PROVINCIA E SCUOLE: “CUI PRODEST?”

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Il primo di una serie di approfondimenti, dove verranno evidenziate le criticità delle scuole apuane nonché i paradossi della Provincia nella gestione delle stesse.


 

Toniolo pericolante
L’ingresso dell’Alberghiero “Minuto” ospitato presso il “Toniolo” di Massa, chiuso per precauzione

Questo è un periodo, per la scuola, in cui vengono richieste continue rinunce tanto che la Provincia di Massa e Carrara è arrivata a chiedere ai propri istituti di chiudere il Sabato per risparmiare sulla gestione degli immobili (riscaldamento, energia elettrica, ecc). Eppure esistono singoli istituti con pochi studenti che gestiscono due sedi, con una spesa annua gestionale a carico dell’erario (ovvero del contribuente, ndr) di centinaia di migliaia di euro, mentre altre scuole a Carrara e provincia letteralmente “sopravvivono”, magari ospiti in altri edifici in condizioni precarie (se non addirittura in freddi container come ad Aulla, ndr), e comunque menomate di quell’attrezzatura didattica che permetta loro di poter completare l‘iter scolastico dei propri ragazzi.

Zaccagna inagibile
Lo stato di abbandono della “palazzina nuova” dello “Zaccagna”

Il riferimento riguarda l’anomala gestione – a livello provinciale – dell’ITC “Domenico Zaccagna” di Carrara e dell’ITIS “Galileo Galilei” di Avenza. Scuole accorpate da anni, con un’unica presidenza ed un’unica segreteria, ma con circa 400 studenti dispersi su due enormi edifici dei quali una considerevole parte – in questi ultimi anni – non solo non è stata mai utilizzata, ma è stata praticamente abbandonata all’incuria del tempo, o al marciume, o al disuso. Foto e articoli non mancano.

Al contrario vi sono altri Istituti con diverse centinaia di studenti come l’IIS “Montessori-Repetti”, che si ritrova con classi sparse per la città in strutture provvisorie ed insufficienti, ignorata da “chi conta” quasi con arroganza, costretta a “galleggiare” in una Marina di Carrara sempre più umida e allagata, con studenti quasi “ospitati” dai banchi del mercato del giovedì, pur di portare avanti il proprio corso di studio.
Ciò nonostante il Preside del “Montessori-Repetti”, davanti alla disastrosa situazione edilizia del Liceo Scientifico “G.Marconi”, ha preferito fare “un passo indietro” ed attendere un momento più propizio per trovare finalmente una sistemazione dignitosa ai propri studenti.

Punto InterrogativoLe domande da rivolgere alla Provincia di Massa e Carrara sorgono quasi spontanee:

  • Cosa ha deciso di fare – attraverso i suoi solerti dirigenti del settore istruzione – e in quale modo pensa di dover intervenire di fronte a tutto questo?
  • Come mai è sempre pronta ai “diktat” verso alcuni, con false promesse rimangiate sempre in tempo utile, ed al contrario accetta passivamente verso altri delle situazioni incancrenite da anni?
  • Quale interesse dovrebbe perseguire nel gestire le scuole in questo modo?
  • Com’è possibile chiedere sacrifici a determinati istituti, quando invece verrebbe allegramente concesso lo sperpero di patrimonio pubblico a discapito altrui?
  • montessoriPerché esiste una scuola con due immobili, quando il tutto potrebbe essere comodamente inserito in un’unica struttura, con un dimezzamento delle spese ed una migliore gestione logistica, liberando così un fabbricato che permetterebbe ad altre difficili situazioni locali di poter essere risolte?
  • Perché nei vari tavoli tecnici comunali e provinciali, ipotesi come questa sarebbero state quasi subito accantonate?
  • E soprattutto, perché non ne viene mai data notizia chiara e limpida – attraverso la stampa – alla cittadinanza?

A voler pensar male, sembrerebbe meramente che vi sia la necessità di favorire “l’amico di turno”, magari in attesa di essere ricambiato a tempo debito. Sembrerebbe.

studentiAl di là della diversità di opinione, i dati e i numeri sono ormai pubblici: la realtà non può più essere nascosta “sotto il tappeto” come qualcuno è abituato a fare da tempo; la cittadinanza in generale (genitori compresi) è ormai apertamente critica verso lo spreco pubblico, e diventa sempre più difficile “far bere delle favolette” a chi magari subisce ogni giorno sulla pelle il favoritismo – o il clientelismo – a proprio discapito. “Razionalizzare” è un bel concetto ma bisogna farlo usando la logica, non come piace o potrebbe far comodo a “qualcuno”.
I soldi tirati in ballo sono i nostri, ricordiamocelo.
I genitori, ieri come oggi, sono pronti a fare sacrifici per il futuro dell’istruzione pubblica in Italia, a beneficio dei propri figli. Ma non sono assolutamente disposti a farlo in favore di chi speculerebbe sulla sicurezza, sul disagio e sulle parole senza valore. Si chiede agli studenti di crescere e di imparare a sapersi prendere le proprie responsabilità. Tuttavia certi elementi in Provincia e in Comune, invece di scrivere quotidianamente delle banalità, dovrebbero avere il pudore e la dignità di farlo per primi.

Non si può predicare il bene e continuare a razzolare male, malissimo.

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