Basta sperpero di enormi somme dei cittadini.

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bandabassottiComunicato protocollato oggi in Comune. 
Domani verrà notificato alla Provincia e al Comune di Massa.

Ai Soci pubblici di A.RE.A. SpA:

– Sindaco del Comune di Carrara

– Sindaco del Comune di Massa

– Presidente Provincia di Massa Carrara

p.c. Consiglieri del Comune di Carrara

PREMESSO CHE:

– A.RE.A. spa è una società mista, con soci pubblici e privati, avente capitale sociale di €6.868.918,00, così ripartito:

Parte pubblica:

-Comune di Carrara azioni per €2.477.975,08 pari al 36,075%

-Comune di Massa azioni per € 286.635,30 pari al 4,173%

-Provincia di Massa C. azioni per € 738.537,80 pari al 10,752%

Totale €3.503.148,18 pari al 51%

Parte privata:

-Porto di Carrara spa azioni per €3.365.769,82 pari al 49%

– La società A.RE.A. spa è stata costituita per la realizzazione di un interporto per l’integrazione dei vari sistemi di trasporto e intraprendere quelle iniziative riguardanti la reindustrializzazione della Provincia di Massa Carrara.

– A.RE.A. spa ha ottenuto finanziamenti a fondo perduto che hanno prima consentito di realizzare l’opera e negli esercizi successivi di assorbire perdite di gestione.

– Il compendio si compone di mq.220.000, comprendenti superfici coperte pari a mq. 40.000.

– Per la composizione del Consiglio di Amministrazione, del Collegio sindacale e per regolare alcuni aspetti dell’organizzazione della società, è stato sottoscritto patto di sindacato fra i partecipanti al capitale sociale, che inizialmente comprendeva anche la Cassa di Risparmio di Carrara, disimpegnatasi con l’avventi di CARIGE spa.

– I membri del C.d.A. e del Collegio sindacale sono rimasti da tempo in buona parte gli stessi, ora nominati dalla parte pubblica ora dalla parte privata, cosa assolutamente inusuale nel panorama politico e partitico locale.

– La Porto di Carrara spa, pur avendo indicato suoi membri nel C.d.A. di A.RE.A. spa, e avendo l’amministratore delegato nella figura del Dott. Filippo Nardi, ha ricevuto in affitto il compendio gestendolo direttamente, a condizioni di assoluto favore, incidendo nel rapporto di concorrenza con gli altri operatori del settore , fruitori dei servizi forniti in esclusiva da A.RE.A. spa.

– Il quorum per la validità delle assemblee ordinarie e straordinarie fu fissato al 75% al momento della costituzione, evidentemente per tutelare il socio privato, Porto di Carrara spa.

– Da tempo si rappresenta la necessità dei soci pubblici di cedere le proprie partecipazioni.

Tutto ciò premesso, si chiede ai rappresentanti dei soci pubblici di fornire delucidazioni circa:

1- I motivi che hanno indotto A.RE.A. spa a rinunciare alla gestione diretta dell’attività per cui era stata costituita e ad affittare il compendio alla Porto Carrara spa, creando una disparità e turbativa fra operatori dello stesso settore.

2- I numerosi dipendenti, provenienti in gran parte da Porto Carrara spa, assunti da A.RE.A. spa, considerato che la stessa doveva gestire solo un affitto.

3- Le condizioni, non solo economiche, fissate nei contratti di affitto, sottoscritti da A.RE.A. spa e Porto di Carrara spa, compreso l’ultimo rinnovo, pur in presenza di un contratto estremamente vantaggioso, che sarebbe stato stipulato di lì a poco da Porto Carrara spa con Nuovo Pignone spa. A fronte di più consistenti ricavi, sarebbe stato ben diverso il valore di avviamento e conseguentemente il valore di cessione del pacchetto azionario. L’anomala situazione accettata dai soci pubblici ha consentito al privato di realizzare, a proprie spese, la disponibilità necessaria per procedere all’acquisto dell’intero pacchetto, svalutato per i ricavi ridotti. Forse si è superato Totò.

4- Quali i motivi che hanno indotto A.RE.A. spa a non sottoscrivere direttamente il contratto con Nuovo Pignone spa, causando un milionario danno erariale alla parte pubblica.