La Politica dell’ Aut – Aut

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Giacomo Bugliani o Loris Rossetti… Loris Rossetti o Giacomo Bugliani.. Bugliani? Rossetti ?

Golconde 1953 R.Magritte

Questi sono i nomi dei due candidati del Partito Democratico che concorrono alle imminenti elezioni regionali e che, negli ultimi mesi, ci stanno completamente rimbalzando come una pallina da flipper da un orecchio all’altro. Ahh, che tormento queste campagne elettorali. Ma oltre che ad essere una “semplice” rincorsa all’ambito trono toscano, sembra essere una guerra fredda all’interno del partito con mosse precise e prestabilite attorno ad un tavolino. Capiamo il motivo.

Loris Rossetti lo conosciamo molto bene: classe ’57, ex sindaco di Fivizzano indagato per il buco all’Asl nella provincia di MassaCarrara e oggi Consigliere Regionale. Da sempre dalla parte di Bersani. Da sempre arroccato nella posizione degli evergreen. Trova la grazia del nostro sindaco Zubbani, del vicesindaco Vannucci, della giunta e della maggioranza dei Consiglieri Comunali. Un nome, una certezza: il mantenimento degli equilibri locali fra politica e economia.

Giacomo Bugliani è invece un “novellino”: classe ’79, professore universitario di diritto a Pisa e avvocato viene eletto nel 2013 come Consigliere del Comune di Massa. Si professa come un innovatore. Si professa come un renziano. La sua “ascesa” in campo ha destato molte simpatie anche fra i nostri Consiglieri Comunali di maggioranza che in lui vedono il “nuovo messia”.

Da quando il toto scommesse per la Presidenza Regionale ha preso piede, un terremoto silenzioso è in atto nel Partito Democratico. I due candidati li vediamo apparire ovunque, pronti a raccogliere consensi l’uno per mantenere la compattezza interna l’altro per “rinnovare innovazione”. Così li troviamo nelle piazze dei paesi a monte a fare campagna elettorale barattando voti per favori, li troviamo nei bar ad offrire aperitivi e colazioni, e ahimè, li troviamo con nostro rammarico anche in alcuni Consigli dei Cittadini pronti a farsi foto e a farsi belli per la loro campagna mediatica. Una competizione fra i due aspiranti candidati che ha l’odore di un sabotaggio. Amicizie segrete, scissioni sotto banco, nuove alleanze trasversali. E questa divisione si è creata anche all’interno degli stessi industriali, all’interno di quell’unico potere forte che regge le dinamiche politiche locali e condiziona l’andamento delle tornate elettorali.

Questo è il quadro del panorama politico in attesa di un verdetto. Questo a nostro avviso è il riproporsi di una realtà che dovrebbe estinguersi, da estirpare come l’erba cattiva. Ancora una volta infatti si delineano delle dinamiche che non hanno nulla a che vedere con il bene comune. Ancora una volta si denota l’importanza degli equilibri interni a discapito di una vera e propria relazione con la cittadinanza. Le manovre politiche del Partito Democratico riflettono un sistema di clientelismo demodé che si deve sdoganare. Un aut aut che non mira alla presa di coscienza della realtà e quindi ai veri problemi, ma solo ad un mero riciclaggio di amicizie per poter arrivare tutti insieme alla vittoria. Eh si, perché è solo quello che conta.

Infatti riteniamo fondamentale capire il fine pratico di questa pagliacciata.

In questa partita giocata a due l’importante è “cadere in piedi”. Come già sappiamo il loro atterraggio sarà lieve e diretto comodamente su una poltrona. Tutti e due verranno sistemati, vincitori e vinti saranno ugualmente premiati. Così si lasceranno alle spalle questa misera messa in scena teatrale creata ad hoc solo per confondere i “poveri” elettori del PD che farneticando fra di loro si stanno scindendo e stanno riempiendo le loro bacheche di Facebook di prese di posizione a difesa del loro eroe preferito. Dell’eroe del momento. Di quell’eroe che credono che più convenga spalleggiare, non accorgendosi che è in questa opposizione che la mossa politica del PD impersonificata da Batman e Robin assume forza e valore. Infatti è in questa apparente dispersione che si realizza il gioco politico. Così è stato deciso.

Così l’alluvione del 5 novembre diventa soltanto un ricordo nelle loro teste, lo scandalo della Giunta sotto inchiesta passa in secondo piano e la maggioranza comunale stretta attorno a Rossetti investe in urbanistica: aumento del numero di parcheggi ( 18 in più lungo San Ceccardo ) e dispendio di soldi pubblici in rotatorie pressoché inutili alla Covetta…

Allora ci chiediamo come ancora potete sottostare a questi ridicoli rigiri politici che sono lontani da una reale partecipazione diretta del cittadino e del suo reale coinvolgimento politico.
Ci chiediamo ancora una volta come questo modus operandi della vecchia politica non vi abbia stufato.

Noi cittadini dell’Assemblea Permanente, stufi di subire queste prese in giro, ci opponiamo a questo sistema politico che “ha fatto acqua da tutte le parti”.