Giù le mani dalle Alpi Apuane

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In vista della manifestazione del 7 Marzo a Firenze contro lo stravolgimento del Piano Paesaggistico Regionale attuato da parte del Partito Democratico – che favorirà per l’ennesima volta le lobbies del marmo della provincia di Massa Carrara e le realtà che gli gravitano intorno – si è deciso di affiggere uno striscione di solidarietà dell’Assemblea Permanente al concerto di Caparezza che questa sera si è svolto al Nelson Mandela Forum (FI).

Il motivo dell’atto è per ribadire la nostra assoluta e ferma opposizione allo stravolgimento del regolamento.

Il Piano di Indirizzo Territoriale è un documento di indirizzo riguardo la regolamentazione, la gestione e la tutela del territorio della Regione Toscana. A proporlo, inizialmente, fu l’assessore all’Urbanistica Anna Marson: prevedeva una forte riduzione dell’attività estrattiva e un piano di riconversione dell’economia che potesse portare al reimpiego dei lavoratori in attività alternative e più sostenibili.

Come da copione questa proposta scatenò una dura reazione dei “padroni” delle cave.

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Così si procede ad un allontanamento della proposta Marson e si procede ad una modifica nel luglio 2014, nella quel rimangono alcuni punti a tutela del paesaggio (come la chiusura delle cave sopra i 1200 mt), ma che pone le basi per una silente inversione di marcia.

Si arriva così al maxiemendamento che di fatto ne stravolge la natura ed il senso.

Sebbene non esaustivo riguardo la tutela del paesaggio Apuano, anche nella sua forma originaria, si crede fermamente che il PIT a firma Marson avrebbe garantito un salto di qualità notevole rispetto alla oramai insostenibile devastazione ambientale che si protrae da decenni nelle nostre montagne. Prevedeva infatti che l’ampliamento di ogni cava esistente venisse sottoposto ad una valutazione che ne autorizzasse l’attività estrattiva. Le modifiche proposte dal PD in questo maxiemendamento consentiranno l’ampliamento del 30% dei bacini senza bisogno di alcun controllo. Inoltre sarà possibile riaprire cave abbandonate conformi al regolamento del 1985 – anche sopra i 1200mt.

Questo basta a comprendere come le Alpi Apuane siano concepite dai vertici regionali come una mera fabbrica di soldi e non come una riserva naturale da salvaguardare e tutelare. Esse vengono sfruttate fin da prima della conquista romana (IV sec. a.C.) e, se ancora sottoposte ad una politica di devastazione selvaggia, senza regolamentazione né tutela, si arriverà ad uno stravolgimento tale che comporterà gravi danni e conseguenze all’ambiente e al territorio circostante.

Per questo i cittadini dell’Assemblea Permanente chiedono che il Piano Paesaggistico sia approvato nella sua forma originaria e che si inizi un percorso di tutela delle Alpi Apuane e del paesaggio Toscano che porti ad una regolamentazione consapevole dei bacini esistenti, incentivando la filiera corta per la lavorazione dei materiali estratti, in modo da ricreare posti di lavoro e un’economia sostenibile per la zona di Massa Carrara e di tutta la Toscana. E che esso attui una politica volta alla limitazione dell’escavazione nei volumi, nella qualità e nella modalità aumentandone il valore di mercato.

Si deve bloccare la deturpazione di un paesaggio unico al mondo come quello Apuano, dichiarato Geoparco e patrimonio Unesco.

Infine si invitano tutti a partecipare alla manifestazione di oggi 7 marzo che si svolgerà in Piazza del Duomo a Firenze dalle 16:00 e al presidio, che si terrà sempre a Firenze martedì 10 marzo dalle ore 14:00 alla sede della Regione Toscana.

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