Il tempo delle deleghe in bianco è finito

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poltrone vuoteDa parte dell’Assemblea Permanente, è chiara la disponibilità a parlare con i capigruppo.

Già dal loro primo invito ad incontrarsi con una nostra delegazione abbiamo risposto picche, e per un semplice motivo: noi non abbiamo capi, e per troppi anni i cittadini di Carrara hanno solo delegato, portandoci a questa situazione di crisi economica e socio-culturale.

Dopo la riunione dei Capigruppo, avvenuta – è bene ricordarlo – a porte chiuse, ci è stato rinnovato l’invito ad incontrarli con una nostra delegazione, e non per discutere su cosa si potrebbe fare insieme per il bene della città (oppure del rinvio delle elezioni del Consiglio dei Cittadini, fissate con troppa fretta per il 22 febbraio), ma bensì per parlare, come dichiarato dal signor Buselli, solo ed esclusivamente del possibile sgombero, un mero atto ingiustificato, specialmente se la motivazione portante è un paventato problema di ordine pubblico.

Abbiamo sempre dimostrato di essere cittadini civili e rispettosi del luogo che stiamo presidiando da più di 2 mesi. In questo periodo abbiamo reso fruibile – e senza interferenza alcuna – la sala a chiunque ne richiedesse l’uso, comprese le commissioni congiunte (svoltesi tra l’altro nel più totale rispetto reciproco), consapevoli del fatto che è l’unico, ripetiamo “unico” posto ad uso gratuito a disposizione della città.
Non è la prima volta e – all’occorenza – non sarà nemmeno l’ultima.
Ricordiamo che la sala di rappresentanza è a disposizione di ogni cittadino che ne richieda l’utilizzo, nei modi richiesti dalla segreteria del Comune.

Vogliamo anche evidenziare quanto la presenza dell’assemblea stia dando una bella spinta all’amministrazione.
Dopo le nostre denunce in merito al palco della musica, sono iniziati i lavori di ripristino della biblioteca e del mercato coperto di Avenza; ciò significa che non è cosi difficile “fare”, ma – nostro malgrado – serve la voce grossa dei cittadini per far sì che ciò avvenga.

Tutto questo dimostra che solo con il demandare senza interessarsi – fino a 2 mesi fa – è stato fatto ben poco o, per meglio dire, non è stato fatto assolutamente niente di concreto per il bene della collettività.
La velocità con cui l’amministrazione ha tentato di correre ai ripari dove ha potuto, non deve gettare fumo negli occhi alla popolazione; piuttosto deve dare la forza di non mollare, di far capire che con il “fiato sul collo” possiamo costringere un’amministrazione ad agire.

E’ arrivato il momento di alzare il tiro.
E’ arrivato il momento di impegnarvi a produrre, e in tempi brevi, il nuovo regolamento sugli agri marmiferi, aumentando così sensibilmente l’indotto delle cave, e dando – di fatto – un rilancio alla nostra città.
E’ arrivato il momento di rispettare la volontà dei cittadini che contribuirono a produrre un regolamento del consiglio degli stessi, ben diverso dall’attuale accozzaglia di norme a dir poco discutibile, nonché di permettere alla cittadinanza la conoscenza di questo strumento al fine di poterne usufruire nel miglior modo possibile.
E’ il momento di essere trasparenti.

Troppe cose non vanno, troppe cose non si capiscono, ed è il momento di palesare alla città (dai monti al mare) quali siano i progetti per la messa in sicurezza del territorio, illustrandone tempistiche, modalità e fondi destinati.
Ribadiamo (anche se ormai pare superfluo) che le ultime tre alluvioni “appartengono” all’ultima legislatura. Ci chiediamo, dunque: e se domani tornasse l’allerta meteo? Vogliamo battere un record che è già ci appartiene?
Se questo è – appunto – uno dei tristi primati della nostra città, così come l’essere fra i comuni italiani con il più alto tasso di incidenza tumorale…

Qualcosa non va.

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