Carrara che resiste (comunicato politico in risposta alle minacce di sgombero)

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assemblea73 giorni dallo scorso 8 Novembre.

3 giorni dopo l’alluvione di Marina di Carrara 3mila cittadini assediano Palazzo Civico per chiedere le dimissioni del Sindaco. La frase infelice che vogliamo ricordare:
“Sindaco e giunta non si sentono responsabili dell’accaduto”.

Queste le parole che portarono alla presa della Sala della Resistenza e al Presidio Permanente in difesa della città. Questi i fatti che hanno scatenato la protesta dopo venti lunghi anni di silenzio: quel silenzio, e quella memoria corta che permettono oggi alla coalizione di maggioranza di firmare un documento dove si chiede che “si torni alla normalità” e dove si dà mandato al Sindaco di “sgomberare i cittadini” dalla Sala della Resistenza “perché sia restituita alla cittadinanza”.
Ci domandiamo se le parole valgono ancora qualcosa: si sgomberano i cittadini per ridare la sala ai cittadini?


Ci domandiamo cosa si intenda con normalità. Trovate normale che la città sia muta di fronte allo scempio che si è perpetrato negli anni? Trovate democraticamente accettabile che la città non insorga di fronte alla quarta alluvione?

Non elenchiamo nuovamente tutte le metastasi generate dal cancro che voi avete rappresentato per questa citta, ma normalità non è il nome giusto per ciò che avete prodotto.

Prendiamo atto della mancanza di rispetto che di nuovo vi consente di negare dignità politica al dissenso, declassandolo a problema di ordine pubblico e tornando a parlare di sgombero.
L’amministrazione confonde la politica con le logiche di partito alle quali è legata come con un insano cordone ombelicale che ne nutre le tasche e ne inaridisce le coscienze!

Prendiamo atto che l’amministrazione si arma di strumenti militari mentre in quella sala lo scorso 18 gennaio i cittadini –insieme all’ex Prima Cittadina E. Fazzi Contigli- discutevano di uno spaccato della storia politica di Carrara che 20 anni fa diede alla luce l’unico Regolamento degli Agri Marmiferi mai prodotto.
A chi manca contenuto politico?

Ci chiediamo: siete coscienti e convinti di voler risolvere lo scontro politico con qualche poliziotto che trascina madri di famiglia lungo le scale di Piazza 2 Giugno? E poi? Continuerete a chiamarvi democratici?
Ci chiediamo se questa è l’unica risposta che sapete dare in coda al “non siamo responsabili” e al “vi diamo un appartamento se ve ne andate da palazzo civico”.

Ci chiediamo se ancora il consigliere Scattina correrà a dissociarsi sui social media dalle richieste di sgombero senza però avere
il coraggio di votare la sfiducia alla maggioranza di cui fa parte. Ci chiediamo quanto ancora sarà lungo il silenzio di Rifondazione Comunista su questa vicenda. Ci chiediamo per quanto tempo ancora i partiti vorranno ignorare il più importante dei dati elettorali: quel 40% di astensione che decreta la fine della loro capacità rappresentativa.
Ci chiediamo allora quanto durerà l’emergenza? Definite i tempi necessari di quanto deve essere ancora fatto per ristabilire la sicurezza e poi siate voi a dare il buon esempio levando il disturbo.

Detto questo rinnoviamo l’invito a tutti i cittadini a portare la loro voce in Assemblea e ricordiamo che la sala di Rappresentanza è disponibile e aperta H24 con 3 occasioni a settimana per discutere delle sorti della nostra città e altre occasioni di formazione con personalità, associazioni, esperti e appassionati.

Nella Sala della Resistenza da 73 giorni, i cittadini di Carrara resistono.