Ponte della Bugia, arriva il progetto ma c’è anche il ricorso

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ponte bugiaL’amministrazione comunale ha salvato il Ponte della Bugia ma non è riuscita a evitare le contestazioni: l’opposizione politica non sembra pienamente convinta del progetto di messa in sicurezza mentre uno dei proprietari della porzione di edificio da abbattere per poter allargare la campata, ha fatto ricorso alle vie legali, contestando la quantificazione dell’esproprio.Nonostante l’amministrazione sia riuscita a mettere a punto un progetto che “salva” l’attraversamento, accogliendo le obiezioni delle centinaia di persone che nel 2009 parteciparono a una fiaccolata di protesta per scongiurarne l’abbattimento e quelle della Soprintendenza delle Belle arti che – poco dopo – aveva riconosciuto il valore storico di un’opera, gli scogli da superare sembrano ancora molti come è emerso ieri mattina dalla seduta congiunta delle commissioni Urbanistica presieduta da Leonardo Buselli e Lavori Pubblici presieduta da Luca Barattini.

Il progetto esecutivo è da 1,1 milioni di euro, finanziati dalla Regione: scongiura l’abbattimento e la sopraelevazione del ponte ipotizzate in una prima fase, e prevede invece l’abbassamento dell’alveo e il ripristino della larghezza originale dell’arcata. La luce del ponte sarà portata così a un’altezza di 2,30 metri con l’obbligo, ha spiegato l’ing. Carlo Viti, consulente del progetto, «di una manutenzione assidua e costante», onde evitare che l’accumulo dei detriti, vanifichi nel giro di pochi anni l’intervento. Ma il ripristino della larghezza originale del ponte, non è privo di conseguenze onerose: l’eliminazione del “dente” che ostruisce parzialmente il deflusso delle acque comporterà l’abbattimento parziale di un edificio adiacente il ponte. Questo implicherà l’esproprio di tre vani di proprietà di due famiglie: una stanza, indipendente, situata al piano terra; e due ambienti al primo piano, che sono parte integrante di un’abitazione sviluppata in un altro edificio. I proprietari di questi due vani hanno contestato l’entità dell’esproprio fissato dal Comune, e sono ricorsi alle vie legali. Per procedere con l’intervento, inoltre, serviranno una variante al Regolamento Urbanistico e l’approvazione del progetto da parte del consiglio comunale: solo per le pratiche ci vorranno 3-4 mesi e se tutto filerà liscio, il consiglio potrebbe esprimersi a maggio, pr aprire il cantiere in estate.

Secondo le stime dell’Ufficio lavori pubblici l’intervento dovrebbe essere completato nel giro di nove mesi.
Ma Claudia Bienaimè (Carrara Bene Comune) ha ventilato l’ipotesi di una manifestazione di protesta, contro l’abbattimento di una parte della palazzina: «Il Comune non deve sposare così rapidamente questa filosofia di lavori, che punta a velocizzare il deflusso delle acque» ed ha auspicato un ripensamento complessivo dei progetti sul Carrione. Meno drastico ma tutt’altro che convinto Francesco De Pasquale (M5S), che ha detto “ni” all’intervento sul Ponte della Bugia, sia per l’onerosa manutenzione che ne seguirà, sia per la necessità di intervenire contestualmente a monte: «Le opzioni sono limitate ma quest’opera non basta se non si migliora drasticamente la situazione nelle zone a monte e non si prevede, ad esempio, una cassa di espansione nella zona dell’ex lavatoio».

Il vicesindaco Andrea Vannucci, ha ricordato che Regione,Provincia, Comune e Consorzio di Bonifica stanno lavorando a un accordo di programma per una piena condivisione dei progetti sul Carrione: «C’è piena sintonia. Una volta che saremo tutti intorno allo stesso tavolo non ci potranno più essere rimpalli come sta avvenendo ad esempio sulla pulizia dell’alveo del Carrione», ha detto Vannucci, lasciando intendere che l’accordo potrebbe essere sottoscritto da tutti gli enti coinvolti entro febbraio.

Leggi l’articolo: Il Tirreno