Sgombero sì, anzi no. Una ricetta a cottura lenta

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sgombroFarebbe quasi ridere, tutto questo pressing.

Sgombero sì, sgombero no. Tutti sul “chi va là” mentre la maggioranza politica fa circolare comunicati neppure condivisi fra i suoi componenti (Scattina docet), con un sindaco che prima “mostra i muscoli” per poi “sperare ancora nel dialogo” (da “La Nazione” di oggi, ndr).

Facciamo un poco di chiarezza, intanto, tirando “per il bavero” alcune nozioni di diritto.

La libertà di associazione è espressamente prevista e disciplinata all’articolo 18 della Costituzione.
Essa rientra, insieme alla libertà di riunione (art. 17), tra le cosiddette libertà collettive, cioè tra quelle libertà che presuppongono una pluralità di soggetti, accomunati da un unico fine, il cui esercizio non si esaurisce nella difesa di una sfera di autonomia individuale, ma è volto alla realizzazione di quelle finalità.

L’articolo 18, comma 1 della Costituzione non riprende la distinzione contenuta nel codice civile tra associazioni riconosciute e non riconosciute, e garantisce ad ogni cittadino (rectius: persona) il diritto di associarsi liberamente «per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale», senza bisogno di un’autorizzazione preventiva: in sostanza, tutto ciò che è penalmente lecito al cittadino “uti singulus”, gli è ugualmente lecito “uti socius”.

Quale luogo sarebbe – dunque – più adatto del palazzo civico, per esercitare questo diritto sancito a chiare lettere dalla Costituzione?
E’ forse per questi motivi che lo sgombero non solo non c’è stato, ma probabilmente non ci sarà?

Sulla base di quanto detto sopra, risulta evidente che l’azione del signor Zubbani e della giunta si riduca ad un mero “pressing psicologico” nei confronti dei presidianti.
Non solo non viene presa in considerazione l’offerta di un’incontro con i capigruppo all’interno della Sala di Rappresentanza, ma – mentre viene millantato un fantomatico “problema di ordine pubblico” in relazione alla presenza del presidio in Sala di Rappresentanza (argomento già trattato in precedenza) – si viene a sapere che alcuni cittadini ed enti, nel presentare regolare richiesta di utilizzo della sala stessa, abbiano avuto parere negativo dal Comune adducendo come motivazione la “non disponibilità“.

Non disponibilità? Questa è bella.

Il gioco è bello finché dura poco. L’Assemblea non arretra di un millimetro sugli obiettivi preposti.
Sindaco e Giunta devono andare a casa, perché ogni giorno dimostrano la loro – quantomeno – totale inadeguatezza e il loro pressapochismo. La gestione della sicurezza idrogeologica del territorio, così come dell’emergenza alluvionale e della normalizzazione post-alluvionale, è stata semplicemente disdicevole. I cittadini che partecipano alle varie commissioni consiliari riportano scene al limite del surreale, fatti salvi pochissimi casi di competenza messa efficacemente in atto, nelle quali ci si domanda come sia stato possibile arrivare a mettere le vite della cittadinanza in mano a costoro.

Nel frattempo, lo sgombero cuoce a fuoco lento, così come certe indagini; i media nazionali stanno tornando a Carrara, mentre l’esperienza del presidio viene seguita accoratamente dentro e fuori i confini.

Il signor Zubbani e la sua giunta, questo lo sanno bene. Peccato che, qualunque sia la mossa, la toppa rimanga peggio del buco.