SIGILLI AGLI ANIMOSI: AVVISO DI GARANZIA PER ZUBBANI

Il Sindaco di Carrara dovrà rispondere di "apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento". Nel frattempo la scenografia de "Il Prezzo" è ancora nel Teatro sotto sequestro.

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Si apprende da “La Gazzetta di Massa e Carrara” che il sindaco Angelo Zubbani sia stato raggiunto da un avviso di garanzia sulla vicenda dei sigilli al Teatro Animosi.

Nella fattispecie, vi è l’ipotesi che abbia violato l’articolo 681 del Codice Penale. Questo articolo dice: “Chiunque apre o tiene aperti luoghi di pubblico spettacolo, trattenimento o ritrovo, senza avere osservato le prescrizioni dell’Autorità a tutela della incolumità pubblica, è punito con l’arresto fino a 6 mesi e con l’ammenda non inferiore a 103 euro“.

Cosa significa tutto questo? Semplice: sembrerebbe che Zubbani abbia aperto il Teatro senza le dovute autorizzazioni. Il Sindaco infatti spiega che “come noto il Teatro Animosi non è ancora incondizionatamente aperto: solo con provvedimenti ad hoc ho ritenuto, sorretto dal parere delle strutture tecniche del Comune, di poterlo utilizzare per gli appuntamenti dell’ultima stagione teatrale”.

Ma il teatro non era a norma?
Eppure le dichiarazioni del Sindaco e dell’assessora alla cultura Giovanna Bernardini in risposta alla nostra denuncia erano di tutt’altro avviso.

«IL TEATRO Animosi è a norma e sicuro».

Giovanna Bernardini, assessora alla cultura

«Non c è una sola cosa di vero su quello che leggo. Tutte le parti del teatro sono state oggetto di lavori finiti e collaudati e con le dovute certificazioni. Nei prossimi giorni ci sarà la verifica della Scia da parte della commissione competente ed è solo per questo che, come in altri casi, ho utilizzato l’ordinanza in deroga giustificata dalla documentazione tecnica agli atti. Il ridotto è perfettamente agibile e fruibile e manca solo un regolamento di utilizzo con le tariffe che gli uffici stanno redigendo».

Angelo Zubbani, Sindaco di Carrara

Queste dichiarazioni sono pubbliche e sono apparse su La Nazione del 18 marzo 2017.

Perché costoro hanno mentito alla cittadinanza? Era così importante aprire prima di avere ogni certificazione, collaudo e permesso di sorta, e rischiare così dei guai con la legge? Oppure si confidava negli eventuali tempi lunghi che solitamente contraddistinguono la pubblica amministrazione, così da lasciare la patata bollente al prossimo Sindaco?

Zubbani inoltre aggiunge che tutto questo “è stato fatto adottando tutte le cautele del caso e potendo essere certi di operare in piena sicurezza”.
Il che, ripensando agli eventi nefasti che si sono succeduti sotto la sua legislatura e al suo “non sentirsi responsabile”… È tutto un dire.

Lo smacco finale, tanto per gradire, è per ribadire l’ormai ovvio: “L’ultimo spettacolo della stagione teatrale, nell’esecutività del sequestro giudiziale, non si terrà al Teatro Animosi”.
Dunque Il prezzo di Umberto Orsini, in programma dal 17 al 19 aprile si terrà forse al Teatro Guglielmi di Massa martedì 18 e mercoledì 19.
Il “forse” è presto spiegato: l’intera scenografia è attualmente all’interno degli Animosi sotto sigilli, e il camion adibito al suo trasporto staziona in corso Rosselli da ieri mattina.
Contando che siamo in piena festività pasquale, mancano 72 ore all’inizio della rappresentazione.

E in queste ore – nell’ordine – la compagnia si troverà costretta a:

  • attendere la rottura dei sigilli da parte dei pubblici ufficiali preposti;
  • riappropriarsi della scenografia e caricarla nel proprio camion;
  • trasportarla a Massa e predisporla all’interno del Teatro Guglielmi.

L’aver voluto sfruttare il Teatro degli Animosi come merce da propaganda elettorale rischia di diventare, per Zubbani e i suoi sodali, un vero e proprio boomerang.

E alla cittadinanza non resta che il danno, la beffa… E la figuraccia.

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