Diritto alla salute, l’Assemblea Permanente esprime solidarietà e partecipazione al Coordinamento Toscano per il Diritto alla Salute.

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L’Assemblea Permanente offre piena solidarietà al Coordinamento Toscano per il Diritto alla Salute.
La salute pubblica rimane uno dei diritti fondamentali dell’essere umano e, in quanto tale, deve essere pienamente tutelata!
Con l’approvazione del PSSIR (Piano Sanitario e Sociale Integrato Regionale), si attua quella mala-politica che conduce a enormi tagli lineari: riduzione di posti letto negli ospedali; piccoli ospedali che vengono chiusi o ridimensionati; tagli dei servizi in appalto (pulizie, ristorazione, servizi del territorio); blocco del turn over del personale sanitario (con blocco dei salari degli stessi) al quale viene richiesta maggior flessibilità di fronte all’aumento esponenziale del carico lavorativo.
Allo stesso tempo la regione toscana sta garantendo enormi profitti a grandi imprese di costruzione attraverso la realizzazione dei nuovi ospedali con il sistema del Project financing: il debito contratto verso i costruttori verrà pagato per 20 anni tramite la cessione in appalto dei servizi non sanitari, senza vincoli di mercato. E inoltre, seguendo le direttive del governo, decide la riduzione delle ASL dalle 16 attuali a sole 3, con maggiore mobilità e carico di lavoro per gli operatori, nonché maggiori spostamenti e meno servizi per i cittadini.
Si continua con la revisione e l’aumento dei ticket, che talvolta nel pubblico sono superiori al costo di una prestazione nel privato, il quale offre però luoghi più vicini al domicilio e tempi di attesa nettamente inferiori. Ciò contribisce al dirottamento delle persone e delle risorse verso il privato, mettendo a serio rischio la sostenibilità del Sistema Sanitario pubblico.
La disposizione “la prestazione si paga prima” porta i cittadini in difficoltà a rinunciarvi. Ai lavoratori viene imposto di agire secondo le regole dettate dalle aziende sanitarie, che mettono la logica del profitto davanti alla cura e all’assistenza universale ai cittadini, “obbligando” medici e infermieri a rifiutare l’erogazione di qualsiasi prestazione se l’utente non ha versato il ticket. Così facendo, la deontologia di medici, infermieri e altri operatori sanitari viene subordinata ad aspetti meramente amministrativi.
Senza dimenticare che i cittadini continuano a pagare il buco ASL di Massa con la riduzione dei servizi e continue trattenute in busta paga.
Tutto questo, pensiamo ad esempio alle difficoltà che si verrebbero a creare nei territori disagiati (come quelli montani o insulari), lede uno dei diritti fondamentali dell’uomo e non è accettabile.