Consigli dei cittadini: un altro giro di amicizie?

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multicultural_v12Nel 2009, con una legge, la Regione Toscana regolamenta la partecipazione della cittadinanza all’amministrazione comunale. Nel 2011 il Comune di Carrara avvia un processo partecipativo, coinvolgendo 50 cittadini estratti a sorte, associazioni varie e tecnici. Nasce un regolamento dei “consigli dei cittadini”, organi eletti non oltre i sei mesi dalle elezioni comunali e con potere consultivo e propositivo, soprattutto slegati dai partiti politici.

Dopo due anni il regolamento viene “rivisto” e stravolto: si cambia l’articolo che prevedeva il limite di 6 mesi per l’attuazione ma soprattutto si elimina la clausola che voleva il superamento della rappresentanza partitica inserendo la possibilità di apporre simboli di partito a lato delle candidature.

Tra pochi giorni avranno luogo le elezioni e solo 4 sedi su 5 hanno un numero sufficiente di candidati. I paesi a monte non avranno il consiglio. Il numero di candidati totale è di poco superiore ai posti disponibili. In tutto 65 candidati per 44 posti.
Una percentuale superiore al 50% dei candidati appartiene a partiti politici o ha legami di stretta parentela con rappresentanti delle istituzioni.A causa dei tempi brevi molti cittadini non sanno nemmeno di essere chiamati ad esprimere il loro voto tanto da far pensare che le elezioni avranno un’affluenza ridicola.

I cittadini e le cittadine riuniti in Assemblea Permanente prendono le distanze da questa messa in scena volta al ripristino di un equilibrio democratico fasullo, che ha tenuto la cittadinanza carrarese addormentata mentre subiva 4 alluvioni, vedeva crollare sopra le proprie teste teatri, biblioteche e scuole, assisteva allo scempio del territorio, all’escavazione selvaggia e alla realizzazione di grandi opere inutili e pervase di storie di ‘ndrangheta come la strada dei marmi e il Marble Hotel. Auguriamo infine un onesto lavoro ai cittadini eletti augurandoci che non riproducano e alimentino dal basso le dinamiche politiche che dall’alto ci stanno irrimediabilmente allontanando dalla cosa pubblica.

I cittadini riuniti in Assemblea Permanente.