REGINA ELENA, IL “CAMBIAMENTO” PUÒ ATTENDERE?

USI Enti Locali accusa l'amministrazione grillina di proseguire nel solco della vecchia giunta Zubbani, in primis mantenendo il costoso e fallimentare direttore Biselli. Ma per PD e sodali c'è ben poco da accusare: sono stati loro gli artefici di questo disastro, col placet dei sindacati confederali.

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Qualche mese è passato, e qualche somma si può comunque tirare.
Il nuovo CDA della casa di riposo (azienda speciale, ndr) “Regina Elena” di Carrara insediatosi di pari passo con la nuova giunta De Pasquale, si è ritrovato nell’ardua impresa di tenere a galla una struttura sì valida ma con i conti in profondo rosso. E il tutto per la scellerata gestione del direttore Ermanno Biselli (del quale abbiamo parlato qui, qui e qui, ndr) e dei vari sodali inseriti a suo tempo all’interno della struttura, in perfetto clientelismo-style.
Ci si aspettava un cambio di passo. Ci si aspettava – almeno qua – un repulisti generale.
E invece? Leggete.

USI enti locali Comunicato Stampa
Basta strumentalizzare la casa di riposo regina Elena.

La casa di riposo è una questione molto importante, per cui va affrontata seriamente. Una questione tutta umana, profondamente e beneficamente sentimentale.
Si tratta di persone che vivono il momento più delicato e bisognoso dell esistenza, assistite da altre persone impegnate in una dura opera per offrire dignità, rispetto e benefica umanità.

Questo principio deve essere ben chiaro a chi governa e all opposizione.

Oggi, si presenta un quadro svilente, da una parte l’irritante atonia della nuova amministrazione che non da seguito alle intenzioni, dall’altra si passa da blog zeppi di irrispettoso sarcasmo e puerile ironia, a richieste tragicomiche provenienti direttamente da palazzo rosso. Immobilismo, o quasi, nel piccolo firmamento a 5 stelle, a cui si contrappone un dissennato sproloquio dell’impasto rosso sbiadito, unica e sola causa del disastro regina Elena.

Ci sembra troppo.

Chi ha veramente voce in capitolo sulla questione sono: il personale, principalmente all’assistenza di base, ma soprattutto chi si riconosce in questo sindacato.

Perché questo sindacato?

Perché USI enti locali, in tempi non sospetti, dichiarò pubblicamente che la trasformazione dell’Istituzione in Azienda speciale sarebbe stata una catastrofe. Con precisione e regolarità denunciammo che l operazione di ingegneria capitalistica non avrebbe -assolutamente- giovato al bene comune, ma piuttosto a un bene privato. Fummo gli unici (assieme al M5S che votò contro la trasformazione) a mettere ripetutamente in guardia, politici e opinione pubblica sui gravi rischi.
Siamo stati coerenti e lo siamo tuttora, quindi siamo credibili. Per questo semplice fatto: abbiamo ragione da vendere e voce in capitolo.

Ermanno Biselli, direttore del “Regina Elena”

Non vogliamo equiparare la vecchia amministrazione alla nuova, vogliamo affermare con forza che la nuova amministrazione -nei fatti- mantiene e foraggia lo status quo precedente. Non è più ammissibile e -eticamente- contrario ai principi del M5S continuare a pagare 90.000 euro per un direttore che ha portato 240.000 euro di deficit e con un altro incarico in quel di Massa.

Abbiate pazienza: trattasi di continuità col passato cari amici grillini.

Non è più ammissibile continuare ad elargire “gratuitamente” posizioni organizzative e premi di risultato a collaboratori/trici amministrativi/e, frutto di passate e gentili concessioni della vecchia casta. Collaboratori/trici, insigniti di incarichi non proprio legittimi e con poteri che penalizzano non soltanto il personale, ma anche soprattutto i residenti. Trattasi di vecchie logiche del “do ut des” tanto disprezzate e invise dal movimento a 5 stelle. Non è più ammissibile procrastinare le sacrosante assunzioni di tutti e due gli infermieri in graduatoria, che fra l altro ricoprono due posti vacanti, inspiegabile e inaccettabile questo logorante allungamento dei tempi.

Non è più tollerabile vedere le opposizioni blaterare sul regina Elena.

È bene ricordare alla vecchia maggioranza che lo scrivente, in un disperato e accorato tentativo in Consiglio comunale, tentò di impedire la trasformazione, ma fu completamente ignorato. Non vogliamo tralasciare un piccolo ma significativo particolare nell l’operazione di “distruzione regina Elena”, ovvero la complicità dei sindacati confederali. Costoro rivestirono un ruolo fondamentale, sostenendo -con forza- l’ipotesi della trasformazione, allineandosi alla vecchia amministrazione comunale e ancor più a quella del regina Elena: chapeau. Tutti assieme, appassionatamente, s’impegnarono a confezionare un danno enorme per la collettività: non ci stiamo inventando niente, sono i fatti a dimostrarlo.

Quindi, rappresentanti della vecchia amministrazione: abbiate la decenza di tacere evitando sordide strumentalizzazioni politico/elettorali su persone anziane.

Concludendo: USI enti locali non è più disposta ad attendere oltre.
Invitiamo la nuova amministrazione a essere concretamente coerente con le intenzioni, in funzione e per il bene dei nostri anziani. Se così non fosse -nell’immediato-, per il bene comune di chi vive e opera nella struttura e non per meschini interessi privati, questo sindacato ricorrerà a tutte le forme di lotta possibili, se necessario anche estreme.

Per USI enti locali
Gianni Marchi

Paura di cause civili? Timore di non trovare altre figure con gli stessi titoli a sostituire questi lacché conclamati della vecchia politica che ha ridotto così la città di Carrara?
In tutta onestà, non si comprende affatto questo atteggiamento prudenziale nei confronti di certi personaggi.

Ed il messaggio che la cittadinanza recepisce, non è certamente confortante.

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