Verbale di Assemblea del 27/11/2014

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L’assemblea inizia alle ore 21:25

Modera Antonio

Si inizia con la lettura della terza stesura dell’intervento in comune di domani.

Sono presenti diversi ospiti.

Per primo interviene Michele che parla dell’esperienza del Cardoso

A Cardoso è successo un episodio più grave, ma c’è una differenza fra quello che è accaduto qui e quello che succedeva a Cardoso. E’ stata una tragedia della povertà sulla povertà. Detto questo, dopo i nuovi lavori, sono avvenuti altri eventi piovosi che non hanno causato danni. E’ stato un evento che ha portato alla ricostruzione del territorio, dei rapporti sociali, del tessuto sociale. Abbiamo fatto subito un comitato, spontaneo. Il comitato ha iniziato ad organizzarsi per correre in aiuto dei soccorsi. La gente faceva segnalazioni spontanee e diceva ai vvf dove e come agire. Le persone si sono guardate negli occhi e hanno deciso di non farsi fregare. Il comitato rappresentava veramente tutti, c’è stato qualcuno che ci ha provato a fare il “furbo” ma è stato allontanato. Avevamo legali, geometri, ingegneri, hanno prestato opera gratis per monitorare i bandi, le gare, per vedere e controllare la qualità dei lavori. I più grandi appalti sono stati assegnati per l’eliminazione dei detriti. Venivano dati come materiale da costruzione. Dopo l’emergenza i rapporti fra le persone erano cambiati, in meglio. In Giappone un ideogramma significa problema, significa anche occasione. Si sono moltiplicate le attività collettive, si sta facendo del gran lavoro per ripopolare le montagne. Se ci fosse stato qualcuno che avesse fatto quello che è stato fatto qui, noi saremmo riusciti a farlo incriminare, perché avevamo a disposizione i professionisti. Allora io vi invito a creare un comitato nazionale, perché tutta l’Italia è un disastro dal punto di vista ambientale.

SIRO: durante le giornate immediatamente successive all’emergenza ci sono stati da voi appalti aperti per somma urgenza? Perché qui siamo già a 3.

Michele: no. Noi avevamo un disastro talmente imponente che le prime azioni, per diversi giorni, furono solo azioni di soccorso. Abbiamo avuto “culo”! Quando sono arrivati gli appalti noi eravamo già organizzati come comitato.

U.P. costituirsi comitato secondo lei è un vantaggio dal punto di vista della posizione legale?

Michele: si perché può essere riconosciuto come persona giuridica. Può fare accesso agli atti come un ente giuridico. E’ fondamentale. Dovete avere una veste giuridica. Potete esaminare discutere e fare esposti, per esempio, su tutti gli appalti di somma urgenza.

Nicola: quello che molti di noi ritengono importante è di essere dei semplici cittadini. Forse qua verrebe visto con poca fiducia.

Michele: il comitato deve essere un tramite, non un’autorità.

U.P. c’è un limite ad un numero di persone?

Michele: no, non credo. Vi servirebbe un notaio amico oppure minacciabile.

Alberto: qual è stata la cosa più difficile che avete dovuto affrontare

Michele: la timidezza! All’inizio si reggeva sulla solidarietà, spontanea, istintiva. Ma dopo abbiamo dovuto vincere la timidezza. L’idea di porsi di fronte alle autorità generava soggezione. Ma anche la timidezza si è rotta presto. Le persone devono capire individualmente quanto sono importanti.

Chiuso il primo intervento

Interviene A.N.P.I Comitato Comunale

Ho sentito un applauso al quale vorrei che fosse dato seguito.

Si allega il testo letto dall’oratore. Allegato A

Aggiunge alcune considerazioni.

Attenzione che quando nasce un movimento magari fa come la marea…che poi si ritira.

Mette in discussione i contenuti del nostro intervento in comune. Sostiene che stiamo mettendo in ballo troppe cose e rischiamo di perdere tutto.

Interviene un altro rappresentante dell’A.N.P.I che invita ad una posizione comune, facendo decadere la nostra posizione radicale sulle dimissioni.

Paolo: noi oggi siamo qui grazie ai partigiani, noi qui oggi però rappresentiamo i partigiani di oggi.

Tommy: sostengo l’intervento di paolo. Io non vedo tanta differenza fra quello che facevano allora i nostri nonni e quello che facciamo noi oggi. C’è una differenza di violenza. Loro hanno mentito, c’è collusione fra politica e mafia. Noi non li vogliamo più. Sono settimane che ragioniamo. Abbiamo già ottenuto molto di più di quello che hanno ottenuto molte associazioni negli ultimi 20 anni.

Cesare: vorrei ringraziare l’A.N.P.I di essere venuto qui. Ma non dimentichiamo le nostre radici, se fossero presenti qui i partigiani li avrebbero presi a calci nel culo quelli lassù.

Angelo: io non mi fido dei nostri amministratori. Cercherò di stare sereno e pacato. Ho saputo da fonte sicura che in circoscrizione a marina stanno distribuendo i moduli dicendo alle persone di lasciare perdere alcuni danni a favore di altri mentre i moduli citano danni ad immobili e pertinenze. Facciamo un controllo su questo! Io non mi fido perché lasciano mio figlio e tutti i suoi compagni in scuole che crollano. Le scuole superiori sono di competenza della prvincia, come per l’argine, a loro non glie ne può fregare di meno. Ad Andreazzoli stamani non le importava niente stamani di alcune segnalazioni fatte dai cittadini. Questa separazione di competenze tra comune e regione ci sta creando dei problemi.

Alberto: l’intervento dell’ANPI credo sia stato frainteso. Noi stiamo chiedendo partecipazione perché ci siamo stancati. I messaggi che ci sono arrivati in precedenza ci dicono che questa partecipazione che noi chiediamo va costruita. Credo che gli interventi che abbiamo ascoltato sono un monito per queste cose qui. Da domani inizia un capitolo nuovo, sarà un lavoro lungo ed è quella la partecipazione che dobbiamo costruire.

U.P io ho due tessere in tasca una è legambiente e una e ANPI. Noi non abbiamo i nazisti e i fascisti, abbiamo la mafia collusa con le nostre istituzioni. Questa è l’emergenza democratica di oggi

LUCA vorrei porre l’accento sulla partecipazione. Noi non possiamo accettare di venire a patti con chi ha distrutto una città. Vogliamo iniziare con una nuova amministrazione, con una nuova rappresentanza politica. Bisogna andare verso un nuovo modello di democrazia.

Nicola. Volevo dire che al dilà della lotta alla mafia. E’ importante il punto di cui ci ha parlato Angelo. Questa gente si gioca la vita delle persone solo perché è abituata a passarsi delle carte perché si passano la patata bollente della responsabilità. Questo atteggiamento si può cambiare. Alcune cose si possono affermare e diventano patrimonio di tutti.

Alessandro è vero i movimenti a volte fanno dei reflussi, ma a volte diventano tzunami. A volte alcuni partiti prendono lo 0,5 % e vanno ad unirsi, per entrare in parlamento, con altri partiti e immediatamente diventano collusi.

U.P dal primo giorno che sono qui ho pensato di volere le dimissioni di questa amministrazione. Oggi a carrara succede che la lotta contro certe questioni diventa proprietà di tanti cittadini, esce dalla nicchia. Adesso è l’ora che se no vadano a casa. Questa giunta ha deliberato l’edificazione delle aree a rischio idrogeologico di battilana, di villa ceci e di fossone. Dobbiamo stare attenti perché hanno molto consenso, quindi non riusciremo a mandarli a casa. Vorrei accogliere la proposta di andare per vie legali, costituirci in comitato e andiamo per vie legali. Guardiamoci dallo spauracchio della messa in sicurezza perché oggi può voler dire costruire e cementificare ancora.

Blasco: ringrazio l’ANPI per l’intervento. Vorrei invitarvi a riflettere sulle conclusioni. La democrazia che c’è stata fino ad oggi non è più adatta. Si va avanti per punti di svolta, pensiamo ai bambini che nascono, questo è il nostro momento di svolta. Molte persone che hanno votato questo sindaco si sono convinte di avere sbagliato.

U.P. sulle conclusioni dell’anpi non sono d’accordo. Però lo lascio parlare. Perché io non sono un democratico e quindi lo lascio parlare. Quest’assemblea fino ad oggi si è comportata in modo esemplare e quindi questo segnale non doveva darlo. Noi on siamo democratici qua dentro. E spero che questa assemblea che non è democratica ma è popolare vada avanti.

Fine del secondo intervento

Interviene il Comitato Rinascita Aulla Lunigiana

Il comitato è nato a seguito del disastro del 2011. Fanno parte 600 persone, con un direttivo di 35 persone e funziona, fa iniziative, fa interventi e si costituirà parte civile al processo contro coloro che sono i responsabili di ciò che è accaduto in lunigiana. Si può portare prove, partecipare al processo, fare domande. Aulla è stata realizzata sull’alveo del fiume Magra. Questo ha fatto si che in quel tempo il fiume si è ripreso i suoi spazi che l’uomo gli ha tolto con la cementificazione.

Abbiamo fatto un gruppo tecnico che ha lavorato sui documenti che noi oggi con la costituzione di parte civile porteremo in tribunale. Abbiamo fatto raccolta fondi che poi abbiamo distribuito alle famiglie bisognose.

Attenzione che quando cala la partecipazione cala la forza che ha il comitato quando va a sedersi ai tavoli di contrattazione.

Antonella: il 25 ottobre 2011 ho perso la casa. Voi avete avuto un alluvione perché chi doveva monitorare la situazione non lo ha fatto, non c’è stata l’allerta meteo. E’ stata spazzata via mezza città per una mancanza di responsabilità. Subito dopo è stata dichiarata l’emergenza, il 5 novembre un decreto ministeriale che dichiara tutto quello di cui ha bisogno un alluvionato. Voi avete bisogno di questo (il decreto) questo decide quello che vi spetta.

Il giorno dopo l’emergenza è stato allestito all’interno del comune un centro operativo dove si doveva dichiarare il proprio stato, compilando un foglio della regione toscana, rilasciato dal comune. Io non capivo nulla di leggi, ordinanze, questioni tecniche. Ho conosciuto tanti professionisti e mi hanno spiegato che quando un cittadino va a chiedere qualcosa ai propri amministratori non chiede piaceri ma chiede diritti. Abbiate il coraggio di chiedere il cambiamento perché per noi siete un esempio, aulla non ha avuto il vostro coraggio. Vogliamo domenica chiedere una tutela uguale per tutti in materia di calamità naturali.

(OPCM 3974) (OPCR 22 del 24/4/2012

Sito rete nazionale dei comitati www.maipiu.eu

Antonella: mi riallacciavo ad un discorso fatto dal presidiante di prima sulle pertinenze, non credete a quello che vi dicono perché non è vero.

Angelo: quello che stanno distribuendo adesso su carrara dice che non mi autorizza alla richiesta di alcunchè. Il problema è che io sono io mentre un pensionato non comprende queste cose. Noi dovremmo aspettare l’ordinanza regionale.

Interviene fossone

(ho perso mezzo intervento, da recuperare in streaming)

La conclusione è che anche loro sono per il decadimento della giunta.

Moderatore: abbiamo bisogno di tecnici e legali. Invita alla partecipazione e al contributo di persone con competenze tecniche e legali.

Antonella: il comitato deve essere formato da persone che hanno subito l’alluvione. Perché altrimenti si ferma tutto.

Marzia: mi rivolgo al comitato di aulla. Cosa chiedereste al comune e cosa fareste di questi soldi

Antonella: noi abbiamo deciso che sarà il giudice a decidere in che modi, quantità e cc verranno riconosciuti i risarcimenti.

CAL se volete fare un comitato voi potete nominare un tecnico di controparte per fare una perizia in contradditorio con il perito del tribunale

Moderatore
Prima di salutarci vi chiedo due cose

1 per come ci siamo organizzati abbiamo detto che staranno 20 persone dentro durante i consigli comunali per adesso ne abbiamo 10 per venerdì e 10 per sabato. Bisogna arrivare ad avere 20 persone per venerdì e 20 per sabato.

Non credo ci sia altro all’ordine del giorno.

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