Boggi, dalle stelle alle stalle

Dai marble selfie spocchiosi al salotto televisivo: il passo è stato forse troppo breve

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Prendendo le distanze da certi atti vandalici, che non hanno mai fatto parte della natura di Assemblea Permanente e mai lo saranno, poniamo delle riflessioni su quanto accaduto al consigliere comunale Boggi.

Cittadini liberi che protestano nelle sedi opportune e stilano denunce precise, affrontando a testa alta i prenditori di turno, non hanno certo bisogno di abbassarsi a fare delle inutili scritte sui muri, che siano esse autocelebrative o intimidatorie.

Pur di passare da “vittima” dopo essere stato tacciato dal web e dall’opinione pubblica di essere un ostentatore di fortuna, Lucio Boggi non poteva mancare l’assist perfetto per denigrare ambientalisti e oppositori, identificandoli neanche troppo velatamente, come gli autori del gesto.

Guarda caso gli stessi che da anni denunciano illeciti ambientali comprovati e gravi comportamenti malavitosi, e che proprio pochi giorni fa sono tornati a porre l’accento con il flash mob ai piedi del monte Sagro.

Nell’attesa che le indagini sull’accaduto, da parte della polizia, diano dei risvolti, ci appelliamo alle autorità competenti, affinche le indagini già avviate anche nei confronti dello stesso consigliere Boggi, circa la gestione della cava in cui continua ad operare, viaggino necessariamente di pari passo.

 

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