Michelangelo a New York, ma senza Carrara

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mostra michelangeloCARRARA. La città di New York celebra Michelangelo Buonarroti con una mostra organizzata dal Consolato Generale d’Italia, dall’Istituto Italiano di Cultura della Grande Mela e da quattro comuni della Versilia: grande assente, Carrara, la città che ha dato al genio del rinascimento la materia prima per i suoi capolavori, ospitandolo più volte ma che da questa grande esposizione, intitolata “Michelangelo e la Versilia”, è rimasta fuori.

A segnalare la vicenda, è il consigliere comunale di Rifondazione Comunista Giuseppe Scattina, che racconta di aver appreso della mostra per caso, da un amico scultore chiamato a parteciparvi. La polemica arriva su Facebook e la mostra americana, in cui Carrara non compare e a cui non ha collaborato, diventa subito un caso.

«All’organizzazione hanno collaborato i Comuni di Pietrasanta, Seravezza, Forte dei Marmi e Stazzema. Noi di Carrara – afferma Scattina – non ne sappiamo niente». “Michelangelo e la Versilia” può annoverare, tra le opere in mostra, 3 disegni originali di Michelangelo prestati dalla Fondazione Casa Buonarroti di Firenze e le opere di 16 artisti, oltre a un percorso che permettere di compiere un viaggio nella filiera del marmo, alla scoperta dei suoi risvolti economici, culturali e turistici. Un’esposizione artistica di livello assoluto ma anche una grande operazione di promozione del territorio, almeno per le amministrazioni versiliesi che hanno contribuito ad organizzarla e che attraverso questa iniziativa potranno “sponsorizzare le proprie attrattive turistiche direttamente a New York.

«Mi chiedo come è possibile che un evento di tale interesse ed importanza internazionale possa essere portato avanti da una Comunità che estrae una quantità di marmo inferiore al nostro di Carrara, Comuni che inoltre non hanno una Accademia di Belle Arti e non hanno una Internazionale Marmi e Macchin» polemizza Scattina, domandandosi se siano loro, i versiliesi, a essere «troppo bravi o noi, a Carrara, troppo addormentati». Il consigliere ricorda che dovrebbe essere la nostra città «a promuovere nel mondo l’oro bianco, il marmo» perché altrimenti non si capisce «a cosa servono assessorati al marmo e alla cultura, Accademie di Belle arti e istituti per la promozione del marmo».

Non solo, Scattina rincara la dose delle critiche, citando i numeri della mostra “A sculpir qui cose divine”, organizzata dal Comune di Carrara al Centro arti plastiche per i 450 anni della morte dell’artista e già stroncata nei mesi scorsi da alcuni critici di livello nazionale.

«Disegni non originali, ma in copia, una spesa di 130.000 euro e solo 3.000 visitatori» sottolinea – impietoso – il consigliere comunale, ricordando che la mostra al Cap è stata finanziata dalle casse del municipio, mentre quella a New York è stata realizzata interamente con investimenti di società private.
Insomma una manifestazione artistica di primissimo piano, la mostra di Michelangelo a New York, diventa, per Carrara un caso politico. Perché – come ha sottolineato nel suo intervento pubblicato integralmente su Fb il consigliere di Rifondazione Scattina, Carrara non compare. E non partecipa all’evento.

Leggi l’articolo: Il Tirreno

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