Clan Romeo: Odore di ‘Ndrangheta a La Spezia e Massa Carrara

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Di: Pier Paolo Santi & Francesco Sinatti (Vai all’articolo di Inchiostro Scomodo)

testata-test1In queste ore le Forze dell’Ordine hanno dato il via ad una operazione che ha portato all’arresto di Domenico Romeo:

(ANSA) – GENOVA, 16 DIC – Personale della Direzione investigativa antimafia di Genova ha arrestato questa mattina un imprenditore al quale sono stati sequestrati beni per 2 milioni. Il provvedimento ha riguardato Domenico Romeo, di Roccaforte del Greco (Reggio Calabria), 58 anni, residente ad Arcola (La Spezia). E’ stato arrestato per aver gestito alcune società di trasporti nelle province della Spezia e di Massa Carrara, intestandole a prestanomi compiacenti. La Dia ritiene Romeo “contiguo alla ‘Ndrangheta”.

Ottima notizia, da molto tempo la redazione di “Inchiostro Scomodo” sta portando avanti una serie di inchieste-denuncia proprio sul clan Romeo. Il fatto che gli inquirenti abbiano concentrato la loro attività investigativa sul settore dei trasporti ci fa ben sperare, soprattutto per i collegamenti presenti tra la Spezia e Massa-Carrara. Tra breve presenteremo alle Procure competenti un fascicolo dove, tra le molte cose, si pone la problematica di un collegamento tra alcuni dei Romeo in odore di ‘ndrangheta e dei Muto (anch’essi segnalati) proprio per i trasporti e il settore del lapideo. Avevamo già posto all’attenzione della Procura di Massa-Carrara una serie di domande che addirittura, se trovassero una risposta positiva, completerebbero le indagini sulla trattativa stato-mafia. Ancora non abbiamo ricevuto risposta ma stiamo parlando della Procura di Massa-Carrara e nulla ci sorprende (non a caso tutti gli arresti anche locali avvengono tramite operazioni esterne alla provincia). Riportiamo alcuni di questi quesiti:

Dalle dichiarazione del super testimone Francesco Fonti potrebbero aprirsi nuovi scenari anche per la provincia di Massa Carrara.

Fonti sosteneva l’esistenza di un accordo fra Servizi Segreti e clan Romeo, guidato da Sebastiano e Giuseppe. Considerando che molte delle cosi dette “navi dei veleni” sono partite dai porti de La Spezia e Marina di Carrara (zona d’influenza del suddetto clan, come da informative del Nucleo Operativo dei Carabinieri) poniamo alla Procura di Massa Carrara i seguenti quesiti: I Romeo di Sarzana, menzionati nel rapporto, sono in qualche modo riconducibili

a Sebastiano e Giuseppe coinvolti nel traffico delle “navi dei veleni”? Carmelo Romeo (Presente in una informativa sull’omicidio Dazzi, vedere nostro dossier in merito è in qualche modo riconducibile a Antonio Romeo (residente a Sarzana), indagato nell’operazione Maglio III Liguria? (sono fratelli N.da). Francesco Fonti nelle sue dichiarazioni prosegue con un collegamento fra il clan Romeo e quello dei Muto, quest’ultimi esecutori materiali di molti affondamenti delle così dette “navi dei veleni”. Tenuto conto che nella provincia di Massa Carrara operano dei Muto nel settore trasporti (legati al marmo) e considerando che il metodo di stivaggio del materiale radioattivo nelle navi, ma non solo, prevede una schermatura di granulato di marmo, poniamo le seguenti domande alla Procura:

I Muto, presenti in zona hanno legami con il clan Muto coinvolto nei suddetti traffici?

I Muto presenti in provincia hanno legami con i Muto presenti in Emilia Romagna segnalati e “in odore di mafia”?

Ci sono relazioni e contatti fra i Muto, in provincia, e i Romeo di Sarzana?

Valutati questi presupposti è da ritenere possibile che i Romeo abbiano ottenuto una “copertura” anche per il caso Dazzi? Da chi ? Se, come sembra da alcuni passaggi, i rapporti con elementi dei Servizi Segreti deviati erano consolidati, potrebbero quest’ultimi aver influenzato le indagini al punto di non giungere alla verità? Il clan Romeo non doveva dunque essere coinvolto nel caso Dazzi, in quanto parte essenziale nel traffico dei rifiuti con le “navi dei veleni”?

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