VERBALE DI ASSEMBLEA DEL 18/11/2014

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L’assemblea inizia alle 21:24

Si apre con la visione del video della trasmissione “Piazza Pulita” del 17 Novembre 2014

Il moderatore commenta il video dicendo che quello che vedono da fuori è che le nostre differenze sono la nostra forza.

Interviene il Geologo Mauro Chessa Presidente della fondazione dei geologi della tToscana (e una associazione ambientalista) che parlerà delle Alpi Apuane, del dissesto idrogeologico e dell’escavazione selvaggia.

Si complimenta della bella cosa che stiamo facendo e dice che tornerà a casa con una grande speranza dice che gli si chiede di separare i due ruoli che ricopre e di non essere d’accordo perché non ritiene che la lotta per l’ambiente e la rappresentanza professionale non debbano stare assieme.

Non parlerà del dissesto ma della mal gestione del territorio, parlerà di cave appoggiandosi a documenti pubblici. Se succedono queste cose significa che il territorio è gestito male. Le cave ci sono sempre state ma erano un’altra cosa, erano espressione di una collettività che apparteneva al territorio, espressione della volontà dei cittadini di portare avanti un’atività compatibile con il territorio.

662 ravaneti e 785 cave attive! L’impatto dell’attività estrattiva sul teritorio, si estrae 1400000 t/a di cui 970000 blocchi l’anno, sono dati ufficiali che non tengono conto del nero e dei ravaneti.

PRAA piano regionale di azione ambientale del 2006 (oggi sostituito) dice che si produce inquinamento di acque profonde, dissesto nei ravaneti, rischio di esondazioni per l’apporto di detriti negli alvei dovuti all’attività. L’esondazione del torrente carrione del 2003 è dovuta al deposito di detrito proveniente dai ravaneti. (università di pisa)

Università di siena: i ravaneti sono la principale fonte di dissesto idrogeologico

C’è una insensibilità diffusa, si fanno strade sopra i corsi d’acqua, sono situazioni estremamente pericolose.

L’inchiesta dopo l’alluvione 2003 conclude così:

risposta affermativa alla domanda se l’attività estrattiva sia fattore determinante nell’evento alluvionale. L’indagine durò 7 anni con prima udienza 7 giorni prima che scadessero i termini di prescrizione.

Il Carrione è una canna di fucile non ha anse.

Guardate il colore dell’acqua, non si può dire che non ci sia trasporto solido: la marmettola.

E’ un problema gravissimo, il fenomeno secondo la regione, che dovrebbe essere stato eliminato da molto tempo, è invece sempre ben presente.

Uno studio del CNR dimostra che la marmettola proviene dall’attività estrattiva. Non solo marmettola, le cave sono piene di rifiuti di ogni genere, macchinari abbandonati, cavi e auto.

Il paesaggio: la Focolaccia emblema del disastro, è all’interno del parco, sopra i 1200 mslm dove insiste la tutela del codice del paesaggio.

Il Parco delle Alpi Apuane è coperto da rete di protesione speciale, fa parte della rete dei geoparchi dell’unesco.

Interrogazione presentata al ministro dell’ambiente il 25 giugno 2014, chiede che si tolgano le cave dal parco, come la Focolaccia, cave che distruggono cerchi glaciali, grotte accatastate, invadono con i detriti sorgenti, fiumi.

Nel parco delle Apuane ci sono cave che non estraggono solo prezioso marmo in blocchi ma si produce carbonato di calcio: Mi.Gra, Kerakoll…

Camera di commercio di MS rapporto di economia ottobre 2014

Dati:

attività in crescita, 5,6%

fatturato diminutio 3,5%

l’estrazione regge, ci sono sempre più attività che estraggono ma poi non viene fatta trasformazione e lavorazione locale.

Famiglia Bin Laden rileva il 50% della holding che detiene il 70% delle autorizzazioni di estrazione

Cave e legalità: il vice pres antimafia chiede un indagine sul palese sistema di illegalità legato alle cave. La tassa sui marmi è spaventosamente inferiore a quello che dovrebbe essere. Presenza palese e massiccia della mafia nelle aziende che estraggono marmo.

Alcuni lavoratori che collaborarono con gli enti di controllo hanno perso il lavoro, si lavora sotto ricatto.

Evasione di 60000000 di euro e la finanza dice che è solo la punta dell’iceberg

Il futuro:

le popolazioni locali si devono riappropriare delle cave e poi decideranno cosa farne

qualsiasi attività che ha una dimensione speculativa è contro la comunità

Il Piano Paesaggistico: quello approvato inizialmente era un buono strumento, oggi è stato tritato ma detiene ancora alcuni buoni principi

Le attività devono proseguire ma salvaguardando il paesaggio unico delle Alpi Apuane e garantendo alla popolazione di godere dei vantaggi economici e la lavorazione il loco in filiera corta.

Si sta creando confusione sulle opere di mitigazione del rischio idraulico perché fatte su eventi con tempi di ritorno di 200 anni quindi mantengono un rischio.

Antonio Musetti: ognuno ha la sua sensibilità su cave si, cave no, ma su una cosa dobbiamo essere tutti d’accordo: la legge deve essere rispettata e qui non si rispetta la legge. Si scava con autorizzazioni e invece servirebbero concessioni scitte. Ci sono cave che producono detrito che lavorano con autorizzazioni. Una cava che lavora bene fa il 20%di detrito invece alcune ne fanno il 100%

I beni estimati non esistono e ancora si ragiona di beni estimati. I ravaneti non dovrebbero esistere perché il detrito dovrebbe essere smaltito.

Inoltre se l’argine avesse retto marina sarebbe salva e avenza starebbe piangendo

Paolo: vorrei farvi riflettere sull’acqua, noi abbiamo una riserva naturale di acqua, il solco di equi e vedere una situazione come quella delle immagini precedenti dove queste sorgenti sono invase di marmettola è incredibile

Un presidiante: è possibile che i nostri amministratori non conoscessero questi dati e non avessero preso precauzioni a tempo debito? O sono ignoranti o sono collusi! Ci troviamo in una situazione molto più grave di quella della valsusa. Al momento non vediamo soluzione. Ci dovremo costituire parte civile al momento quando porteremo la giunta e il sindaco sotto processo. E’ possibile che si ricavi una cifra così ridicola come 18.000.000 di euro l’anno dalla tassa marmi? Pretendere il controllo delle pese a monte!

Mariagrazia: la produzione del carbonato di calcio è l’acceleratore dei problemi? In riferimento alla garfagnana: come qui la strada dei marmi accelera il trasporto di detrito verso l’omia in garfagnana c’è una strada che accelera il trasporto di detrito verso altre aziende. La regione può, deve, non vuole fare qualcosa a proposito?

Risponde chessa: il problema del carbonato di calcio è un problema sia per i volumi sia perché non richiede specializzazioni, chiunque può fare quel tipo di attività e secondo me dovrebbe essere abolita perché un luogo straordinario non può essere distrutto per fare il carbonato di calcio.  Un rapporto di arpat dice che lo smaltimento corretto della marmettola è un’eccezione.

Giulio: Il marmo è una risorsa finita, raggiunge un picco e poi comincia a calare, come sta accadendo per i combustibili fossili, siamo in un picco di crisi espansiva. Dobbiamo prevenire un possibile disastro perché rischiamo che le cave vengano chiuse all’improvviso e resteranno dei lavoratori senza lavoro

Nicola: l’evento che abbiamo vissuto non è un evento bicentenario, sono piogge alle quali dobbiamo pensare di assistere una due volte l’anno quindi non dobbiamo concentrarci sull’argine per questo ma effettivamente la questione dell’argine  è una questione sulla quale ci sono colpe certe.

Chessa: quando programmo un territorio non la posso fare considerando tempi di ritorno di 100-200 anni… perché quello che costruisco resta per sempre, non sparisce in 200 anni.

Guido: come c’è l’italiano onesto e quello disonesto, c’è la cava onesta e la cava disonesta, bisogna fare pagare chi sbaglia non chiudere

Il moderatore: ricentra la questione sulla legalità,

Chessa: nessuno parla di chiudere le cave perché ci sono persone che mangiano con le cave ma l’attività estrattiva così come è organizzata non può sopravvivere. Ci sono cave illegali che devono essere chiuse domani, altre che lavorano bene. Bisognerebbe fare in modo che le cave buone restino aperte e vengano sottoposte ad un sistema di riconversione.

Un Pres. La concessione è un contratto che tutela la parte pubblica, rinunciando a questo contratto il comune ha rinunciato al controllo delle cave. Descrive la concessione di cava: esempio quantità minima e quantità massima, poi c’è un metodo di escavazione. A carrara ci sono poteri che impediscono di fare le concessioni. La Procura della repubblica ha emesso 17 avvisi di garanzia per la mancanza delle Concessioni. Si potrebbe aumenta i posti di lavoro con la filiera corta e diminuire l’escavasione.

Chessa, io non sono un esperto ma il regime concessorio nel resto dell Tocana è diverso da quello che c’è qui, qui c’è un’anomalia

Tommy: secondo me non potremmo mai arrivare a questo perché i componenti della giunta hanno dei conflitti di interesse inimmaginabili, quasi tutti i componenti possiedono aziende o parti di aziende che hanno a che fare con il mondo del marmo. L’80% del marmo deve essere lavorato qui.

Due studenti dell’Accademia: parlano a nome di un piccolo gruppo di studenti, noi vorremmo fare qualcosa con voi perché ormai viviamo qui, la nostra competenza è artistica quindi volevamo fare opere di denuncia cercando di capire in che modo si potesse agire, dopo tutto di denunce ce ne sono fin troppe ma forse carrara ha bisogno di altro quindi vorremmo fare interventi artistici che facciano capire quanto l’arte possa dare all’economia e carrara potrebbe essere la città dell’arte per eccellenza perché ha le carte per esserlo. Visto che sabato c’è un corteo vorremmo arrivare a domenica con una festa, una manifestazione artistica per dare un segnale positivo di rinascita.

Si chiude il momento dedicato alla conferenza e si inizia l’assemblea.

Si richiama a dare il cambio ai ragazzi che stanno passando la notte e le giornate qui da ormai 10 giorni.

Si introduce la manifestazione di Sabato e bisogna cominciare a dare delle idee su come vogliamo sviluppare la giornata soprattutto nel momento della piazza.

Si richiama anche un a presenza per il gazebo a Marina.

Sole: se ci fosse qualcuno interessato all’aspetto creativo stiamo organizzando un gruppo di artisti per la manifestazione.

Rossella: discutiamo in assemblea dei contenuti sostanziali e poi lasciamo lavorare i gruppi di lavoro sulla forma che devono avere i contenuti.

Gianni: sulla questione dei contenuti c’è bisogno di evidenziare la solidarietà, perché nei contenuti che abbiamo steso manca. Solidarietà fra persone come noi che cercano un’alternativa che faccia si che la nostra coscienza sia più forte di quello che andiamo ad affrontare e che dovrebbe essere estesa anche alle altre popolazioni alluvionate, vogliamo le dimissioni ma anche imparare a volerci più bene fra di noi.

L’assemblea applaude.

Irene: referente per la fondazione Caponnetto. Ho una proposta da sottoporre all’assemblea: Renato Scalia, ex agente dia, si occupa di redigere i rapporti sulla presenza mafiosa in toscana nelle aziende. Da la disponibilità per essere qui con voi giovedì sera per parlare della filiera degli appalti.

Mettiamo ai voti l’assemblea approva, dopo aver chiarito l’eccezionalità della cosa, con un solo voto contrario.

Jerry: si è costituito un gruppo di solidarietà attiva. Abbiamo lavorato per smaltire quello che si era accumulato qua, siamo in tre nel gruppo e proviamo a intrecciare chi ha bisogno con chi può offrire aiuto di ogni genere.

Federica: ha saputo da una ragazza di una famiglia ucraina ospitata perché altrimenti dovrebbero stare in strada, una famiglia con due bambini, se qualcuno ha possibilità di aiutarli potrebbe essere una cosa buona. Il presidio si incarica di mettere in contatto.

Giorgio: riportiamo l’attenzione sulla manifestazione di sabato. C’è da organizzare operativamente la manifestazione.

Domani verso l’una portano i volantini e le locandine

Ci sono richieste per persone che hanno perso la macchina per la possibilità di avere per il momento degli abbonamenti dell’autobus e se possiamo… dicono che la richiesta è già pronta e viene consegnata domani mattina.

Qualcuno deve rimanere qua sabato pomeriggio… ci lasciamo i vigili?

Dopo l’assemblea si riunisce il gruppo cultura.

Si propone di non fare l’assemblea

Si propone di fare l’assemblea ma senza decisioni sostanziali

Si richiama a non andare contro alle decisioni che abbiamo già preso perché ci levano identità

Si rifà appello affinchè ci sia più presenza durante il giorno.

L’assemblea è chiusa alle ore 23:14

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