RESOCONTO DELLA COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA’ DEL 4 MARZO 2015

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comune piazzaRESOCONTO DELLA COMMISSIONE ALLE PARI OPPORTUNITA’ DI MERCOLEDI’ 4 MARZO 2015

Apre il presidente Alessandro Bandoni scusandosi per i toni usati nella discussione della settimana scorsa. Informa di avere chiamato personalmente e direttamente la Presidenza delle Pari opportunità della regione Toscana. A livello legale è tutto a norma (la trasformazione del centro donna in centro antiviolenza è regolare, ndr) .
La Bienaimè chiede al Presidente come mai abbia convocato una seduta con tema all’ordine del giorno la trasformazione del centro donna in centro antiviolenza.
Bandoni risponde che, dopo avere visto la delibera, si voleva informare. Ribadisce di essere contento che il centro donna sia diventato centro antiviolenza, pur dicendo che avrebbe apprezzato che questo avvenisse con un passaggio attraverso la sua commissione, prima di arrivare in Consiglio. Non ha gradito la mancanza di rispetto verso la commissione e il suo operato perché non ha potere decisionale. Lo dichiara in tutta onestà.
Interviene l’Assessore Bernardini dicendo che la commissione competente è comunque quella sociale. Si concentra sul fatto che il servizio ha ottenuto una qualifica importante e non crede che la Regione Toscana lavori a vanvera. Sottolinea ancora quanto i toni della volta precedente siano stati esasperati da tutti e ribadisce che non si debba arrivare allo scontro, piuttosto, si devono lasciar perdere i propri interessi personali per essere utili alla comunità femminile.
La vice presidente ribadisce l’importanza di incontrarsi all’interno della consulta prima di andare all’esterno. Per avere una voce proficua è doveroso fare questo passaggio, è vero che la consulta pari opportunità non ha poteri ma, ha un ruolo consultivo che si può meglio esercitare richiamando il ruolo previsto dal regolamento. Dice di non far parte della commissione solo per organizzare eventi ma, per esercitare il ruolo previsto dal Regolamento. Si dice felice della trasformazione del centro donna in centro antiviolenza e ribadisce la volontà di essere informate per attivarsi e partecipare al processo decisionale che porterà all’elaborazione del nuovo bando in uscita a giugno 2015.
L’Assessore é d’accordo e dice che nessuno deve svilire l’operato della Consulta. Non si deve dare peso a parole dettate dalla rabbia. Tutto ciò che è stato fatto fin’ora da identità e funzione alla consulta.
La Bienaimè ricorda di come, alla sua nascita, la Consulta , a Carrara, al contrario che in tutta Italia in cui viene nominata dal Consiglio, la dirigente Tommasini ha indetto una specie di bando e ne ha nominato i componenti. Ribadisce che la consulta un ruolo ce l’ha ma, deve avere voglia di esercitarlo.
Dice di essersi documentata e di avere scoperto che in Toscana è successo che ci sia stata la nostra stessa trasformazione. Ora Carrara rientra in una rete di centri antiviolenza e finalmente si potranno utilizzare gli alloggi rimessi a posto a tal fine. E’ ovvio che non sarà sufficiente solo cambiare nome, bisognerà dare indirizzi.
Si avvicendano interventi di richiamo alla precedente commissione, tutte le partecipanti tengono a sottolineare come al cambio di nome debba seguire una trasformazione reale in centro antiviolenza.
Francesca Menconi fa un’excursus per sottolineare come già dal 2010 il centro donna chiama donna avesse di fatto i requisiti per essere accreditato dalla Regione Toscana come centro antiviolenza.
Ricorda che i requisiti minimi riguardano solo le consulenze legali che non possono essere più di tre.
Di nuovo l’Assessore ribadisce l’importanza di sedersi al tavolo con la commissione sociale e di dare un’opinione riguardo bando e criteri. Bisognerà definire bene gli ambiti in cui il centro andrà ad operare.

Si congedano con questo obiettivo.

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