Partecipate: c’è lo stop a doppi e tripli incarichi

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Da “Il Tirreno” del 27 marzo 2015

comune presidiatoSono ancora le partecipate a scaldare il dibattito politico carrarese. E il confronto-scontro si trasferisce in consiglio comunale. Tre i documenti sul tema discussi e approvati ieri mattina quello di maggiore “attualità” è sicuramente il testo uscito dalla mediazione tra un ordine del giorno del Movimento 5 Stelle – “congelato” da inizio marzo – e una nuova mozione del Pd: la sintesi tra le due proposte impegna l’amministrazione a porre fine ai doppi e tripli incarichi dirigenziali, a rivedere i compensi dei dirigenti delle partecipate nel rispetto dei contratti collettivi di lavoro, a puntualizzare i criteri di assegnazione dei premi di risultato ai dirigenti comunali, a verificare il rispetto dei due punti precedenti e a riferire alla commissione consiliare competente entro e non oltre 90 giorni l’esito della verifica svolta ed eventuali azioni conseguenti.
Il provvedimento è stato approvato all’unanimità, esattamente come l’ordine del giorno con cui Matteo Martinelli (M5S) ha sollecitato l’amministrazione a chiedere chiarimenti sulla posizione di Giorgio Dell’Amico, amministratore unico di Progetto Carrara iscritto nella lista degli indagati nell’inchiesta sul fallimento di ErreErre. Il capogruppo 5 stelle ha incassato immediatamente il parere favorevole di Massimo Menconi (Rc) e di Claudia Bienaimè (Carrara Bene Comune): «Come possiamo fidarci se chi ci parla della cosa pubblica è indagato? E questo vale sia per l’amministratore unico di Progetto Carrara sia per i dirigenti della Provincia coinvolti nel crollo dell’ argine del Carrione: chi ha un ruolo pubblico – ha dichiarato la Bienaimè – se indagato deve dimettersi». Immediata la replica di Roberto Conserva (Psi), che di mestiere fa il funzionario provinciale: «I dipendenti della provincia sono brave persone, le conosco… Dov’è finito il garantismo? Non si giudicano le persone in base agli articoli di stampa» ha sbottato il consigliere socialista, sommerso da un coro di contestazioni da parte della platea, fermate solo dalla minaccia del Presidente del Consiglio Luca Ragoni di interrompere la seduta. A favore delle richieste dei 5 Stelle si è espresso anche Giuseppe Scattina (Indipendente), che ha ricordato la sua proposta sulle nomine nelle partecipate, chiusa ormai da due anni in un cassetto, e Maria Elena Musetti (Fi-Ncd) che ha annunciato il suo voto favorevole. E anche il sindaco Zubbani si è detto disposto ad accogliere le istanze dei grillini, spianando la strada all’approvazione all’unanimità dell’ordine del giorno. «Ho già chiesto chiarimenti a Dell’Amico e non avendo avuto una risposta esauriente l’ho sollecitato a essere più preciso». Dibattito caldo anche per il secondo ordine del giorno presentato a nome dei 5 Stelle da Federico Bonni, dedicato all’adesione del Comune di Carrara ad Avviso Pubblico, una carta in 23 articoli per un’amministrazione trasparente, imparziale ed etica. Il consigliere grillino, che ha già presentato altre 11 proposte in materia, ha ricordato gli impegni assunti da alcuni consiglieri, anche di maggioranza, con l’adesione alla Carta di Pisa, accusando l’amministrazione di «scelte oscure nella gestione delle partecipate». Bonni ha ipotizzato che «il sindaco ostaggio del Pd e delle correnti di partito» tenti di volta in volta di distribuire poltrone «per accontentare questo e quello». Seccata la replica di Carlo Boni, decano dei consiglieri del Pd che senza tanti giri di parole si è rivolto all’esponente grillino dicendo: «Mi dai noia. A Parma e Livorno dove governa il Movimento 5 Stelle, con le partecipate fanno le stesse cose che facciamo noi, io questo ordine del giorno non lo voto». Il sindaco, nella sua replica, ha respinto le accuse del Movimento 5 Stelle, ricordando di aver nominato anche tanti «non tesserati»: quanto poi all’adesione ad Avviso Pubblico, Zubbani ha precisato che «deve appartenere alle singole coscienze» ma si è impegnato, in occasione della prima seduta del consiglio comunale del mese di aprile, a esplicitare le posizioni al riguardo di tutti i componenti della giunta. L’ordine del giorno presentato da Bonni è stato approvato con 11 sì, 8 astensioni e due soli no, quelli dei democratici Carlo Boni e Lucio Boggi.

Da “Il Tirreno” del 27 marzo 2015

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