminazione della figura del socio esperto in quanto la concessione verrà rilasciata solo a chi coltiva la cava.
Interviene la Bienaimè ribadendo che da giugno 2014 in Commissione Marmo, la bozza del Regolamento non è stata più discussa e dice che da par suo, con il dirigente Tonarelli non si arriverà da nessuna parte, da anni fa terrorismo paventando eventuali ricorsi all’Amministrazione.
E’ un regolamento monco che liquida la questione dei beni estimati con molta leggerezza. Stiamo ancora dicendo che ci ancoriamo alla Legge Regionale anche se proprio durante l’ultima commissione con l’intervento di Ildo Fusani abbiamo capito che, quando c’è stata una volontà reale di fare, a Carrara è,stato fatto. Ad oggi non abbiamo mai visto un documento ufficiale che ribadisca, in Regione, i punti da cui Carrara non si muove, uno per tutti: le cave a chi le lavora.
Sulla questione prezzi non si capisce come mai nel resto del mondo esista un prezziario puntuale dei materiali escavati e invecei da noi, questa cosa non sia possibile, evidentemente il Comune non ha la forza di mettersi contro le lobbies. La legge regionale attuale da al Comune tutta la possibilità di legiferare, ammesso che ce ne sia la volontà, non aspettiamo!!
La Musetti interviene chiedendo quali siano le motivazioni dei ricorsi fatti all’Amministrazione.comune piazza
Tonelli dice di non fare terrorismo anzi di essere pragmatico, il Comune, ad oggi ha 99 ricorsi in tutte le sedi giuridiche, questa è realtà e non terrorismo.
interviene di nuovo a chiudere il Presidente della Commissione Poletti, dichiarandosi soddisfatto di avere convocato questa Commissione ed in qualità di Presidente esprime preoccupazionSe si considerasse il prezzo del venduto bisognerebbe stabilire quale dei prezzi prenderemo in considerazione, quello praticato in cava o quello al piano? Per partite o per piccoli blocchi? Si farà riferimento alle fatture di vendita oppure no? Sappiamo che esiste un fenomeno di sottofatturazione, anche in virtù dei legami che le cave hanno con le ditte al piano (ad esempio parentali) che vanno quindi a falsare i prezzi che dovremmo considerare reali.e, se si chiudesse la legislatura a Firenze con un nulla di fatto mancheremmo nuovamente di dare risposta alla cittadinanza che chiede a gran voce un nuovo Regolamento. A quel punto la via vera sarà inevitabilmente quella del commissariamento….

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