Sala Amendola, diritto della cittadinanza o gentile concessione?

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diritto dei cittadiniNella giornata di ieri si è appreso con sorpresa dai giornali che l’amministrazione ha negato l’uso della Sala Amendola per la realizzazione di uno spettacolo teatrale nell’ambito di una rassegna dedicata alla Resistenza.

La sala Amendola, da più di 2 mesi, veniva regolarmente utilizzata da cittadini, movimenti politici, associazioni, nei limiti di una capienza massima di 99 posti fino alle ore 21. Il limite orario è stato posto a causa della mancanza di servizi igienici agibili (motivazione che dovrebbe portare il comune ad aggiustarli, anziché costituire da mesi una limitazione all’uso degli spazi pubblici). Queste le modalità attraverso le quali la Sala Amendola è stata finora resa disponibile a tutti i cittadini, appartenenti ad associazioni e non, previa compilazione di un apposita richiesta. A meno che i criteri non siano decisi di volta in volta usando metodi arbitrari, quasi si trattasse di “gentili concessioni” e non di diritti e valori da promuovere.

La Sala Amendola è diventata pienamente agibile fino a 99 posti quando si è trattato di sbarazzarsi di una partecipazione ritenuta scomoda all’interno della Sala di Rappresentanza. A seguito dello sgombero e della triste e offensiva pantomima della sanificazione dell’area, l’amministrazione ha posto regole più restrittive sull’uso della sala. La sala adesso deve essere prenotata con 7 giorni di anticipo, è utilizzabile solo fino alle 20 e nel fine settimana viene concessa solo per eventi eccezionali.

Un’amministrazione e un consiglio comunale – che hanno votato all’unanimità l’inizio di un percorso volto ad istituire lo strumento del bilancio partecipato – dovrebbero avere ben altra considerazione della partecipazione.

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