Se Zubbani fa i conti senza l’oste

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zubbani conti osteIl signor Zubbani ha fondamentalmente due qualità che lo contraddistinguono: il senso dell’umorismo, e la molta fantasia.

La molta fantasia fa capolino nelle esternazioni a mezzo stampa dove – in barba a un invito a comparire a maggio davanti al GIP assieme a mezza giunta comunale – assicura la propria presenza fino al 2017. Ne siamo certi? In una città che ha voglia di cambiare, striderebbe troppo l’essere amministrati – qualora venisse convalidato il tutto – da degli imputati. E’ un malcostume in voga da troppi anni, e sarebbe ora di dire basta. Oltretutto, lasciare assessoriinadatti” – nella migliore delle ipotesi – ai propri posti è un ulteriore sberleffo nei confronti di una popolazione stremata e disillusa (fatte poche eccezioni).
Inutile raccontare bugie, perché le bugie hanno le gambe corte. La situazione politica all’interno della maggioranza è rovente, e il signor Zubbani dà pieno sfogo alla propria boria, forte del fatto di essere attorniato da degli yes-men particolarmente attaccati alle loro poltrone, che mentre annuiscono, affilano i propri coltelli sotto i banchi. Come dei novelli Bruti contro un – quasi – inconsapevole Cesare.

Il senso dell’umorismo si palesa indirettamente nel famigerato “documento” prodotto dalla maggioranza, in puro stile “cacata carta” catulliano (non ce ne voglia il poeta per l’accostamento ingeneroso), dove vengono snocciolati 6 punti. Ancora. Faremo, vedremo, le solite promesse.
Vengono pure definiti prioritari. Da una politica che si è data 10 sui giornali, il giorno prima dell’alluvione, vale la pena di sedersi e sollazzarsi nella lettura.

Per cominciare, sono obiettivi da raggiungere nel giro di 2 anni. Perché gli 8 trascorsi non sono stati abbastanza, evidentemente.
Il Carrione e la sua messa in sicurezza diventa ancora una volta il primo punto: la situazione degli argini è quella che è, tutto sotto sequestro. Il comune ha abbastanza abituato i cittadini al rimpallo delle competenze, quantomeno viene da chiedersi in quali modalità il sindaco intenda imporsi – come ufficiale rappresentante delle istituzioni – nella gestione di argini e alveo del torrente, dalla foce (ostruita dal piazzale portuale “città di Massa”) alle montagne, dove i detriti abbandonati nei pressi del corso d’acqua, in caso di piena, si trasformano in proiettili che vengono trascinati a valle colpendo ripetutamente gli argini… Esatto, proprio “quegli” argini.
Secondo punto è Villa Ceci, decantato polmone verde cittadino e provvidenziale scolmatore per le piene del Carrione, attualmente attraversato da una strada provvisoria – ad uso e consumo di Furrer e colleghi – per il carico e scarico del marmo (a proposito di ciò, si ricorda che i 6 mesi di emergenza che hanno giustificato tale viabilità sono in scadenza).
Terzo punto, il tanto agognato regolamento degli agri marmiferi: 180 giorni di tempo per mettere fine a un ammanco di 10mila euro al giorno. Se non si vuole arrivare all’ultimo giorno con quasi 2 milioni di deficit, adesso che ci sono delle pezze d’appoggio più grandi del Comune, sarebbe il caso di sbrigarsi.

Seguono poi vari punti, dalla caccia alle risorse regionali per il riordino del polo sanitario di Carrara in vista dell’apertura del Nuovo Ospedale delle Apuane: su questo è bene fare molta attenzione, perché dai paesi a monte di Carrara al nuovo ospedale, la distanza non è poca. Si confida quantomeno nel buonsenso, prima di procedere a “razionalizzazioni” che di razionale hanno ben poco.
Il signor Zubbani ha ribadito di voler eliminare i doppi incarichi ai dirigenti in modo (si spera) di destinare risorse ai più deboli e bisognosi. Ebbene Biselli, il direttore della Casa di Riposo, ha un altra assunzione al Comune di Massa, e che fa il Sindaco? Prende tempo? Ovvio, o per meglio dire, perde tempo. Da circa quattro mesi il direttore Biselli gestisce – senza il mandato di nessuno – la casa di riposo, non può neppure rinnovare gli incarichi al personale a cui è scaduto, e costa quasi 400 euro al giorno, ovvero il corrispondente del costo di 5 addette all’assistenza. Pagare questa cifra per un decaduto con un doppio incarico è una vergogna da sanare il prima possibile, inviando alla casa di riposo un revisore dei conti per l’amministrazione ordinaria, risparmiando sull’esorbitante costo del direttore part-time e redistribuendo nei servizi alla persona.
Dulcis in fundo, l’accorpamento delle partecipate (Progetto Carrara, Amia, Apuafarma e “pozzi senza fondo” vari) e un sistema di valutazione dell’efficienza dei dirigenti comunali, visto che – incredibile – undici dirigenti sono tanti, parola di Zubbani. E alcuni di loro sono pure incompetenti, si aggiunge doverosamente.

Il sindaco dice che questi obiettivi saranno la missione che viene consegnata alla giunta: la speranza è che non avvengano quei scavalcamenti che tanto hanno messo in imbarazzo le varie commissioni nonché lo stesso consiglio comunale. Inoltre, va ricordato che mezza giunta è attualmente indagata, per cui la fiducia non è molta. Staremo a vedere.
Gli assessori rimarranno al loro posto, da quello alla cultura (130mila euro per una mostra di fotocopie di Michelangelo con 1000 visitatori totali) a quello alle attività produttive (il centro storico ancora ringrazia per la gestione del territorio) e chi più ne ha più ne metta. Ma attenti, Re Angelo non starà a guardare di fronte ad altri errori, e i suoi sottoposti sono avvertiti.

Rimane il fatto che il re è nudo. La magistratura sta facendo il proprio corso, e non è così scontato che finisca tutto “a tarallucci e vino”. Ma a prescindere dagli eventi che si susseguiranno dentro e fuori il palazzo, qualcosa è cambiato, e il signor Zubbani lo sa: proclami su proclami come non si è mai visto.
Torna alla mente quel manifesto elettorale nel 2012, quella gigantografia con il sindaco in posa quasi catartica, pronto a ripresentarsi per un nuovo mandato, e sotto la scritta: “Finora abbiamo scherzato”. Che simpatico umorista, allora come oggi.

Peccato che il Re, anche se tale, si ostini a voler fare i conti senza l’oste.

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