Carrione, c’è un terzo filone di indagini

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ruspa carrioneCarrione choc: potrebbe esserci un nuovo filone di indagini, il terzo, che riguarderebbe da vicino altri tratti di fiume. Pezzi di argine, è bene precisarlo, diversi da quelli già finiti nei fascicoli della Procura relativamente al crollo avvenuto a Nazzano (nel 2012) e, da quello che si è sbriciolato il 5 novembre scorso, in via Argine destro, mandando mezza Marina sott’acqua.

Insomma, il lavoro della Procura prosegue a 360 gradi e, dal poco che trapela, proprio attraverso gli accertamenti dei vigili del fuoco, sarebbero emerse altre presunte irregolarità nei lavori che hanno riguardato tutto l’asse del Carrione. Tanto che ci sarebbe già un fascicolo nuovo bello e pronto (il titolare dell’indagine al momento è il procuratore capo Aldo Giubilaro) che riguarda sempre gli argini del fiume. E che potrebbe, ben presto, iscrivere nuovi nomi nel registro degli indagati.

Insomma una situazione complessa che sembra destinata a complicarsi anche per quel che riguarda gli eventi temporalmente più lontani. Stiamo parlando del crollo avvenuto, a Nazzano, nel 2012: per questa indagine (per la quale ad oggi è iscritto nel registro degli indagati l’ingegnere fiorentino David Settesoldi) la procura ha già provveduto a chiedere un’integrazione della consulenza. In sostanza vuole approfondire gli accertamenti già affettuati anche in relazione a quanto poi avvenuto il 5 novembre scorso. Ma in un’indagine assestante che riguarda un lotto particolare dei lavori lungo il fiume.

Due filoni di indagine che presto potrebbero diventare tre. E una relazione, quella dei consulenti nominati dalla Procura per l’evento alluvionale del 5 novembre scorso, che non è ancora pronta. Tanto che le indagini potrebbero chiudersi con una o due settimane di ritardo rispetto al termine di fine gennaio che si era prefissata la Procura. Del resto, come fanno notare proprio dalle stanze della Procura della Repubblica, «Qui non si tratta di fare gli scatti alla Mennea ma di esaminare, con scrupolosità tutto il materiale a disposizione prima di poter trarre delle conclusioni e, soprattutto, accertare delle ipotesi di reato». Insomma una situazione complessa e un osservato che resta “speciale”, il fiume Carrione.

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