A Carrara la statua del Grande Fangaiol, per non dimenticare l’alluvione.

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fangaiol 02CARRARA. Che via Santa Maria “riviva”, nonostante le decine di cartelli “vendesi” affissi alle porte dei fondi storici, da qualche tempo non fa più notizia. Sì, perché solo grazie all’impegno degli abitanti del centro storico e degli artisti, questo meraviglioso angolo di città riesce ancora ad animarsi. L’occasione questa volta è stata l’inaugurazione della mostra delle opere prodotte durante il “II Simposio Internazionale di Scultura a mano” svoltosi in Piazza del Duomo l’estate scorsa, promosso dagli “Artisti del Borgo” e dalla “Galleria del Duomo che ieri, appunto, ha ospitato la mostra (visitabile venerdì, sabato e domenica dalle 17 alle 20, fino all’11 Gennaio). Contemporaneamente inoltre, in un fondo poco distante, il grande “Fangaiol” faceva bella mostra di sé, testimonianza viva di ciò che accadde in città nel mese di novembre: quell’alluvione che, portandosi via l’argine del fiume Carrione ad Avenza, portò alla luce anche le carenze di un amministrazione scellerata del del territorio. Realizzato sulla falsa riga del celebre Buscaiol, commissionato nel 1980 dai lavoratori portuali di Marina di Carrara, a sottolineare la fatica orgogliosa del portuale oppresso dalla lastra di marmo che grava sulla sua schiene, esattamente come il Fangaiol, col suo canotto sulle spalle, allude, come scrive la curatrice Maila Buglioni, “rinascere dal fango, rialzarsi dopo essere stato schiacciato dall’incuria e dalla speculazione”. L’immagine di un Italia che cade a pezzi poi, viene rinforzata dal titolo, maccheronico e ironico, “Meid in Itali”; un invito a domandarsi cosa sia rimasto di questo marchio tanto decantato ma in realtà sopraffatto dalle produzioni estere low-cost e dalla mancata tutela dell’artigianato. Le medesime riflessioni cui portano gli scatti di Matteo Dentoni: un reportage effettuato durante l’emergenza e volto a carpire le note dolenti di chi ha vissuto il tragico avvenimento senza però abbandonare la speranza di un futuro migliore. Oltre al grande Fangaiol, esposte sono anche sue piccole riproduzioni, pensate come “souvenir”, il cui ricavato servirà al Collettivo artistico Reflex a finanziare altre iniziative; in vendita poi sono anche le opere in mostra alla Galleria del Duomo, il ricavato delle eventuali vendite invece sarà devoluto al gruppo “Per tornare liberi”, costituitosi per far fronte ai danni provocati a cittadini e scuole dall’alluvione. “Come all’indomani della manifestazione romana cogliemmo l’attimo dei ragazzi picchiato dalla polizia”, afferma dal Collettivo Reflex Robo, “questa volta abbiamo voluto fermare gli attimi tragici che coinvolsero la città: con la tecnica del calco dal vero possiamo, oltre che offrire quell’iperrealismo che ben si adatta alla narrazione diavvenimenti come questi, creare in pochi giorni un messaggio forte”. E sembra che la città e non solo, apprezzi la nascita e la generosità di questo gruppo: il fondo in cui è esposto Il Fangaiol è stato infatti offerto gratuitamente dal proprietario del negozio di calzature “Proposta”, mentre da Roma è giunto un’invito per esporre le opere prodotte da “Reflex” l’estate prossima.

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