Crollo del Carrione, ci sono tre nuovi indagati

0
483

Leggi l’articolo: Il Tirreno

carrione lavoriCrollo dell’argine del Carrione: tre nuovi indagati.
Ai due nomi già iscritti sul registro degli indagati per il crollo dell’argine del Carrione, avvenuto lo scorso 5 novembre, gli inquirenti ne hanno aggiunti altri tre.
E così adesso gli avvisi di garanzia avallati dal procuratore capo Aldo Giubilaro sono cinque: oltre a Franco Del Mancino, l’ingegnere che ha firmato il progetto per la messa in sicurezza degli argini, anche di quellovenuto giù, e Stefano Michela, dirigente ai Lavori Pubblici della Provincia, sono indagati i dirigenti della Provincia Giovanni Menna e Gianluca BarbieriDiego Tognini, rappresentante legale della ditta Elios che ha eseguito i lavori sull’argine.

Anche per questi tre nuovi iscritti nel registro degli indagati l’accusa è di disastro colposo, ma i capi di imputazione, come per Michela e Del Mancino, potrebbero ampliarsi e comprendere altre ipotesi di reato.
La decisione di iscrivere i due dirigenti dell’ente e il legale rappresentante della ditta che ha messo le mani sull’argine è stata presa durante l’ultima riunione tecnica tra Giubilaro, i carabinieri e i periti nominati dalla procura per accertare le responsabilità.
Gli esperti hanno quasi completato i loro rilievi ed entro fine mese dovrebbero consegnare le conclusioni. Difficilmente ci saranno altre sorprese, però. Anche perché all’apertura dell’inchiesta già si parlava di cinque possibili indagati.
Ma già quando erano stati iscritti nel registro degli indagati i primi due nomi gli inquirenti avevano ammesso che avevano dei dubbi su un terzo nome ma che alla fine era stato lasciato fuori perché volevano chiarire meglio un paio di punti sulla sua condotta che non erano chiari.

Dalla procura fanno sapere che quel nome è uno di quei tre che sono finiti nel registro degli indagati adesso.
Il procuratore capo Aldo Giubilaro, titolare dell’indagine (fino a gennaio insieme al sostituto Vito Bertoni), ha mantenuto la promessa fatta a chi è finito sott’acqua quattro mesi fa e ha ridotto i tempi dell’inchiesta al massimo.
Il progetto iniziale dell’argine del Carrione era stato fatto dall’ingegnere Del Mancino che aveva assunto anche la direzione dei lavori ed era il responsabile alla sicurezza del cantiere. E il dirigente provinciale, della difesa del suolo, Stefano Michela, era il professionista a cui erano arrivate le segnalazioni sulle falle nel muro poi crollato.
A eseguire i lavori invece era stata la ditta Elios (da qui l’imputazione del suo rappresentante legale Diego Tognini). Menna e Barbieri invece erano i dirigenti della Provincia che avevano firmato carte relative a quel cantiere. Ecco perché sono stati coinvolti pure loro. I periti che si stanno occupando delle verifiche, nell’ultima riunione, hanno individuato responsabilità anche da parte loro.
È finita qui? La procura su questo punto tace, ma altri indagati sembra difficile che ce ne possano essere.

Leggi l’articolo: Il Tirreno

Commenti