DOPO IL 21 MAGGIO

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ZubbaCome sappiamo, il 21 maggio prossimo il GUP deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio dell’intera giunta comunale di Carrara (con l’uscita di scena dell’assessore ai lavori pubblici Traversi viene a mancare l’unico elemento non coinvolto nell’inchiesta, ndr), più alcuni esponenti della precedente Amministrazione, assieme ad alcuni rappresentanti di categoria.
L’accusa è: “abuso d’ufficio” nella gestione degli accordi per la cosiddetta “tassa marmi”.
Nei fatti, il sindaco e gli altri sono accusati di aver applicato una tassazione per l’estrazione marmifera inferiore di un decimo rispetto al minimo stabilito, arrecando in questo modo un danno erariale quantificato in circa 5 milioni di euro all’anno.
La cifra contestata si aggira sui 25 milioni di euro.
In Italia purtroppo la prescrizione per questo tipo di reato si ferma a 5 anni (va detto che la colpa di ciò non è della magistratura ma della politica, ndr).

Già questo non va bene per niente: la prescrizione, quando si tratta di danno arrecato alla cosa pubblica, semplicemente, non dovrebbe esistere. Ma andiamo oltre.

Cosa potrebbe succedere se il giudice ritenesse gli elementi presentati conformi con la prosecuzione del procedimento giudiziario, rinviando a giudizio Il sindaco Zubbani?
Questi, appellandosi ai famigerati “tre gradi di giudizio”, potrebbe rispedire al mittente qualunque richiesta di dimissioni; quasi sicuramente cercherebbe di sistemare alla bell’e meglio – attraverso i suoi fidati sottoposti al marmo – il discorso della tassazione alla luce del nuovo regolamento regionale, nel tentativo di esimersi da ulteriori accuse per gli anni a venire.
Cioè “tirerebbe a campare” per il tempo rimanente al termine del mandato, confidando poi nella prescrizione.
Nulla di nuovo, semplicemente un agire in linea con i ranghi politici più elevati. Un modus operandi che potrebbe non tener conto di eventuali nuovi e ulteriori sviluppi da parte degli inquirenti.
Di più non ci è dato sapere, ma il fatto che la Procura si stia muovendo verso le cave, fra contestazioni di “nero” e indagini su detriti che, intasando gli impluvi naturali, scendono a valle attraverso il torrente Carrione rompendo argini fa ben intendere che la soluzione a “tarallucci e vino” auspicata da Zubbani & Co. se pur possibile non è per nulla certa e ancor meno automatica.

E se invece il GUP decidesse il non luogo a procedere?
Le indagini, come già detto, sono molteplici e – tutte – ruotano attorno a Comune, Provincia e cave.
Insomma un novello vaso di Pandora che gli eventi disastrosi del 2014 hanno scoperchiato.
L’opinione pubblica e di questo anche l’Assemblea Permanente ne ha il merito, ha cominciato a seguire con sempre più maggiore interesse tutti gli aggiornamenti riguardanti l’Amministrazione comunale da una parte e l’azione degli inquirenti nella ricerca della verità dall’altra.
Rimane comunque il fatto che il GUP potrebbe non ritenere sufficienti le prove raccolte dal Pubblico Ministero e tutto si risolverebbe in un momentaneo “scusate ma non è stato nessuno”.
La cittadinanza che vede e conosce, fatti e mal governo, riceverebbe un ulteriore schiaffo in faccia e la fiducia nei confronti delle Istituzioni subirebbe un ulteriore tracollo.
Risulta non facile prevedere le eventuali conseguenze. Certo è che l’indignazione popolare, per ora contenuta nell’attesa del pronunciamento della Magistratura potrebbe divenire più tastabile.
Esiste anche un’altra possibilità: lo sconforto potrebbe prendere il sopravvento e emigrare da Carrara – almeno per i giovani – diventerebbe quasi imperativo, vista la connivenza e la collusione che permea trasversalmente quasi tutti gli strati sociali.

Una cosa è certa: dal 5 novembre 2014 a oggi, si è registrato un interesse, diffuso e puntuale e soprattutto critico, nei confronti dell’Amministrazione comunale come forse non era mai avvenuto finora. Consigli comunali dall’alta partecipazione cittadina, commissioni consiliari che durano ore e non più minuti, consiglieri e assessori costantemente sotto la lente d’ingrandimento dei social e – a volte – dei media locali.

Sicuramente, lo status quo non sarà più replicabile, per “lor signori”, nel futuro. E questo “lor signori” lo sanno bene.

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