Resoconto della commissione congiunta lavori pubblici – decoro urbano del 29 gennaio 2015

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RESOCONTO COMMISSIONE CONGIUNTA LAVORI PUBBLICI, ARREDO DECORO URBANO DI GIOVEDI’ 29 GENNAIO 2015

ponte bugiaApre il Presidente Barattini avviando la discussione inerente il progetto di messa in sicurezza delle zone nei pressi del Ponte della Bugia.
Prima lo si voleva abbattere, ma dopo le rimostranze della Sovrintendenza delle Belle Arti c’è stato un arretramento in questo senso.
La commissione tutta, ha messo come priorità la sicurezza della città visto che, ogni volta, gli eventi alluvionali ci mettono in ginocchio.
Interviene Buselli e spiega il perché la commissione lavori pubblici sia congiunta con quella urbanistica: ci vorrà un impegno congiunto per una modifica del regolamento urbanistico. E’ presente l’architetto Migliorini per qualsiasi domanda. Questo intervento prevede alcune demolizioni di manufatti adiacenti il ponte, siamo qui per avviare un’altro intervento importante sulla messa in sicurezza del torrente Carrione nel tratto cittadino.
Interviene Bernardi dicendo che si continua un percorso avviato diverso tempo fa. Dopo un iter molto contestato, come già detto, c’è stato un cambio di programma che prevede la salvaguardia del ponte e la demolizione di un fabbricato.

Dopo l’approvazione si procederà alla fase esecutiva con tre livelli di progettualità:
– Definizione crescente.
– Definitivo (Redatto a miglioramento del precedente)
– Esecutivo (Votazione in Consiglio Comunale)

Il 9/10/2014 e il 4/11/2014 tutti gli enti che dovevano esprimersi lo hanno fatto in senso positivo.
Tutti questi contributi istruttori sono stati riversati nel progetto definitivo, per l’appunto.
Interviene l’ing. Marchetti ribadendo che è vero che il progetto non ha avuto vita facile ma, una volta individuate le soluzioni possibili, è stata scelta questa. Recupero zona di deflusso non allargando gli argini ma, approfondendo il letto attraverso il sacrificio di parte dell’edificio in oggetto. Il progetto si lega a quello del lato monti con la realizzazione di pali e tiranti allo scopo di contenere, che siano argini o sottofondali di abitazioni (speriamo…).
E’ stato avviato il procedimento di esproprio, ad oggi, la famiglia proprietaria del fondo non ha manifestato nulla, mentre i proprietari dell’appartamento hanno adito le vie legali contestando il valore stabilito per l’immobile, che non ritengono sufficiente.
Questo studio è iniziato agli inizi degli anni 2000, nel 2003 è morta la signora Idina Nicolai, a quel punto è partito un progetto di sistemazione difficilissimo per la presenza di vincoli rigidi (durato 12 anni, ndr).

L’unica soluzione possibile pare questa: abbassare il fondo.

Interviene la Musetti chiedendo se questo intervento possa provocare la velocizzazione delle acqueL’ing. Marchetti risponde di no, rimanendo uguale la pendenza, il flusso in un regime torrentizio, l’alveo corazzato, tutto dovrebbe funzionare. IL LAVORO E’ BEN FATTO.

Interviene la Bienaimè ribadendo che si è qui per decidere la demolizione di un edificio nel centro storico. Eliminare le briglie è una teoria contestata dalla Procura che sta indagando sull’altra demolizione già avvenuta (ndr). La Bienaimè ha guardato lo studio vecchio (2004) mai approvato, in cui erano previsti anche by-pass.

La filosofia del canale dove tutto scorre velocemente è quella che ha portato ai risultati del 5 novembre.

Continuiamo a fare gli stessi errori senza prenderli in considerazione. La rampa, il 5 novembre, è andata via con la fiumana. Non è stata tolta come è previsto dal progetto. L’apporto del cantiere porta materiale in alveo e a causa di questo, rischiamo di allagarci in continuazione. Il problema è l’alveo che in tutti i punti è più alto di metri e continuiamo ad ignorarlo, dobbiamo ridiscutere il progetto.

Quando si va ad abbassare l’alveo, gli edifici vanno rifondati. Il crollo c’è stato perché la briglia è stata tolta PRIMA CHE L’EDIFICIO VENISSE RIFONDATO E CIO’ E’ AVVENUTO PER INCOMPRENSIONI.
Risponde l’ing marchetti dicendo che il by-pass fu escluso perchè gli spazi sono molto modesti e sarebbe molto oneroso, era solo un’ipotesi alternativa. Riguardo al crollo, “se i muri vengono fatti male io, non ho responsabilità (…) tutte le cose che sono successe sono avvenute perchè i lavori sono stati fatti in economia”.
Interviene Buselli dicendo di capire le motivazioni di tutti ma, ribadisce che si deve ragionare sul limitare la discussione a ciò che si deve fare oggi. Mettere in sicurezza la città, visti soprattutto gli ultimi eventi. L’amministrazione si sta impegnando in questo senso e dobbiamo rimanere sul tema e capire se la bontà del progetto possa portare, in tempi brevi delle soluzioni. Non perdiamo tempo.

De Pasquale interviene dispiacendosi per il mancato riferimento alle sollevazioni popolari contro la demolizione del ponte. Prosegue asserendo che nel momento in cui esistono vincoli non c’è scelta, è vero, com’è anche vero che si debba fare i conti con i cambiamenti climatici (il progetto da solo, non può bastare).

Chiede di rivedere il progetto partendo da monte arrivando a valle. Senza una visione d’insieme ogni intervento parte monco.