INTIMIDAZIONI E SABOTAGGI: STIAMO DANDO FASTIDIO? BENE.

Quando, nel 2014, la fondazione Caponnetto venne da Assemblea Permanente a parlare delle infiltrazioni mafiose nel nostro territorio, pochi ne tennero conto. Ed evidentemente pochi ne tengono conto anche oggi.

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Si sa: denunciare illeciti e danni per la comunità espone maggiormente a rischi, rispetto allo stare alla finestra… O al fregarsene. Assemblea Permanente lo sa, e pure il GRuppo di Intervento Giuridico (o GRIG, ndr). Entrambe perseguono l’attività di denuncia su quanto di illecito avviene nelle nostre cave. Specialmente per ciò che riguarda quelle ai piedi del Monte Sagro. Quindi non deve stupire se oggi ci troviamo a raccontare quanto accaduto a Sandro, membro di Assemblea Permanente e del GRIG. Sandro conosce bene il territorio e quando lo racconta, lo fa senza peli sulla lingua. E ciò che racconta dà fastidio perché si parla di interessi privati, di cricche, di soldi. Di operazioni sulle quali i diretti interessati fanno solitamente pervenire risposte tipo “fatti i cazzi tuoi”.
Ma a Sandro, questa gentaglia non fa paura. Teme solo che nel futuro i suoi figli (e nipoti) si trovino ancora a vivere in questo limbo feudale. Che ingrassa pochi e scontenta tanti, in barba alle leggi e all’ambiente.
Ma d’altronde, Assemblea Permanente è nata – e vive – per questo.

“Tanti corifei, tanti sussulti”, soleva dire l’ex procuratore Lama,
ma nulla più.

Certo, avere a che fare con il carrarino medio è dura.
“See e mò a Carrara c’è la mafia?”.
Certo che c’è. E se non ve ne siete accorti, o siete omertosi o siete stolti.
Per un ex assessore che “ti manda Tizio a spezzarti le ossa” c’è un ex consigliere che si vanta “di aver lasciato a piedi Caio il camorrista all’autogrill”. Senza contare un ex city manager che mette le mani al collo a un cittadino davanti a tutti, come a sentirsi sopra la Legge. A Carrara abbiamo l’imbarazzo della scelta, e comunque ricordiamoci di cosa successe al povero ingegner Dazzi.

A Carrara c’è la mafia e c’è di conseguenza l’omertà. “Tanti corifei, tanti sussulti”, soleva dire l’ex procuratore Lama, ma nulla più. Tutte le indagini che potrebbero partire si fermano perché al momento buono chi deve parlare tace. Ma perché tutto questo? Perlopiù per paura. Più o meno caratterizzata, ma pur sempre paura.
D’altronde certa gente è meglio averla amica, piuttosto che nemica.

E per chi non vuole tacere? Il solito marcio sistema collaudato. Si inizia col minare psicologicamente, e va bene tutto. Dal vigile “indirizzato” che prende di mira “certe” automobili al burocrate (sempre indirizzato) che ti mette sopra la testa persone con forti problemi sociali “per non farti più dormire la notte, così la smetti di rompere”.
Poi si passa alle telefonate, rigorosamente anonime, rigorosamente di notte. Certo, rispetto a qualche anno fa la tecnologia è parecchio cambiata: scovare questa feccia è molto più semplice. Qualche coglione non lo sa e persevera, ma è appunto un coglione.

Alberto Putamorsi, presidente del parco delle Alpi Apuane

Poi si passa alle denunce: anche Assemblea Permanente è stata denunciata nientepopodimeno che dal presidente del Parco delle Apuane Alberto Putamorsi. Motivo? Dati alla mano, ci si è domandati se l’ometto in questione fosse colluso con questa evidente “associazione a delinquere” che agisce in totale libertà nell’estrazione selvaggia ai piedi del Sagro. Poi ci sono state altre querele, ma la pochezza di chi le ha fatte non merita la benché minima pubblicità. Tutte azioni atte, comunque, a “complicare la vita” a chi svolge queste vere e proprie indagini. Forze dell’ordine comprese, sia chiaro.

E poi si passa agli atti intimidatori, che possono essere più o meno subdoli. E per atti intimidatori si intendono azioni atte a ledere beni, senza curarsi delle conseguenze per le persone. I vigliacchi, si sa, son vigliacchi.

Un bullone strappato, gli altri cinque spariti.
Tolti o quantomeno svitati: i bulloni delle ruote non si allentano da soli,
e sicuramente non 5 su 6.

Dunque non c’è da stupirsi se a Sandro, qualche giorno fa, una ruota del suo pickup ha iniziato a fare rumore. Un rumore strano, di quelli che non senti spesso. Qualche km di Foce, un pò di Aurelia e d’improvviso la ruota che saltella silenziosamente sulla carreggiata. Il caso vuole che il rumore del pickup, strusciando per terra, abbia messo in allarme alcune signore che si trovano nella traiettoria della ruota. Si sono scansate, e si è evitata una strage.
Sandro scende, si sincera che le donne stiano bene, e poi guarda la ruota e il mozzo.
Un bullone strappato, gli altri cinque spariti. Tolti o quantomeno svitati: i bulloni delle ruote non si allentano da soli, e sicuramente non 5 su 6.
Dunque questa gente ha paura. E ciò che resta loro è agire vigliaccamente. Chissenefrega se, nel colpire chi vogliono, ci vada di mezzo gente che non c’entra nulla.
E come volete chiamare tutto questo? Esatto, MAFIA. Perché va chiamata col giusto nome, non si può più fare finta di nulla.

Se vedi qualcosa che non va, denuncialo. Non girarti dall’altra parte. Sennò non sei come quelle persone marce dentro… Sei peggio.

I membri di Assemblea Permanente, del GRIG e di altri gruppi hanno anteposto il bene comune alla propria vita, alle proprie amicizie, alla propria sicurezza. Ma affinché tutto questo non vada nel dimenticatoio, è fondamentale che la cittadinanza sia cosciente di quanto accade e cominci veramente a ribellarsi. E per farlo non serve essere dei cuor di leone.
Se vedi qualcosa che non va, denuncialo. Non girarti dall’altra parte. Sennò non sei come quelle persone marce dentro… Sei peggio.

Perché la legalità è prioritaria: senza alcun segnale in tal senso dalle istituzioni, la mafia a Carrara si sente intoccabile. E libera di svitare bulloni alle ruote, o peggio.

Tutto questo non deve fare paura, perché è il segnale inequivocabile che questo percorso di denuncia È GIUSTO. Ed è fondamentale che l’Amministrazione Comunale prenda coscienza di quanto sta avvenendo.
Farlo è semplice: faccia rispettare la legalità, mettendo da parte il concetto di “priorità” che di fronte ad eventuali vittime innocenti… Lascia anche il tempo che trova. Perché la legalità è prioritaria: senza alcun segnale in tal senso dalle istituzioni, la mafia a Carrara si sente intoccabile. E libera di svitare bulloni alle ruote, o peggio.

Se di fronte ai dati forniti in questi anni, alle denunce che hanno consentito di chiudere cave che operavano nella più totale illegalità, l’Amministrazione pensa unicamente a risanare i conti in rosso senza agire nei confronti di chi ha contribuito a questo deficit… È chiaro che per chi combatte ogni giorno questo malaffare, sarà dura.
Resta comunque la soddisfazione di aver rotto tanti giochini, di aver fatto saltare affari loschi da centinaia di migliaia (se non milioni) di euro.
Il tutto soltanto parlandone, senza girarsi dall’altra parte.
E non è mica finita, anzi.

#noncifatepaura… Anche perché abbiamo appena cominciato.

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