ANIMOSI: RETROMARCIA BERNARDINI, I PROBLEMI SONO I COSTI?

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Per Google, il Teatro Animosi risulta "chiuso definitivamente"
Per Google, il Teatro Animosi risulta “chiuso definitivamente”

Continua a regnare la più totale confusione in merito alle responsabilità circa il ritardo dei lavori al Teatro Animosi di Carrara che – come appreso pochi giorni fa – farà slittare l’inaugurazione del nuovo edificio di almeno altri quattro mesi.

Stando alle dichiarazioni rilasciate il 2 febbraio dall’Assessore alla Cultura Giovanna Bernardini, la data prevista per il 18 marzo 2016 non verrà rispettata vista la “enorme mole di divieti e prescrizioni previste dai Vigili del Fuoco” (modifiche statiche, sismiche, sicurezza, antincendio, ndr), senza considerare il fatto che di fronte a una struttura storica come quella degli Animosi era normale aspettarsi “sorprese e imprevisti incalcolabili”.

Tradotto: è tutto normale se un progetto, dato per concluso in 18 mesi e costato complessivamente un milione e mezzo di euro, veda la fine dei suoi lavori “ancora da stabilire” dopo 5 anni e un budget dei costi lievitato fino a TRE milioni di euro.

Però, e questo è un dato di fatto, “avremo un Teatro più bello e più sicuro”. Ma guarda un pò.

L'assessore alla cultura Giovanna Bernardini
L’assessore alla cultura Giovanna Bernardini

Meno normale – ai fini di comprendere al meglio la situazione circa il Teatro Animosi e la sua ristrutturazione – è la marcia indietro, sempre operata dall’assessore alla Cultura di Carrara e letta il 3 febbraio scorso, con la Bernardini impegnata a “raddrizzare il tiro” verso gli interventi di competenza dei Vigili del Fuoco e a relegare il problema altrove: “I Vigili del Fuoco hanno agito secondo la legge, indicando correttamente tutte le inadempienze”. Ringraziamenti e cerimoniale di rito, con il nocciolo della questione indicato nella mancanza dei fondi necessari per sopperire all’aumento dei nuovi costi, aumentati esponenzialmente.

E pasticcio fu. Stando a queste precisazioni, si sarebbe rimasti nuovamente a secco di denari, e se da una parte ci si affretta a dire che gli allarmismi sono del tutto ingiustificati, dall’altra non si può non notare come molto si sappia delle problematiche evidenziate negli anni passati, mentre ben poco si conosce sulle reali condizioni in cui versa il Teatro oggi.

Ancora una volta, dunque, occorre fare e ancora di più chiedere chiarezza:

Punto Interrogativo– Quali sono nello specifico gli interventi e i costi che hanno reso inevitabile lo slittamento della riapertura del Teatro?

– È lecito , dopo la serie infinita di proclami e smentite, aspettarsi che la città possa riappropriarsi di un patrimonio come quello entro il mese di luglio?

– A che punto e in quale direzione si sta andando nell’assegnazione dell’appalto per l’allestimento degli interni (separato dal resto dei lavori)?

– Quanto potrà incidere in un eventuale ritardo?

"Il teatro non è merce da propaganda"
“Il teatro non è merce da propaganda”

Questo e molto altro ci attenderemmo da chi, all’interno dell’Amministrazione Comunale, fa a gara per stabilire un traguardo o un “traguardino” salvo poi rinviare puntualmente la questione, svalutando in un colpo solo un edificio del livello degli Animosi nonché lo slancio culturale e artistico a esso collegato.

Una dura richiesta di chiarezza che l’Assemblea Permanente pretende da chi – nostro malgrado – si trova a gestire quotidianamente la vicenda Animosi che, è bene ricordare, “non è merce da propaganda”.

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